Cutro, 30 anni a Lino Greco per l’omicidio Ruggiero

  • Postato il 18 febbraio 2026
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Cutro, 30 anni a Lino Greco per l’omicidio Ruggiero

Nel processo d’Appello per l’omicidio Ruggiero confermati 30 anni a Greco, killer di San Mauro Marchesato agli ordini del boss di Cutro


CUTRO – La Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione nei confronti di Angelo Greco, di San Mauro Marchesato, detto “Lino”, detto anche “Tempesta”, per l’omicidio di Rosario Ruggiero, commesso a Cutro nel giugno ’92. Accolta la richiesta del procuratore generale Antonino Di Maio. All’epoca Greco era uno dei componenti del gruppo di fuoco del boss Nicolino Grande Aracri. Per questo e altri due omicidi, separatamente, è già stato condannato a 10 anni, in Appello, Angelo Cortese, collaboratore di giustizia, ex braccio destro del boss e principale accusatore di Greco. La pena di 30 anni per lo stesso fatto di sangue è ormai definitiva per Grande Aracri, giudicato a parte anche lui.  Definitiva la pena di 16 anni anche per Giuseppe Grano, di Mesoraca, processato anche lui separatamente.

IL COMMANDO

Il delitto fu ordinato da Grande Aracri, in quegli anni leader emergente del gruppo criminale dominante a Cutro, che poi avrebbe costituito una nuova “provincia” di ‘ndrangheta. Secondo il pentito, avrebbero avuto ruoli di mandanti anche i fratelli Ernesto e Antonio Grande Aracri. Mentre Domenico Lazzarini sarebbe stato incaricato di compiere un sopralluogo presso la falegnameria della vittima. Giuseppe Grano avrebbe guidato l’auto del commando, una Fiat “Croma”, su cui era il gruppo di fuoco composto, secondo l’accusa, dai sanmauresi Angelo Greco Antonio Rocca e Sergio Iazzolino, di Sersale. Quest’ultimo venne poi assassinato nel 2003. I killer, armati ciascuno di una pistola, avrebbero sparato più colpi contro Ruggiero, morto all’ospedale di Crotone per le ferite riportate.

GLI “SCAPPOTTISTI”

Il ruolo di Cortese, in particolare, sarebbe stato quello di predisporre l’auto rubata usata nell’agguato apponendovi una targa di cartone. Insieme a Rosario Sorrentino, Cortese si sarebbe poi occupato di prelevare il commando. Neanche Sorrentino è più su questa terra poiché nell’agosto 2000 sarebbe stato vittima di lupara bianca. Cortese aveva seguito i killer con un’auto Mercedes, Sorrentino con una Autobianchi “A112 Abarth”. Erano gli “scappottisti”, nel gergo ‘ndranghetistico coloro che vengono incaricati del recupero degli sparatori.

CINISMO CRIMINALE

Tra i principali accusatori accusatori anche il pentito Antonio Valerio, assolto dall’accusa di essere stato il mandante. Valerio raccontò che Grande Aracri, con cinismo criminale, mimava i gesti compiuti dalla vittima predestinata, perché nel tentativo di scappare Ruggiero era rimasto «attaccato alla porta di casa» e «cercava di aggrapparsi». Secondo l’originario impianto accusatorio, Grande Aracri intese, con l’omicidio, «dare soddisfazione» a Valerio, oggi collaboratore di giustizia. Perché Ruggiero uccise il padre del pentito, Gino Valerio, nel ’77, e per questo fu condannato a 14 anni.

MANDATO DUPLICE

Il mandato era duplice, aggiunge il pentito Cortese. Ad affidare al gruppo di Grande Aracri l’omicidio era stato anche Antonio Ciampà. A quanto pare, Rosario Ruggiero avanzava pretese sui proventi delle attività estorsive ponendosi in netto contrasto con i Ciampà che fino a quel momento esercitavano il controllo del territorio, su delega del boss Antonio Dragone allora detenuto. Ma Grande Aracri stava ormai dando la scalata alla gerarchia criminale.

ALTRI OMICIDI

L’imputato era difeso dagli avvocati Nuccio Barbuto e Salvatore Staiano. I legali hanno sostenuto che vi sarebbero contraddizioni nelle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Tra le principali condanne riportate da Greco quale componente del gruppo di fuoco della cosca Grande Aracri, si ricorda quella ormai definitiva, a 30 anni, nel processo Kyterion, per l’omicidio del rivale storico Antonio Dragone, assassinato nel maggio 2004. Ma anche quella all’ergastolo nell’appello bis del processo Aemilia ’92 per l’omicidio, compiuto nel ’92 a Reggio Emilia, di Giuseppe Ruggiero.

LEGGI ANCHE: Cutro, due condannati per quattro omicidi: 30 anni a Greco e 12 a Cortese

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