Crans-Montana, il racconto dei Moretti: "Porta forzata, massaggi cardiaci. Cosa abbiamo fatto"
- Postato il 10 gennaio 2026
- Esteri
- Di Libero Quotidiano
- 2 Visualizzazioni
Crans-Montana, il racconto dei Moretti: "Porta forzata, massaggi cardiaci. Cosa abbiamo fatto"
Una strage e la versione raccontata dai coniugi Moretti. L'emittente francese BfmTv ha diffuso quanto dichiarato da Jacques e Jessica Moretti, titolari del bar Constellation di Crans-Montana. A poche ore dall'incendio del 31 dicembre che ha causato 40 morti e 116 feriti, i gestori hanno reso ai magistrati svizzeri un primo, lungo racconto della notte del disastro. Ascoltati separatamente, come da prassi, i due - ora entrambi indagati per omicidio, incendio e lesioni colposi; lui in carcere e lei ai domiciliari - hanno descritto la dinamica della serata, l'uso dei fuochi di bengala e i tentativi di soccorso. Jacques Moretti ha cominciato il racconto dalla cameriera 24enne Cyane Panine, una delle vittime. "Ho cresciuto un ragazzo come fosse mio figlio, era il suo fidanzato. Lui e io abbiamo provato a rianimarla per più di un'ora, finché i soccorsi ci hanno detto che era troppo tardi".
Jessica Moretti ha aggiunto: "Cyane era come una sorellina. Aveva passato il Natale con noi. Sono devastata". Jessica racconta di essere arrivata alle 22.30 e di aver trovato pochi clienti: "A mezzanotte c'era pochissima gente". Verso l'1, però, il locale si riempie fino a circa un centinaio di persone. Poi qualcosa è cambiato. "All'improvviso ho percepito un movimento di folla", racconta la donna. Subito dopo ha visto "una luce arancione nell'angolo del bar" e ordinato l'evacuazione: "Ho urlato 'Fuori tutti!' e ho chiamato i pompieri. Erano le 1.28".
A essere avvisato, nel frattempo, anche Jacques. Lo chiama direttamente Jessica. "C'è fuoco al Constel, vieni subito!". A quel punto Jacques Moretti corre al locale. Spiega agli investigatori che ha provato a entrare dalla terrazza, ma senza riuscirci: "Era impossibile, c'era troppo fumo". Racconta di aver raggiunto la porta di servizio, trovata chiusa, e di averla forzata con l'aiuto di altre persone: "Ha ceduto in pochi secondi". Dentro, diverse persone erano già a terra, prive di sensi. "Cyane era tra loro. Le abbiamo trascinate fuori e messe in posizione di sicurezza, poi abbiamo fatto massaggi cardiaci". Sulla sicurezza del locale, i gestori sostengono che il bar - acquistato nel 2015 - fosse stato rinnovato completamente, con due uscite regolarmente indicate, estintori presenti e "due-tre controlli dei vigili del fuoco" negli ultimi dieci anni senza mai avanzare "alcuna richiesta di ristrutturazione o modifica dei locali".
[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45787658]]
Poi le domande sui fuochi di Bengala. Jacques la definisce una pratica "abituale" e finora senza incidenti: "Durano tra 30 e 40 secondi, abbastanza per portarli dal bancone al tavolo senza che nessuno si faccia male". Jessica aggiunge: "Non lasciamo mai che i clienti li usino. Quando si spengono, li mettiamo subito in un bicchiere d'acqua". Sul fatto di far salire le cameriere sulle spalle dei colleghi, e avvicinarle quindi al soffitto, la donna precisa: "Non era la prima volta, ma non era qualcosa che facevamo sempre. Non l'ho mai impedito, ma non l'ho mai ordinato". I gestori ammettono la possibilità che siano entrati minorenni, nonostante le regole interne: "Facciamo il massimo per controllare, ma tra documenti falsi e situazioni che non conosco, non è impossibile che ci siano stati problemi". Non a caso tra le vittime ci sono tantissimi minorenni, alcuni addirittura sotto i 16 anni. "Sono devastato, mi sento responsabile di non aver saputo proteggere tutte le vittime", si sfoga Jacques mentre la moglie conclude cosi: "È il dramma della mia vita. Non so come farò ad andare avanti".
Continua a leggere...