Cos'è lo short track: a che velocità arrivano, come funziona una gara e caratteristiche della pista

  • Postato il 7 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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C’è un’immagine che spiega lo short track meglio di mille definizioni: una curva da prendere al limite, gomito a gomito, con il rumore delle lame sul ghiaccio e una balaustra protetta da padding pronta a “prendere” chi sbaglia di un nulla. È uno sport rapidissimo, tattico e spesso imprevedibile: non è solo cronometro, è posizione, è scia, è tempismo. Per l’Olimpiade italiana, lo short track è concentrato in un blocco molto “televisivo”: dal 10 al 20 febbraio 2026. Si gareggia al Milano Ice Skating Arena dell’Unipol Forum.

A che velocità si arriva con lo short track

Il dato più solido per farsi un’idea arriva dai 500 metri, la distanza sprint per eccellenza: con un record mondiale in 39.505 secondi, la velocità media è circa 45,6 km/h. In gara, soprattutto quando il gruppo si compatta e l’uscita di curva diventa una fiondata, diverse guide del settore riportano picchi che possono arrivare intorno ai 48 km/h. La sensazione di “iperspeed” nasce dal contesto: si corre in un palazzetto, su un ovale compatto, con traiettorie ravvicinate e sorpassi che si giocano in pochi metri.

La pista: un ovale da 111,12 metri

Lo short track vive su una pista standard da hockey: la superficie deve essere almeno 60 × 30 m. Dentro quel rettangolo si disegna l’ovale: la lunghezza ufficiale della pista è 111,12 m, misurata su una linea che passa a 0,50 m dal bordo interno segnato dai “track markers/blocks”.
I marker non sono un dettaglio estetico: sono parte della geometria della pista. In ogni curva ce ne sono sette, e non vengono fissati al ghiaccio (così, in caso di contatto, non diventano un pericolo rigido). La zona di gara in rettilineo deve avere almeno 7 m di larghezza.
Poi c’è la parte che il pubblico percepisce anche senza conoscerla: la sicurezza. Il regolamento ISU richiede sistemi di protezione/padding lungo le balaustre; e per eventi come i Giochi Olimpici indica esplicitamente che il sistema deve includere padding “movable”, cioè capace di assorbire urti e ridurre il rischio nelle cadute ad alta velocità.
Perché proprio 111,12? È una misura standard internazionale: rende ripetibile la gara ovunque e permette di tradurre facilmente distanze e giri. Per orientarsi serve un trucco semplice: nello short track i giri sono pochi, ma ogni giro conta “doppio”. Le equivalenze più utili:
  • 500 m = 4,5 giri
  • 1000 m = 9 giri
  • 1500 m = 13 giri
  • 3000 m = 27 giri
  • 5000 m = 45 giri
Il formato è quasi sempre a eliminazione: si parte da batterie (heats/qualificazioni) e si avanza verso quarti, semifinali e finali. L’ISU chiarisce che il numero effettivo di turni dipende dal numero di iscritti: più partecipanti, più “gradini” prima di arrivare alle finali.
La gestione di partenze e irregolarità è parte integrante dello spettacolo. Una regola importante: in linea generale, l’ISU prevede un avviso alla prima falsa partenza; la successiva falsa partenza nella stessa gara comporta penalità per il responsabile, e il regolamento contempla anche l’impostazione “una falsa partenza per gara” in contesti internazionali.
E quando l’arrivo è in volata, entra in scena la tecnologia: il cronometraggio ufficiale produce tempi in millesimi, e le decisioni si appoggiano a sistemi di foto-finish e revisione video in casi specifici.

Staffette: la velocità con il “cambio”

Se le gare individuali sono scacchi a 45 km/h, le staffette sono la stessa partita… ma con più variabili. A livello internazionale e olimpico, le distanze di riferimento includono:
  • Staffetta femminile 3000 m
  • Staffetta maschile 5000 m
  • Mixed team relay 2000 m
Il mixed, in particolare, è costruito per tenere insieme ritmo e caos controllato: accelerazioni, cambi, gestione della posizione e rischio contatti.

Favoriti e “blocchi di potenza”: cosa dicono i fatti recenti

Nello short track, fare il nome “giusto” è difficile perché una gara può essere decisa da una penalità o da un contatto. Però si può costruire una mappa credibile guardando a due bussole: tradizione olimpica e forma recente.
Sul piano storico, la nazione più medagliata è la Corea del Sud (53 medaglie), davanti a Cina e Canada.
Sul piano della forma recente, i segnali più netti arrivano dai leader della stagione pre-olimpica e dai Mondiali:
  • William Dandjinou: campione del mondo in carica e vincitore del Crystal Globe per la seconda stagione consecutiva.
  • Courtney Sarault: stagione 2024–25 chiusa al n. 1 del World Tour, con nove medaglie complessive nel circuito.
  • Xandra Velzeboer: indicatori fortissimi nei 500, con successi mondiali e una firma su finali di altissimo livello.
  • Hanne Desmet: oro nei 1000 m ai Mondiali 2025.
In sintesi: Milano–Cortina arriva con uno scenario molto competitivo, dove i “soliti blocchi” storici restano centrali, ma i risultati recenti mostrano gerarchie dinamiche e una densità di contendenti che rende lo short track uno degli sport più imprevedibili del programma.

Short track, spedizione italiana a Milano Cortina

A Milano Cortina 2026 lo short track avrà anche un’Italia molto presente e trasversale, con 10 convocati (5 uomini e 5 donne) e riserve, e soprattutto con l’ambizione di essere competitiva nelle tre staffette oltre che nelle prove individuali. Il volto simbolo resta Arianna Fontana, mentre al maschile la guida è Pietro Sighel, che arriva da una stagione di alto livello sul circuito ISU (tra classifica di specialità e piazzamenti di vertice).
Attorno a loro c’è un gruppo che – tra uomini e donne – ha già dato segnali concreti, anche con podi e risultati di squadra nelle tappe del World Tour (con una staffetta maschile capace di stare con continuità tra le prime e una femminile salita fino al secondo posto nell’ultimo appuntamento citato da FISG), segno che il “pacchetto Italia” non si appoggia più solo ai singoli ma punta forte anche sulla profondità e sull’organizzazione di squadra.

Gli Azzurri dello short track alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina

Di seguito l’elenco dei convocati per i Giochi invernali del 2026 in programma tra Milano e Cortina dal 6 al 22 febbraio 2026.
  • Uomini: Andrea Cassinelli – Thomas Nadalini – Lorenzo Previtali – Pietro Sighel – Luca Spechenhauser.
  • Riserve: Mattia Antonioli, Alessandro Loreggia.
  • Donne: Chiara Betti – Elisa Confortola – Arianna Fontana – Arianna Sighel – Martina Valcepina
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Virgilio.it

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