Crans Montana, i gestori del Constellation volevano ampliare la capienza del locale eliminando un’altra uscita. Il Comune ammette: “Dal 2020 mancato controllo periodico dell’esercizio”
- Postato il 6 gennaio 2026
- Cronaca
- Di Il Fatto Quotidiano
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C’è una data che – se possibile – rende ancora più inquietante la strage di Capodanno a Cras Montana, nella quale hanno perso la vita 40 ragazzi. È quella del 19 dicembre: in quel giorno, infatti, è stata depositata in Comune dal gestore del Constellation una richiesta per un ulteriore ampliamento del locale. La notizia è stata diffusa in tarda serata dall’emittente svizzera Rts. Tra le modifiche ci sarebbe stata anche la rimozione di un’uscita laterale della terrazza coperta. Questa eventuale chiusura, nel caso dell’incendio del primo gennaio – appena dodici giorni dopo la domanda di nuovi lavori -, avrebbe impedito a un numero ancora maggiore di persone di fuggire in modo rapido. Al vaglio della magistratura c’è anche la ristrutturazione eseguita nel 2015, che la testata d’Oltralpe ha potuto visionare perché allegata alla nuova richiesta. La porta interna del bar, hanno riferito i cronisti svizzeri, misura un metro e mezzo, “con un’apertura non conforme” dato che dovrebbe spalancarsi nella direzione di fuga, e non verso l’interno. Lo stesso accade per la porta della veranda.
Non solo. Un’altra questione riguarda l’autorizzazione dei lavori di dieci anni fa. All’epoca, infatti, sarebbe stata installata la schiuma fonoassorbente da cui è divampato l’incendio di Capodanno, sulla cui infiammabilità – qualora ci fossero ancora dubbi – arriva adesso la conferma da un video del 2020, diffuso sempre da RTS. In occasione di un altro Capodanno, anche allora nel locale giravano le bottiglie di alcolici con le ormai tristemente note candeline pirotecniche. All’epoca – si sente chiaramente nel video – il barman urlava: “Fate attenzione alla schiuma! Fate attenzione alla schiuma!”. L’installazione di questo materiale, però, non sarebbe stata contenuta nella richiesta di ristrutturazione avanzata nel 2015 dal proprietario del locale. L’istanza, secondo RTS, sarebbe comunque stata presentata tre mesi dopo l’arrivo sul posto di un piccolo escavatore. Oltre alla schiuma fonoassorbente, gli interventi avrebbero riguardato la terrazza, modificata, e la scala del seminterrato, ristretta.
Tutti punti oscuri che adesso i magistrati dovranno chiarire. Stamattina la municipalità ha reso noto di aver rilevato “gravi mancanze” nei controlli di sicurezza periodici. Lo si apprende da un comunicato in cui il Comune ha ammesso che, nonostante siano stati effettuati oltre 14.000 controlli antincendio nel solo 2025, è stato riscontrato un mancato controllo periodico dell’esercizio per il periodo 2020-2025. Le ultime ispezioni del locale hanno avuto luogo nel 2016, 2018 e 2019. “L’amministrazione comunale ha avuto conoscenza di questo stato dei fatti consultando i documenti consegnati al pubblico ministero. L’amministrazione comunale se ne rammarica amaramente”, ha detto il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, nel corso di una conferenza stampa questa mattina. Féraud, che ha sottolineato di non pensare alle dimissioni, ha precisato che comunque la normativa “non menziona il controllo di qualità dei materiali“, come la schiuma fonoassorbente infiammabile da cui si sarebbe propagato l’incendio. Adesso, però, l’amministrazione ha deciso di incaricare un ufficio esterno specializzato per “effettuare senza indugio un controllo di tutti i 128 esercizi pubblici del comune, compresa la qualità dei materiali, nonostante la legge non lo preveda”, si legge nel testo del comunicato diffuso stamane. Come pure, da adesso gli spettacoli pirotecnici sono “vietati” negli spazi al chiuso. Il sindaco è però tornato a puntare il dito contro il proprietario del locale, responsabile di “negligenza” con “rischi sconsiderati” che hanno “messo in pericolo” la clientela.
Proprio ieri la procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, ha fatto sapere che il resto dell’indagine si concentrerà anche “sull’analisi del fascicolo ottenuto dal Comune” (in Svizzera, sono gli enti locali responsabili dei controlli antincendio). La dichiarazione è giunta dopo che, nei giorni scorsi, il Comune, guidato dal sindaco Nicolas Féraud, aveva annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento contro i coniugi Moretti, gestori del Constellation.
Intanto, dall’Italia arriva la notizia che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, venerdì prossimo sarà con ogni probabilità in Svizzera per partecipare alla cerimonia organizzata dal presidente federale per ricordare le vittime dell’incidente di Crans-Montana.
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