Crisi Amt, annullato lo “sciopero del biglietto”: modello Trenitalia per i rimborsi in caso di disservizi
- Postato il 8 giugno 2026
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- Di Genova24
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Genova. Sanzioni per Amt e bonus per gli utenti in caso di ritardi e inadempienze, secondo lo stesso modello applicato da anni con Trenitalia per il trasporto ferroviario regionale. È la novità emersa oggi dall’incontro tra associazioni dei consumatori, Comune e vertici aziendali dopo la proclamazione dello “sciopero del biglietto” per il prossimo 11 giugno contro i disservizi degli ultimi mesi.
Sciopero che tuttavia è stato revocato in seguito al confronto, anche perché alle 13.00 dello stesso giorno è stato fissato un nuovo appuntamento con le associazioni per la firma di un apposito protocollo d’intesa e discutere della riorganizzazione del servizio che dovrà far parte anche del piano di risanamento.
Presenti al tavolo il vicesindaco Alessandro Terrile, l’assessore alla Mobilità Emilio Robotti, il presidente di Amt Federico Berruti col nuovo direttore generale Nicola Pascale. Per la Consulta dei consumatori c’erano Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del consumatore, Codacons, Federconsumatori, Lega Consumatori, Sportello del consumatore.
“Finalmente faremo un accordo che ristabilisce quello che prevede la legge – spiega Furio Truzzi, presidente nazionale di Assoutenti -. Per il monitoraggio dei processi di qualità devono essere interpellate le associazioni dei consumatori. Firmeremo un protocollo che impegna l’amministrazione comunale a trasferire nei contratti di servizio attuale queste disposizioni, che oggi non ci sono e che rappresentano una tutela ulteriore per gli utenti”. In sostanza si tratta dello stesso modello che regola i rapporti tra Trenitalia e le associazioni dei pendolari: “Con un po’ di ritardo il diaframma lo abbiamo rotto anche per la gomma”.
Ma in pratica cosa cambierà? I dettagli sono da definire, ma il principio base è quello dei rimborsi automatici per gli utenti del trasporto pubblico locale, come chiedono da mesi i consumatori. A fare da apripista a livello nazionale è stato il caso Atac di Roma, sanzionata dall’Antitrust per i continui ritardi sulla metropolitana e indotta a riconoscere un bonus ai passeggeri oltre la soglia dei 15 minuti.
“Le idee più semplici sono quelle già sperimentate con il treno – chiarisce Truzzi -. Immaginiamo un bonus a scalare con una percentuale di rimborso sugli abbonamenti: ti ho fatto patire molti disagi, ti regalo un mese sull’annuale, una settimana sul mensile e così via“. E chi fa il biglietto? “È un tema da perfezionare, ma il meccanismo potrebbe essere sulla falsariga di quello adottato a Roma, ad esempio un biglietto omaggio ogni dieci“.
“Un cittadino non può vivere nell’incertezza e non sapere se un bus passa dopo 10, 20 o 30 minuti – aggiunge Bruno Manganaro, presidente di Federconsumatori Genova -. Può esserci un disagio, accettabile entro certi limiti: oltre questi limiti deve scattare un meccanismo di bonus/malus. Bisogna trovare un modo per penalizzare l’azienda e premiare chi ha aspettato mezz’ora, magari aveva una visita medica e non è riuscito a raggiungerla. Tutto questo va inserito a livello istituzionale e va concretizzato immediatamente. Giovedì inizieremo nuovamente questa discussione a Tursi. Non è accettabile che i cittadini vengano penalizzati“.
“Siamo all’inizio di un percorso in salita. Speriamo di non arrivare nemmeno alla questione rimborsi. La nostra speranza è che il servizio possa riprendere a funzionare in maniera accettabile”, chiosa Marco Biso della Casa del Consumatore. “Ci sono 550 mezzi che ogni giorno dovrebbero uscire, non si può fare uscire un mezzo se non si ha la certezza che non si fermi durante la corsa – puntualizza Stefano Salvetti, vicepresidente di Adiconsum Liguria -. L’azienda deve garantirne 300 che non mi mollino durante il viaggio”. “Soluzioni miracolistiche non ce ne sono – riconosce Lucio Colella di Adoc Liguria – ma siamo ben lieti che il primo passo sia stato fatto”.
Al centro dell’incontro anche i disagi legati ai nuovi biglietti elettronici con QR Code, oggetto di una recente campagna che vede impegnati proprio i volontari delle associazioni dei consumatori a bordo dei bus per aiutare i passeggeri. “È stata una scelta sbagliata – ribadisce Truzzi – ma adesso il tema è superarlo il prima possibile perché per il resto l’impianto va bene”. Per i biglietti cartacei si punta al sistema della banda magnetica, già in uso da anni in diverse città, che consentirebbe anche di usarli come card ricaricabili compreso l’accredito degli eventuali bonus.