Crans-Montana, i pannelli in schiuma del soffitto scollati già prima del rogo: erano sorretti da stecche da biliardo
- Postato il 27 gennaio 2026
- Cronaca
- Di Blitz
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Continuano a emergere dettagli inquietanti sull’incendio di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, costato la vita a 40 persone e con 119 feriti. Le indagini sulla strage coinvolgono non solo gli inquirenti elvetici, ma anche la stampa svizzera, che sta portando alla luce nuovi elementi. La Radiotelevisione svizzera RTS ha rivelato l’esistenza di uno scambio di messaggi video tra Gaetan, allora gestore del bar Constellation, e il direttore Jacques Moretti.
I filmati mostrerebbero “la caduta della schiuma acustica dal soffitto del bar”, segnalando condizioni strutturali già critiche pochi giorni prima della tragedia. Documenti esclusivi del programma “Mise au point” mostrerebbero addirittura stecche da biliardo appoggiate su sgabelli per tentare di riattaccare pannelli fonoassorbenti scollati dal soffitto del locale, poi devastato dal rogo. Il padre di Gaetan avrebbe visionato i video sul telefono del figlio, interpretandoli come prova di una gestione improvvisata e pericolosa.
Le testimonianze e le accuse sulla sicurezza del locale
Gaetan, 28 anni, gravemente ustionato nell’incendio, è stato ricoverato prima a Losanna e poi in un ospedale parigino, ed è ora assistito vicino alla casa dei genitori nel Gard. Il padre racconta che il figlio aveva confidato: “era un sogno per lui venire a lavorare in Svizzera”, ma voleva dimettersi a causa delle criticità riscontrate.
Secondo la famiglia, il giovane sarebbe rimasto durante le festività per timore di non ricevere lo stipendio. Le rivelazioni della RTS alimentano i dubbi su formazione antincendio, gestione delle uscite di emergenza e presenza di minori nel locale, aspetti centrali nelle indagini sulla sicurezza del Constellation.
Le famiglie delle vittime temono che eventuali responsabilità gestionali possano essere minimizzate, mentre emergono versioni contrastanti su chi fosse incaricato dei controlli e della sicurezza interna.
La linea difensiva dei proprietari e le preoccupazioni dei familiari
Jacques e Jessica Moretti, proprietari del Constellation, starebbero costruendo una difesa basata sull’attribuzione delle responsabilità ai dipendenti, molti dei quali morti o feriti. Dai verbali emersi a Sion, la coppia sostiene che varie negligenze — dall’accensione di candele all’uso di materiali infiammabili, fino al blocco dell’uscita di emergenza — sarebbero riconducibili a membri dello staff.
Secondo i proprietari, anche il controsoffitto con pannelli fonoassorbenti sarebbe stato installato da terzi e il servizio con bottiglie pirotecniche non sarebbe stato autorizzato. Questa strategia preoccupa le famiglie delle vittime, che temono accuse ridimensionate a reati colposi con pene lievi.
Gli avvocati di parte civile hanno presentato un dossier con testimonianze e precedenti episodi di incendi nei locali riconducibili ai Moretti, nel tentativo di contrastare una narrazione difensiva che, secondo i familiari, rischia di trasformarsi in una autoassoluzione.
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