Cosa si fa fino ad ora dell’operazione Usa in Venezuela

  • Postato il 3 gennaio 2026
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  • Di Formiche
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A poche ore dell’avvertimento del presidente americano Donald Trump sull’Iran e i manifestanti che sono in piazza (qui l’articolo di Formiche.net), a Caracas e in altre cittadine strategiche al nord del Venezuela si sono registrate esplosioni in seguito alla presenza di elicotteri militari e aerei.

Sui social network circolano diversi video in cui si sentono i boati e si vedono le colonne di fumo. Molte zone di Caracas sono senza elettricità, internet né collegamenti telefonici e gli aeroporti di Maiquetia, La Carlota ed El Hatillo sarebbero inabilitati.

Il presidente Trump ha confermato con un tweet di avere arrestato Maduro e la moglie, Cilia Flores, in un’operazione di grande scala in tutto il Venezuela. I due sarebbero stati portati via dal Paese. Alle 11:00, ora locale, è prevista una conferenza stampa a Mar-a-lago, Florida. Per il capo della Casa Bianca l’operazione è stata “brillante, grazie a tanta, grande pianificazione e grandi, grandi militari”. L’emittente americana Cnn ha riferito che la commissione Servizi armati del Senato non era stata avvisata in anticipo dell’operazione. 

Fino ad ora, l’unica risposta ufficiale è arrivata dal regime di Nicolas Maduro: “La Repubblica Bolivariana del Venezuela rifiuta, respinge e denuncia di fronte alla comunità internazionale la gravissima aggressione militare compiuta dall’attuale governo degli Stati Uniti contro il territorio e la popolazione venezuelana nelle località civili e militari della città di Caracas, capitale della Repubblica, e gli stati Miranda, Aragua e La Guaira”.

Secondo il governo socialista, questa aggressione minaccia la pace e la stabilità internazionale, concretamente di America latina e i Caraibi, e mette a rischio la vita di milioni di persone.  “In rispetto all’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, Venezuela si riserva il diritto di esercitare la legittima difesa per proteggere il popolo e il territorio e la sua indipendenza”.

Non c’è stato ancora alcun pronunciamento da parte dell’opposizione venezuelana. I cittadini, chiusi in casa in attesa di capire cosa succederà nelle prossime ore, chiedono informazione con il poco segnale che c’è a chi ha accesso ai media internazionali. A livello informativo il Paese sembra isolato.

Intanto, il governo del presidente colombiano Gustavo Petro ha annunciato il rinforzo della sicurezza nella frontiera in vista di un eventuale flusso di migranti venezuelani. E ha chiesto la riunione straordinaria di emergenza dei membri dell’Organizzazione di Stati Americani (qui le reazioni dei Paesi alleati del Venezuela).

 

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Autore
Formiche

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