Da 8 mesi senza stipendio: l’incubo della Lucchese, venduta tre volte in un mese. Il ds: “Orgoglioso dei calciatori, ma siamo stanchi”
- Postato il 3 aprile 2025
- Calcio
- Di Il Fatto Quotidiano
- 1 Visualizzazioni
.png)
“Stiamo vivendo una situazione surreale”. Cinque parole che più chiare di così non si possono avere: le esprime a ilFattoQuotidiano.it il direttore sportivo della Lucchese, Claudio Ferrarese, che è artefice di un miracolo sportivo dentro a un incubo societario talmente tanto brutto da minacciare una cosa che nel calcio si vede quasi mai: lo sciopero dei giocatori. Proprio così, i toscani sono pronti a non scendere in campo il prossimo 5 aprile per la partita in casa del Pontedera (in programma alle 17.30). Perché non ne possono più di giocare a questa condizione: gratis.
Otto mesi senza stipendio: la situazione
Tutto ha inizio (o forse è meglio dire fine) il 14 gennaio, quando la società di Andrea Bulgarella viene ceduta a una cordata di imprenditori lombardi capitanata dall’avvocato Giuseppe Longo. La Sanbabila srl viene presentata otto giorni dopo dallo stesso avvocato: “Non siamo degli scappati di casa”. Lungi dal dare giudizi alle persone, i fatti hanno portato ad altre considerazioni: prima l’allontanamento di Ferrarese, che viene richiamato un mese dopo; quindi la cessione della società alla SLT Associati srl per la cifra irrisoria di 1.640 euro. La proprietà è fantasma, i giocatori non sanno con chi parlare, l’Associazione Calciatori inizia ad avanzare perplessità e la Serie C si trova costretta a penalizzare il club di sei punti in classifica, nello stesso periodo in cui vengono escluse dal campionato Turris e Taranto per gravi inadempienze societarie. A marzo, il terzo cambio di proprietà, con l’arrivo dell’imprenditore romano Benedetto Mancini – che in passato tentò di acquisire il Latina – e del suo amministratore unico Nicola D’Andrea (un ex ciclista casertano, con un trascorso nelle amministrazioni di altre società sportive di basket e non solo). Soldi? Ancora nulla. Tanto che per organizzare le trasferte si sono mosse le istituzioni locali con delle raccolte fondi. E si è arrivati a otto mesi senza stipendio.
“Sono orgoglioso dei giocatori, ma è tutto insostenibile”
“Tre cambi societari in un mese sono assurdi”, commenta Ferrarese a ilFattoQuotidiano.it. “La nuova società ha detto che salderà tutto entro pochi giorni, se non dovesse farlo faremo le nostre valutazioni: siamo tutti stanchi e vogliamo chiarezza”. Il dissenso si può esprimere in un modo preciso: “L’idea dello sciopero c’è: nella nostra testa e per il rispetto di tutti vorremmo scendere in campo, ma un segnale va dato. Ci dispiacerebbe molto, ma vogliamo che alla nuova società arrivi questo messaggio: se non ci sono i soldi, procederemo con un’istanza di fallimento. Ma almeno sappiamo che non c’è nessuno di serio e andremo avanti fino alla fine o fino a quando potremo. Non vogliamo persone che non siano all’altezza di rimanere”.
La situazione ha avuto un impatto devastante sulla vita dei giocatori. “Abbiamo dovuto salutare alcune persone che non si potevano più permettere di vivere a Lucca, di pagare un affitto. Il nostro team manager è stato lasciato a casa, quindi richiamato, quindi di nuovo rimandato a casa. Abbiamo perso una segretaria… La situazione è delicata: io e l’allenatore, Giorgio Gorgone, abbiamo costruito la squadra la scorsa estate e vogliamo stare vicini a tutti. Ora c’è solo da confrontarsi, capire i momenti: siamo le sole persone rimaste con cui parlare davvero. Sono orgoglioso dei giocatori e di come stanno reagendo, ma è diventato tutto insostenibile”.
Nell’ultima partita, la Lucchese ha battuto 4-1 la Ternana seconda in classifica (cosa che per gli umbri è costata l’esonero a sorpresa di Ignazio Abate, al suo posto è tornato Liverani) ed è al quarto risultato utile consecutivo. Con quei sei punti in più (la penalizzazione è stata peraltro confermata il 2 aprile), starebbe lottando per i playoff, mentre si trova ora al sedicesimo posto del Girone B. In passato, quando era dirigente in Serie D al Sona, Ferrarese era riuscito a portare un giocatore come Maicon. Un piccolo miracolo di calciomercato, che non è paragonabile a quanto oggi sta accadendo in Toscana. Con tanto rammarico per una stagione che avrebbe potuto essere molto, molto diversa.
L'articolo Da 8 mesi senza stipendio: l’incubo della Lucchese, venduta tre volte in un mese. Il ds: “Orgoglioso dei calciatori, ma siamo stanchi” proviene da Il Fatto Quotidiano.