Corte dei Conti, via libera alla riforma in Commissione. I magistrati: “Stravolgerà gli equilibri tra poteri”

  • Postato il 2 aprile 2025
  • Politica
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Via libera dalle Commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera alla riforma della Corte dei Conti, la proposta di legge a prima firma del ministro degli Affari europei Tommaso Foti che limita fortemente i poteri della magistratura contabile: tra le altre cose, il testo elimina i controlli sugli appalti del Pnrr nel caso in cui ci sia stato un “controllo preventivo”, riduce il numero delle Procure regionali e introduce un limite all’ammontare delle condanne per danno erariale. L’ok è arrivato nella notte, con i voti favorevoli del centrodestra e contrari delle opposizioni: le Commissioni hanno approvato il mandato ai relatori Sara Kelany (FdI) e Pietro Pittalis (FI) a riferire in Aula, dove il testo è atteso lunedì 7 aprile per la discussione generale. L’Associazione dei magistrati contabili, che denuncia da mesi i rischi della riforma, parla di un provvedimento che “stravolge gli equilibri tra poteri dello Stato” e avrà “gravi conseguenze sui controlli per il corretto utilizzo dei soldi dei cittadini”: “Caos organizzativo, impoverimento e svuotamento delle funzioni nella Corte saranno le prime conseguenze di una riforma voluta a tutti i costi con gravi ricadute sui cittadini che hanno il diritto di avere un giudice indipendente, autonomo e garante del corretto utilizzo dei loro soldi“, scrivono in una nota i rappresentanti delle toghe.

“Apprendiamo con sconcerto della conclusione, a notte fonda, dei lavori sulla proposta Foti presso le Commissioni competenti della Camera. Le nostre richieste, finalizzate a una riforma ponderata e condivisa, non sono state minimamente prese in considerazione“, sottolinea l’associazione. “Non si comprendono le ragioni di norme che risultano persino contrarie all’obiettivo di una maggiore efficienza – come, invece, dichiarato dalla riforma – che produrranno solo confusione delle funzioni, gerarchizzazione delle Procure, forme di controllo a richiesta del controllato, segretazione di alcune delibere del controllo, pareri della Corte che scudano la responsabilità di amministratori pubblici, presunzione di buona fede dei politici. È chiaro soltanto che si lascia il Paese orfano di un effettivo controllo delle finanze pubbliche”, avverte. A maggio 2023 il governo aveva già abolito il “controllo concomitante” dei giudici contabili sull’utilizzo dei fondi del Pnrr, cioè il meccanismo di monitoraggio “in itinere” da parte della Corte sui “ritardi” e sulle “irregolarità gestionali” nell’attuazione del Piano.

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Il Fatto Quotidiano

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