Crisi Amt, la manovra tariffaria non è finita: dal 2027 previsti nuovi rincari sugli abbonamenti

  • Postato il 17 febbraio 2026
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  • Di Genova24
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bus autobus amt brignole

Genova. Dopo la manovra correttiva dello scorso autunno, le tariffe Amt sono destinate ad aumentare ancora nei prossimi anni. È quanto prevede il piano di risanamento dell’azienda approvato negli scorsi giorni e presentato ai sindacati. Un ritocco verso l’alto che non riguarderà il biglietto semplice, già portato da 1,50 a 2 euro quando governava il centrodestra, ma solo alcuni abbonamenti. Dall’altra parte, come già anticipato, sarà necessario stringere la cinghia con un taglio alla produzione di 1,5 milioni di bus per chilometro sul servizio urbano che si rifletterà anche su una sensibile riduzione del personale, dalle attuali 3mila unità alle 2.667 previste nel 2031.

Il nuovo piano tariffario varato dalla giunta Salis – tra le altre misure – ha eliminato le gratuità per metropolitana e impianti speciali, ha portato il costo dell’abbonamento annuale da 295 a 350 euro (prima del 2024 costava 395 euro) e ha introdotto il nuovo abbonamento annuale over 70 al costo di 120 euro (per chi ha un Isee inferiore a 12mila euro rimarrà gratuito).

Secondo i piani dell’azienda, il prezzo dell’abbonamento over 70 raddoppierà nel 2027, arrivando a quota 240 euro. Nello stesso anno dovrebbe aumentare del 100% anche l’annuale agevolato per studenti universitari, da 100 a 200 euro. Nella fascia Isee sotto i 12mila queste categorie continueranno a viaggiare gratis, come avviene tuttora senza distinzioni di reddito per gli under 14. Altri rincari, tuttavia, sono previsti per i redditi più bassi a partire dal 2028: l’urbano o extraurbano da 120 a 130 euro (residenti) e da 310 a 336 euro (non residenti), l’urbano+extraurbano da 160 a 175 euro (residenti) e da 330 a 356 euro (non residenti).

L’obiettivo è ovviamente la crescita dei ricavi per contribuire a riportare in equilibrio i conti di Amt. Il piano stima un aumento del 4,7% dal 2026 al 2029 in modo da raggiungere quota 63,1 milioni, quota leggermente inferiore alla cifra raggiunta nell’ultimo anno prima del Covid (65,4 milioni) ma superiore al risultato del 2024 (53,5 milioni) che presentava un gap di 18,5 milioni rispetto al piano economico-finanziario.

I tagli al servizio secondo il piano di risanamento

Come detto, il risanamento comprende anche una “razionalizzazione dei servizi“. La riduzione della produzione su gomma si otterrà eliminando le “tratte meno efficienti” e riducendo le “percorrenze a bassa domanda”. Nel piano si parla anche di “riduzione dell’orario di apertura della metropolitana nei giorni feriali“, oggi di fatto quasi sempre chiusa in fascia serale per lavori, ma anche di “riduzione delle sovrapposizioni con i servizi di Trenitalia e con il trasporto urbano di Genova per evitare duplicazioni e ottimizzare le risorse”. Questo punto sembra riguardare soprattutto il servizio extraurbano, ma anche a Genova i bus Amt in alcuni casi seguono lo stesso percorso dei treni, soprattutto nel Ponente.

La produzione commerciale complessiva dovrebbe così scendere da 36,6 milioni di vetture per chilometro (valore previsto dai contratti di servizio, compresi gli ultimi addendum) a 34,2 milioni per i prossimi cinque anni. La sforbiciata riguarda anche il trasporto extraurbano, che passa da 10,1 a 9,4 milioni di bus per chilometro.

Il nodo dei pensionamenti

Intanto si è svolto oggi un nuovo incontro tra azienda e sindacati per discutere del piano di risanamento. Ancora una volta assente il presidente Federico Berruti, presente però il direttore generale ad interim Paola Ravera.

“Il piano industriale che ci ha presentato Amt presenta tante proposte ma senza spiegarci le strade per raggiungere quel traguardo di efficientamento che è l’obiettivo finale – commenta Antonio Vella, segretario della Fit Cisl Liguria -. Lo abbiamo ripetuto anche oggi ai vertici di Amt. Intanto bisogna aspettare marzo per capire quante persone avranno deciso di aderire al fondino decidendo di andare in pensione. Partendo da un numero preciso che riguarda la forza lavoro possiamo ragionare su tutto. Smaltimento ferie, produttività, riorganizzazione del servizio: nelle oltre 90 pagine del piano industriale ci sono linee strategiche ma c’è stato ancora detto quali possono essere i percorsi da seguire. Ci aspettiamo a breve risposte concrete: pronti a dare il nostro contributo ma senza dati e numeri certi su ricadute economica di ogni possibile mossa diventa impossibile”.

Il piano prevede il pre-pensionamento di autisti, impiegati e operai la cui data di fuoriuscita è prevista per il secondo semestre 2028. Al momento risultano arrivate 160 domande, con l’ipotesi di raggiungere quota 250 nelle prossime settimane, ma il numero delle adesioni sarà certamente più basso, visto che alcuni non accetteranno e altri non rispetteranno i requisiti.

Intanto nei giorni scorsi si è delineato il percorso per il salvataggio di Amt attraverso l’iniezione di capitale e risorse nei contratti di servizio. Si parla finora di 120 milioni, in parte strutturali e destinati a essere versati anche negli anni successivi al 2026. Dalla Regione possono arrivare 59 milioni (di cui 40 per la ricapitalizzazione), dal Comune 61 milioni (compresi i 40 del deposito della metropolitana che verrà ceduto). L’azienda nel frattempo ha presentato al tribunale la richiesta di proroga per altri 120 giorni delle misure protettive nell’ambito della composizione negoziata della crisi che mette al riparo la società dalle azioni dei creditori.

Autore
Genova24

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