Cosa ci sarà da vedere alla mostra-fiera Alcova durante il Fuorisalone 2026 a Milano

  • Postato il 18 marzo 2026
  • Design
  • Di Artribune
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Lo sappiamo già da qualche mese: dopo due edizioni a Varedo, tra ville storiche e fabbriche abbandonate, quest’anno per andare ad Alcova basterà un biglietto dell’ATM. Le due sedi che ospiteranno l’undicesima edizione dell’evento noto per la sua capacità di riportare all’attenzione del pubblico spazi dimenticati o impossibili da visitare liberamente grazie al design di ricerca si trovano entrambe a Milano, nella periferia ovest. Una scelta, quella di rifocalizzarsi sul capoluogo, che come raccontano gli inventori del format, Valentina Ciuffi e Joseph Grima, non rappresenta una marcia indietro e non chiude la porta alla possibilità di spostarsi ulteriormente in futuro. “Alcova nasce in città, ha sempre itinerato e continuerà a muoversi. La scelta delle location dipende ogni volta all’individuazione di spazi stimolanti nell’interazione con il design, come è stato nel caso della scelta di Villa Bagatti Valsecchi e villa Borsani a Varedo”, spiegano. “Quest’anno esploriamo una nuova dimensione domestica con Villa Pestarini e un contesto completamente diverso con l’Ospedale Militare di Baggio, di cui scopriremo nuove aree rispetto alla nostra precedente presenza”. Gli espositori saranno oltre 120, tra designer indipendenti, studi, aziende, gallerie e accademie, spalmati sui due spazi distanti poche centinaia di metri tra loro

La nuova location: Villa Pestarini, l’unica casa privata a Milano disegnata da Albini

Il primo dei due edifici selezionati come contenitori, Villa Pestarini, è un unicum: si tratta del solo esempio di residenza privata progettata in città dal grande architetto Franco Albini, un gioiello del razionalismo completato nel 1939 e rimasto praticamente inalterato nel tempo. Si trova in Via Mogadiscio, a due passi da Piazzale Tripoli e dalla circonvallazione, dove può passare inosservata sia per il contesto tutto sommato anonimo sia per il modo in cui volta le spalle alla strada – da dove appare come un parallelepipedo bianco movimentato solo da una sequenza di finestre a nastro e da una parete in vetrocemento – per aprirsi sul giardinointerno. Qui, tra arredi originali realizzati su misura e dettagli di grande impatto scenico, come il paravento in vetro rosa all’ingresso o la scala in marmo bianco, le proposte più interessanti potrebbero essere quelle basate sulla rilettura in chiave contemporanea di figure storiche o su interpretazioni moderne e “post-digitali” dell’artigianato. Come già accadeva lo scorso anno per Villa Borsani, anche Villa Pestarini sarà accessibile solo su prenotazione, con degli slot da riservare online. 

PH. Luigi Fiano Villa Pestarini
PH. Luigi Fiano Villa Pestarini

L’eredità di Luisa Castiglioni e il craft contemporaneo a Villa Pestarini

Un esempio tratto dal primo filone è il progetto Boccamonte che affonda le radici nell’esperienza di Luisa Castiglioni (1922-2015), una figura di grande talento da riscoprire, e in un luogo fisico ben preciso: la casa in stile brutalista affacciata sul bosco che l’architetta milanese disegnò per sé e per il marito a Bocca di Magra, nel Levante ligure, come buen retiro e manifesto progettuale e che da poco è stata riaperta al pubblico. La mostra House in progress, curata da Davide Fabio Colaci con la consulenza scientifica di Alessandro Benetti, presenterà in anteprima un tavolo e un serie di cavalletti progettati da Castiglioni e due lampade concepite oggi come omaggio a lei e all’architettura che le fu più cara, oltre a raccontare e contestualizzare il progetto di recupero e valorizzazione della sua eredità portato avanti dalla nipote Maddalena Scarzella insieme a Matteo Petrucci. Nello stesso contesto troveranno spazio anche la collaborazione tra Cassina e Haworth, con un’installazione firmata da Patricia Urquiola, e diverse ricerche accomunate dalla volontà di confrontarsi con forme di produzione tradizionali di diversi paesi del mondo. Il collettivo Around the Studio, per esempio, di base a Tbilisi, impiega materiali vernacolari utilizzati nella tradizione georgiana, per esempio il feltro o il tufo, in maniera innovativa. La designer greca Kiki Goti si rivolge invece al marmo e alla tradizione millenaria legata alla sua lavorazione nel suo paese natale associandosi a Marble Sachanas e alla manifattura storica Saridis of Athens per produrre una collezione di arredi e lampade. 

ALCOVA Inganni
ALCOVA Inganni

Scuole e ricerca sui materiali all’Ospedale Militare di Baggio

L’altro spazio, l’Ospedale Militare di Baggio, non è inedito dal momento che ha già ospitato due edizioni di Alcova, nel 2021 e nel 2022. Il complesso un po’ decadente, e in parte riconquistato dalla natura, nel quartiere di Primaticcio vedrà però l’apertura di nuovi spazi, una chiesa con la sua canonica e un archivio storico, pronti a essere colonizzati da pezzi di design e progetti che spingono sull’innovazione, soprattutto materica. “Ogni anno cerchiamo di offrire un panorama articolato delle direzioni del design, ma senza focalizzarci su tendenze precise”, raccontano Ciuffi e Grima. “Questo panorama va dai progetti sperimentali di cinque tra le scuole di design e di architettura più prestigiose al mondo (tra queste la AA School of Architecture di Londra, la UMPRUM Academy of Arts, Architecture and Design di Praga, la Design Academy di Eindhoven e la HEAD di Ginevra, ndr.) – con cui Alcova diventa un vero e proprio laboratorio di ricerca sul futuro del design – a quelli di studi e aziende che lavorano sulla ricerca di nuovi linguaggi estetici e processi innovativi alla produzione dei materiali. Come sempre, poi, ci saranno figure di designer che trovano nella dimensione site specific un’ulteriore spinta progettuale”. Tra i nomi più noti, troviamo quello di Faye Toogood, con una collezione in porcellana dalle linee scultoree disegnata per Noritake Design Collection,e quello di Older che oltre aprogettare le uniformi per le persone che lavoreranno all’interno dei due spazi avrà un suo pop-up. Sempre sulla ceramica, al centro di un rinnovato interesse sia nell’arte contemporanea che nel design, si concentra il lavoro della polacca Magda Jurek e del suo Pani Jurek Studio noti per le loro composizioni modulari dai colori vivaci. A Baggio tornerà, infine, anche VOCLA, l’evento pensato per i nottambuli con un ristorante e un club temporaneo allestito in un ex hangar industriale. 

Giulia Marani

Ospedale Militare di Baggio, Via Giovanni Labus 10, Milano
Villa Pestarini, Via Mogadiscio 2/4, Milano


Apertura al pubblico dal 20 al 26 aprile, 10-19
(11-19 per l’Ospedale Militare)


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Artribune

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