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Cosenza Calcio, vari scenari per il futuro

  • Postato il 8 aprile 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Cosenza Calcio, vari scenari per il futuro

Il Quotidiano del Sud
Cosenza Calcio, vari scenari per il futuro

Cosenza Calcio, vari scenari per il futuro, c’è una sensazione, però: in caso di promozione in B Guarascio potrebbe non cedere. Due nuove ipotetiche trattative all’orizzonte, ma è ancora tutto da decifrare.


COSENZA – Le ultime due hanno ancora vita breve, visto che entrambe sono di qualche giorno fa: stiamo parlando di due ulteriori possibili trattative per la cessione del Cosenza Calcio, una proveniente dal Nord Italia e l’altra da imprenditori calabresi. La fila, insomma, aumenta. Almeno da ciò che corre di bocca in bocca. A questo proposito c’è da fare una riflessione prima di addentrarsi nell’argomento: negli ultimi due anni sembra che le offerte per acquistare il Cosenza Calcio si siano moltiplicate a dismisura. Ce ne sono state tante e tutte, finora, evidentemente ritenute inadeguate o snobbate a priori. Le possibilità, quindi, sembrano essere solo due: o Guarascio non vuole vendere il Cosenza, e quindi rifiuta tutti, oppure le trattative sono solo frutto di voci messe in giro ad arte per calmare la piazza ogni volta che la “tensione” inizia a salire.

E’ un sospetto che circola ormai da tempo all’interno della tifoseria. In queste occasioni, infatti, molte volte è sembrato chiaro come le trattative si siano rivelate “impalcature” create ad arte per far pensare a lavori in corso per la cessione e “diluire” la pressione prendendo tempo. E di volta in volta la piazza di Cosenza ha pensato davvero (quasi fiduciosa) che il Cosenza potesse passare di mano. A breve, a brevissimo e via discorrendo…

L’INTERVENTO DEL PREFETTO E LA MANCATA SVOLTA SOCIETARIA

In realtà non è successo mai nulla: legittimo, allora, pensare che si sia trattato di manovre atte a prender tempo. Tra l’altro questa ricostruzione verrebbe confermata dal fatto che Guarascio sia stato contattato qualche giorno fa dal Prefetto (sollecitato a sua volta dal Sindaco) ed è stato invitato dall’organo di governo a trovare una soluzione per ristabilire un po’ di serenità nell’ambiente. Invito che è stato disatteso perché, a quanto pare, la soluzione messa in campo è stata totalmente inefficace: non si può affidare un tema così delicato a figure inadeguate, giusto per far vedere di essersi mossi. A molti è sembrata l’ennesima presa in giro, con il fine di continuare a “galleggiare”.

COSENZA CALCIO PER IL FUTURO: IL NODO DELLA PROPRIETÀ E LA VISIONE AZIENDALE DI GUARASCIO

E qui arriva la riflessione: prender tempo, o galleggiare, ma per cosa? Il ragionamento fila dritto ed efficace se si considera la spiegazione più semplice di tutte: Guarascio in caso di promozione in Serie B non avrebbe alcuna intenzione di privarsi del Cosenza Calcio (ricordiamo che il Cosenza è di proprietà della 4EL Group, che fa capo in parte allo stesso Eugenio Guarascio, ma anche al figlio Alessio e alla sorella Ortenzia). E lo stesso presidente onorario avrebbe già comunicato ai suoi familiari questa eventualità. Non è un mistero, infatti, che consideri il Cosenza Calcio come un bene esclusivamente proprio, una semplice azienda, e mai (purtroppo) un fenomeno con una ricaduta sociale importantissima, come in effetti è (lo stesso sindaco Caruso, nell’incontro con i tifosi di qualche tempo fa, ha parlato pubblicamente del problema Cosenza Calcio come un “problema sociale”, con ricadute potenziali sull’ordine pubblico – e da qui la visita al Prefetto). La famiglia della 4EL Group, quindi, si priverebbe del Cosenza solo in caso di mancata promozione. E non è neanche sicuro.

TRA MILANO E L’ALTO JONIO: L’OMBRA DI UN TRASFERIMENTO DEL TITOLO

In ogni caso, per ritornare alle ulteriori probabili trattative, non si hanno molte informazioni. Quella relativa al Nord Italia sembrerebbe arrivare da Milano, con imprenditori che avrebbero già peso contatti anche con l’Amministrazione Comunale. Quella relativa ad imprenditori calabresi sembra invece arrivare dall’Alto Jonio cosentino, zona Corigliano-Rossano, con a capo (ma attenzione: qui potremmo essere nel campo delle fantasie) qualcuno vicino allex ct della Nazionale, Rino Gattuso. In quest’ultimo contesto si innesta un’altra indiscrezione, ancora più “pesante” delle precedenti, ovvero che, anche per il tramite di interconnessioni politiche, nel caso in cui l’amministrazione comunale di Cosenza dovesse negare l’uso dello stadio “San Vito-Marulla” all’attuale proprietà del Cosenza Calcio, quest’ultima possa pensare di trasferire il titolo del Cosenza in provincia. Sia in caso di B che in caso di C. Sarebbe un vero e proprio furto, come quello che si fece a Cosenza prelevando il titolo del Castrovillari prima e del Rende poi. L’Alto Jonio, dunque, non solo come zona di cui sarebbero originari imprenditori interessati al Cosenza, ma come destinazione finale del titlo rossoblù del Cosenza Calcio.

FANTASIE SUL FUTURO E INTANTO IL SILENZIO DELLA SOCIETÀ DEL COSENZA CALCIO CON IL RISCHIO DI UN “DELITTO SOCIALE”

Fantasie molto probabilmente. Solo fantasie. Ma qui c’è una riflessione da fare: sono mesi, e forse anni, che la mancata comunicazione del Cosenza Calcio, la mancata chiarezza su programmi e intenzioni, la mancata capacità di parlare alla città, produce fantasie su fantasie. Probabilmente questo ostinato silenzio fa comodo per non prendere impegni, anche se l’opinione pubblica pensa che sia solo indifferenza e snobismo. Così facendo, però, si continua a non rendersi conto che quel problema sociale si avvicina sempre di più all’avere ripercussioni sull’ordine pubblico. Mancata vendita, perdita di tempo, promesse non mantenute, nessuna chiarezza, il rischio di veder “emigrare” il titolo (e la dignità) del Cosenza Calcio. Se qualcuno riesce a spiegare qualcosa, una città intera (e si spera anche le istituzioni) sarà grata. Altrimenti sarà stato commesso un “delitto sociale”. E’ vero si parla di calcio; è vero, si parla di un’azienda. Ma è vero, soprattutto, che si parla di una passione che viene quotidianamente calpestata da silenzi utilissimi a fare da base solo a scenari utilitaristici. In tutto questo, poi, c’è una squadra lanciatissima verso la terza posizione che avrebbe meritato ben altro sostegno in questa stagione. Ma qui non ce n’è per nessuno…

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