Da anni immobilizzata, torna a camminare: la storia di Besjana e l’operazione all’Ortopedia di Biella

  • Postato il 8 gennaio 2026
  • Biella
  • Di Quotidiano Piemontese
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BIELLA – «Con coraggio, con la professionalità del dottor Daghino e con la spinta e il sostegno di mio marito a casa, sono riuscita a togliere le stampelle e tornare a camminare».

Sono le parole di Besjana, 27 anni, che raccontano una vicenda di determinazione, fiducia e innovazione medica. Una storia a lieto fine che ha visto protagonista il dottor Walter Daghino, direttore del Reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale di Biella e, dal 1° gennaio 2026, presidente della Società Italiana del Piede e della Caviglia (SICP).

La storia di Besjana

Besjana è nata con gravi deformità congenite ai piedi e all’anca e, fin dall’infanzia, ha affrontato numerosi interventi chirurgici in Albania, senza risultati. Con il passare degli anni, il dolore fisico è aumentato, insieme alla paura di non poter mai più camminare.

A 17 anni si trasferisce in Italia, dove viene sottoposta a un primo intervento ortopedico all’anca. Tuttavia, il dolore ai piedi persiste e, a 20 anni, decide di rivolgersi al CTO di Torino, dove incontra il dottor Daghino. È l’inizio di un percorso cruciale: insieme, paziente e medico decidono di affrontare un intervento complesso al piede sinistro, ad alto rischio ma attentamente pianificato. Nel 2018, grazie a una lunga fase chirurgica e riabilitativa, Besjana torna finalmente a camminare.

Anni dopo, con il peggioramento del piede destro, Besjana sceglie senza esitazioni di affidarsi nuovamente al dottor Daghino, ormai trasferitosi a Biella. «Le deformità dei piedi e delle caviglie della ragazza – spiega Daghino – erano frutto di malformazioni congenite evolutesi in gravi contratture, equinismo e deviazioni scheletriche, con displasie articolari e ipovalidità muscolo-tendinee. Intervenire era indispensabile per permetterle una vita normale».

L’operazione a Biella

L’operazione a Biella è stata resa possibile anche grazie alla tecnologia: stampanti 3D hanno creato modelli in resina dei piedi di Besjana, consentendo di pianificare con precisione ogni fase dell’intervento. L’uso di strumenti chirurgici piezoelettrici ha permesso tagli ossei accurati e sicuri, senza effetti collaterali necrotizzanti.

Il secondo intervento ha avuto successo: senza complicazioni post-operatorie, Besjana ha completato il percorso riabilitativo e oggi cammina autonomamente, tornando alle attività quotidiane. «Per me l’incontro con il dottor Daghino è stato e sarà per sempre un miracolo», afferma emozionata.

Il Reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale di Biella

Questa storia riflette anche la rinascita del Reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale di Biella, come sottolinea il Direttore Generale ASL BI, Mario Sanò: «Dall’arrivo del dottor Daghino, l’equipe medica e infermieristica ha rilanciato il reparto, puntando su qualità clinica, organizzazione e lavoro di squadra. I risultati sono certificati dal Programma Nazionale Esiti di AGENAS, con un incremento significativo di attività ambulatoriale e mobilità dei pazienti».

Il reparto ha visto un ricambio generazionale grazie all’arrivo di giovani professionisti, con 12 ortopedici oggi in servizio e prospettive di ulteriore crescita. Per l’Assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, storie come quella di Besjana «dimostrano come il Servizio Sanitario Regionale possa fare la differenza di fronte ai bisogni di salute più complessi, raggiungendo risultati eccellenti a livello nazionale e internazionale».

Besjana torna così a vivere con autonomia e speranza, simbolo di come determinazione, fiducia reciproca e innovazione tecnologica possano trasformare anche le situazioni più complesse.

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