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Da giugno in arrivo in Italia carichi di gnl da un nuovo impianto Usa. Dal Qatar consegne ferme

  • Postato il 3 aprile 2026
  • Economia
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Da giugno in arrivo in Italia carichi di gnl da un nuovo impianto Usa. Dal Qatar consegne ferme

Una parte dei carichi di gas naturale liquefatto del Qatar bloccati causa conflitto nel Golfo saranno sostituiti da forniture in arrivo dagli Stati Uniti. Reuters, che ha dato la notizia, spiega che le prime spedizioni sono attese al terminal Adriatic Lng, in provincia di Rovigo, a giugno. Partiranno dal nuovo impianto Golden Pass LNG in Texas, una joint venture tra QatarEnergy ed Exxon Mobil.

La compagnia qatariota come è noto ha notificato a Edison, il maggior importatore italiano, che per cause di forza maggiore legate agli attacchi ai suoi impianti non avrebbe potuto dar seguito alle consegne previste per aprile, e la settimana scorsa ha esteso la comunicazione ad altri dieci carichi attesi fino a metà giugno. Orizzonte che con ogni probabilità si allungherà ulteriormente: per riparare i danni alle infrastrutture – una volta finita la guerra – ci vorranno anni.

Il contratto di lungo periodo tra Edison e QatarEnergy vale circa 6,4 miliardi di metri cubi di forniture l’anno, pari a circa il 10% del fabbisogno italiano complessivo (e oltre il 40% del fabbisogno di Gnl). L’arrivo di ulteriore gas statunitense non risolve il problema strutturale. Gli Usa sono già diventati, lo scorso anno, il primo fornitore italiano di Gnl, ma va considerato che i volumi aggiuntivi disponibili verranno acquistati alle attuali condizioni di mercato, cioè a costi ben superiori, vista la concorrenza tra potenziali acquirenti e la ormai conclamata carenza di offerta. Per questa via Washington, dopo aver scatenato l’escalation in Medio Oriente, sta beneficiando della crisi energetica che ne è derivata.

Intanto le scorte di gas dei Paesi europei continuano a scendere nonostante l’avvio della stagione degli stoccaggi, iniziata l’1 aprile. La coda dell’inverno registrata negli ultimi giorni fa sì che il saldo tra prelievi e iniezioni di metano sia ancora negativo. A questo si aggiunge il prezzo del gas, che sulla piazza Ttf di Amsterdam ha di nuovo superato la soglia dei 50 euro al MWh, con un rialzo del 5,33% nella sola giornata di giovedì, l’ultima prima del lungo ponte di Pasqua.

L’Europa rispetto a fine marzo scende sotto il 28% di riempimento, da 320 a 316,34 TWh, e lo stesso fa l’Italia, passata da 88,93 a 87,95 TWh, pari al 43,24% degli stoccaggi. Passo indietro anche in Germania, che a fine marzo aveva il 22,18% a 55,68 TWh e si ritrova con il 21,9% a 54,53 TWh. In Italia l’obiettivo fissato per gli stoccaggi entro la fine di ottobre è pari al 90%. Ma a fine marzo il commissario Ue all’Energia Dan Jorgensen ha inviato gli Stati membri ad abbassare gli obiettivi – oltre ad adottare misure per ridurre la domanda da parte delle famiglie e dell’industria – per evitare una corsa agli acquisti che metterebbe ulteriormente sotto pressione i mercati.

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Il Fatto Quotidiano

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