Crotone, cardiologo aggredito all’ospedale dal parente di un paziente

  • Postato il 12 febbraio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Crotone, cardiologo aggredito all’ospedale dal parente di un paziente

Ospedale San Giovanni di Dio Crotone

Aggredito all’ospedale di Crotone il cardiologo Antonio Sulla, il medico è stato minacciato e colpito con calci. I sindacati chiedono sicurezza immediata e presidi fissi.


Un grave episodio di violenza ha scosso l’Ospedale di Crotone, dove il cardiologo Antonio Sulla è stato vittima di un’aggressione fisica e verbale mentre svolgeva il proprio lavoro in reparto. Il medico è stato colpito da calci e minacce davanti a colleghi e pazienti, scatenando l’indignazione generale e la ferma condanna da parte delle sigle sindacali. L’evento ha evidenziato la vulnerabilità del personale sanitario all’interno dei luoghi di cura.

CARDIOLOGO AGGREDITO ALL’OSPEDALE DI CROTONE: LA RABBIA DEI SINDACATI

La Fp Cgil e la Cgil Area Vasta hanno espresso piena solidarietà al dottor Antonio Sulla, definendo l’accaduto un’offesa a tutto il personale sanitario. Secondo i sindacati, medici e infermieri sono ormai diventati il “paraurti” delle inefficienze del sistema, vivendo una vera emergenza sociale che mette a rischio la loro incolumità all’interno delle mura ospedaliere. È stato sottolineato come sia intollerabile temere per la propria incolumità fisica mentre si presta soccorso ai cittadini.

RICHIESTA DI SICUREZZA ALL’ASP

Le organizzazioni sindacali hanno puntato il dito contro l’ASP di Crotone, sollecitando interventi concreti previsti dalle normative sulla sicurezza sul lavoro, come il D.Lgs. 81/08. Le richieste principali riguardano l’attivazione immediata di posti di Polizia fissi e il potenziamento della vigilanza privata h24, sottolineando che la protezione degli operatori è una condizione essenziale per garantire il diritto alla salute dei cittadini.

DIFESA DEL PRESIDIO SANITARIO

Anche l’ANAAO Assomed di Crotone è intervenuta denunciando una deriva insostenibile e ribadendo che i medici non sono soldati in trincea ma professionisti da tutelare. Il sindacato ha evidenziato come colpire un medico significhi indebolire l’ultimo baluardo della salute pubblica. Chiedendo così misure di protezione immediate e una forte azione culturale per ripristinare il rispetto verso chi cura.

PROSPETTIVE FUTURE E TUTELA

Il sindacato medico ha espresso l’amara conclusione che non si può chiedere ai medici di tenere in piedi il sistema sanitario senza proteggerli adeguatamente. L’ANAAO continuerà a vigilare affinché il rispetto della professionalità di chi cura diventi un punto fermo non negoziabile. Minacciando mobilitazioni se non arriveranno provvedimenti concreti e immediati da parte delle autorità competenti.

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