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Crisi Italia, parole durissime di Klinsmann: “Yamal giocherebbe in Serie B”. Italiano dice tutta la verità

  • Postato il 4 aprile 2026
  • Di Virgilio.it
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Crisi Italia, parole durissime di Klinsmann: “Yamal giocherebbe in Serie B”. Italiano dice tutta la verità

La crisi del calcio italiano ha ormai varcato i confini dello Stivale. Del resto, una nazionale quattro volte campione del mondo che manca la qualificazione al Mondiale per tre edizioni di fila è una notizia che fa rumore. Il domani è un rebus: si cercano nuove figure – dal presidente della Figc al ct – per rilanciare un’Italia uscita a pezzi della finale playoff di Zenica, persa ai rigori contro la Bosnia ed Erzegovina. Lucida e spietata l’analisi di Jurgen Klinsmann, ex centravanti dell’Inter da sempre legato al Belpaese anche anche per motivi familiari: il figlio Jonathan, portiere di professione, gioca in Serie B col Cesena. Sulla situazione azzurra è intervenuto anche Vincenzo Italiano, tecnico del Bologna, che ha offerto la sua chiave di lettura.

Disastro Italia, Klinsmann all’attacco

Una Coppa Uefa con l’Inter nel 1990-1991, poi un’altra fugare apparizione in Italia con la Sampdoria nel 1997 quando ormai era a fine carriera. ‘Kataklinsmann’ è ancora oggi ricordato con affetto dal popolo nerazzurro: con Lothar Matthäus e il compianto Andreas Brehme formò lo straordinario trio tedesco che fece sognare San Siro.

Oggi c’è un altro Klinsmann in Italia: è il figlio 28enne Jonathan, 32 presenze nel torneo cadetto da estremo difensore del Cesena. Intervenuto ai microfoni di Rai Sport, l’ex ct di Stati Uniti e Corea del Sud – nonché campione del mondo con la Germania a Italia ’90 – non ha usato certo giri parole nel descrivere il momento nero – il più basso di sempre – che sta attraversando il calcio italiano.

La crisi fotografata nella verità su Yamal

Klinsmann ha ammesso di aver “sofferto tantissimo con i miei amici italiani di Los Angeles” e di aver “faticato a dormire la notte dopo”. Parole che rendono bene l’idea del crollo azzurro. Il flop dell’Italia di Gennaro Gattuso, secondo il tedesco, affonda le radici in tre problemi principali: la mancanza di leader, l’assenza di giocatori capaci di saltare l’uomo e una fiducia ancora troppo limitata nei confronti dei giovani. Poi, arriva la stoccata più dura. Una provocazione forte, ma che fotografa una realtà difficile da ignorare.

“Con ogni probabilità da voi Yamal e Musiala sarebbero mandati in serie B per fare esperienza. Molti allenatori lavorano per non perdere e non per vincere a tutti i costi: questi sono i risultati”. Come dargli torto? A 23 anni Antonio Vergara è considerato un ragazzino, un prospetto. E nel Napoli ha trovato spazio solo perché Antonio Conte si è ritrovato con la rosa falcidiata dagli infortuni. Persino una realtà virtuosa come l’Atalanta, da anni modello nella valorizzazione dei talenti, non fa eccezione. Marco Palestra, che oggi piace a mezza Europa, è stato mandato a farsi le ossa a Cagliari. Non sorprende, quindi, che sempre più giovani – da Samuele Inacio a Luca Reggiani – scelgono di lasciare il Belpaese. Il rischio è che la meglio gioventù del calcio italiano finisca per perdersi tra categorie minori e occasioni mancate, senza riuscire mai a emergere.

La dura analisi di Vincenzo Italiano

Oggi hanno parlato tutti. Da Luciano Spalletti a Massimiliano Allegri, il cui nome – insieme a quello di Conte – è accostato con insistenza alla panchina della Nazionale. Sulla questione ha detto la sua anche Vincenzo Italiano. Alla vigilia della trasferta di Cremona, il tecnico del Bologna ha individuato quello che, a suo avviso, rappresenta il limite più grande del movimento: “Abbiamo troppa impazienza. La smania di arrivare subito al risultato porta a sconfitte immeritate”.

Un concetto chiaro, che va oltre il campo e tocca le fondamenta del sistema, a partire dalla crescita dei giovani: “Dobbiamo cambiare la nostra cultura”. Parole che suonano come un monito, ma anche come un punto di partenza per provare a ricostruire un calcio italiano oggi in evidente difficoltà.

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Virgilio.it

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