Da Conte a Pioli, il pagellone del 2025 degli allenatori di serie A

  • Postato il 27 dicembre 2025
  • Di Virgilio.it
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Come ogni fine anno, arriva il tempo di bilanci. Neanche gli allenatori riescono a risparmiarsi il famigerato pagellone, tra promossi, bocciati e rinviati. Il 2025 è stato l’anno di Antonio Conte: aveva promesso che sarebbe rientrato in Italia per alterare nuovamente le gerarchie e ha mantenuto la parola data sulla panchina del Napoli, tra Scudetto e Supercoppa. Ma quello appena trascorso è stato pure l’anno di Italiano, non certamente quello di Pioli mentre per Spalletti e Allegri la resa dei conti deve ancora arrivare.

Voto 10: Antonio Conte

Il fuoriclasse del Napoli è in panchina. Tra invenzioni tattiche, continui cambi moduli e una mentalità vincente iniettata ai calciatori come fosse un farmaco a rapido rilascio, il tecnico salentino ha vinto l’ennesima sfida della carriera. Irrequieto come sempre ma efficace come pochi: ha saputo far fronte anche ai numerosi infortuni valorizzando tutte le risorse a disposizione.

Voto 9: Vincenzo Italiano

Non vinceva un trofeo dal 1974, il Bologna, se non si tiene in considerazione la Coppa Intertoto del 1998. Se i rossoblù hanno messo a segno un’impresa memorabile in Coppa Italia, gran parte del merito è della società che ha indovinato gli uomini giusti in campo e in panchina. Dopo Motta il ciclo sembrava terminato ma era solo all’inizio, sublimato da un mister illuminato come Italiano.

Voto 8: Gian Piero Gasperini

All’Atalanta non aveva più nulla da dare, così ha deciso di accettare un’altra sfida tanto stimolante quanto complicata nella capitale. Non prima, naturalmente, di aver mantenuto la Dea nell’Europa che più conta. Ha chiuso bene con i nerazzurri e ha aperto altrettanto bene alla guida della Roma. Se la società lo asseconderà sul mercato, ne vedremo davvero delle belle.

Voto 7: Davide Nicola

Raggiungere il traguardo non basta più. Da Davide Nicola si pretende sempre di più: la prova è la salvezza con il Cagliari che non ha lasciato particolari emozioni nell’ambiente come fosse un qualcosa di scontato. Così, il mister piemontese è stato costretto a ripartire dalla neopromossa Cremonese attrezzandosi pure per gli effetti speciali. I grigiorossi sono la vera rivelazione della prima parte di stagione.

Voto 6: Massimiliano Allegri

Un anno di pausa e l’ennesimo ritorno al futuro. Stavolta non c’è il bianconero a fargli da sfondo ma il rossonero, primo amore e primo scudetto della sua carriera. Max ha rimesso immediatamente le cose a posto ma conterà il finale. L’obiettivo ufficiale è il quarto posto, quello ufficioso la vittoria del campionato. La rosa è discreta, la differenza deve farla lui, anche per scrollarsi di dosso i fantasmi del recente passato.

Voto 5: Igor Tudor

La Juve gli aveva chiesto di salvare il salvabile e mantenerla al quarto posto. Il croato per amore della maglia ha accettato e portato a termine la missione. Confermato, più per mancanza di idee che per reale convinzione, si è poi sciolto come neve al sole dietro all’enorme pressione della piazza. Così la Vecchia Signora è finita nelle mani di Spalletti. Almeno fino a giugno e poi si vedrà.

Voto 4: Simone Inzaghi

Poteva vincere tutto e si è ritrovato con un pugno di mosche in mano. La finale di Champions è un ricordo orribile da rivivere nella mente degli interisti, il demone di Piacenza ha ben pensato di scappare in Arabia lasciando l’Inter sola e arrabbiata. Sarà Cristian Chivu, avvio positivo, a rimettere insieme i cocci.

Voto 3: Thiago Motta

Qualcuno lo ha dimenticato, a Torino invece è complicato scordarsi delle malefatte dell’italo-brasiliano. Più buttafuori che allenatore: sotto la Mole ha finito per mandare via tutti, finché non è rimasto solo e gli hanno rimosso anche l’ultimo sponsor Cristiano Giuntoli. Esonero scontato.

Voto 2: Stefano Pioli

Allegri non ci ha messo nella griglia scudetto? L’ho scritto alla lavagna, raccontò Stefano Pioli nella speranza di motivare ulteriormente i propri giocatori. Quelle dichiarazioni hanno però avuto l’effetto boomerang, con la squadra che è addirittura precipitata in zona retrocessione. L’ex condottiero rossonero non è più on fire ma ha lasciato la baracca esonerato e senza lo straccio di una vittoria. L’esilio in Arabia non ha portato bene.

Voto 1: Ivan Juric

Non prendiamo in considerazione l’avventura capitolina che è del 2024. Ma quelle successive sì. Tra Southampton e Atalanta, il tecnico croato ha quasi irrimediabilmente compromesso la propria carriera. Come si ripartirà?

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