Corso Europa il grande malato. Da ispezioni ministeriali ancora criticità: rischio nuove limitazioni su tutto il tracciato
- Postato il 27 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Dopo le ispezioni ministeriali compiute nelle scorse settimane è emerso un dato allarmante: praticamente tutti gli impalcati che costituiscono e sostengono corso Europa nel suo sviluppo da San Martino a Nervi presentano criticità statiche rispetto ai nuovi standard di sicurezza fissati dall’agenzia Ansfisa. Per questo motivo, già nei prossimi giorni potrebbero arrivare nuove limitazioni per la “pedemontana”, con possibili limitazioni al traffico.
A dirlo in aula l’assessore Massimo Ferrante, in risposta ad una interrogazione di Alessandra Bianchi, che in Sala rossa ha chiesto alla amministrazione comunale chiarezza sui divieti posti nei giorni scorsi tra il cavalcavia del casello dell’autostrada e quello di via Carrara.
“Il provvedimento è stato congelato semplicemente perché quando lo abbiamo presentato pensavamo che la problematica riguardasse solo quel tratto di strada – ha spiegato in aula l’assessore al lavori pubblici Massimo Ferrante – invece lo stesso giorno gli ispettori ci hanno informato che le criticità riguardava tutta corso Europa. Questa settimana l’hanno decodificato nelle relazioni tecniche e quindi a questo punto nuove ordinanze dovranno andare a incidere su tutte le criticità emerse”.
Ordinanze che potrebbero, il condizionale è d’obbligo, trasformarsi sostanzialmente in limitazioni al traffico pesante – in fase di valutazione da parte dei tecnici il limite massimo per garantire comunque i servizi pubblici di trasporto e raccolta rifiuti – o eventuali restringimenti di carreggiata con sospensione della sosta come avvenuto già su alcuni impalcati, come ad esempio quello di Sturla.
“Le valutazioni sono ancora in corso”, aggiunge a margine l’assessore, che in aula ha ricordato le scadenze che incombono sulla amministrazione civica: “Entro il 30 giugno 2026 devono essere terminate tutte le ispezioni dei ponti della città, che sono 650, una cifra record che non ha eguali tra le grandi città del paese. E queste ispezioni cubano 9 milioni, i monitoraggi 10 milioni”. Ma non è finita: “Al momento sono state terminate ispezioni su 100 strutture, con un dato medio di criticità rilevate pari al 30%“. Una cifra alta che combinata alle prime ipotesi di spesa potrebbe diventare drammatica: “Gli interventi di messa in sicurezza poi, cubano in media dai 3 ai 5 milioni di euro per la messa in sicurezza strutturale – conclude Ferrante – se noi applichiamo questo rapporto, la cifra che potrebbe essere necessaria arriverebbe a superare i 700 milioni di euro”.
Corso Europa, malato e vecchio
Mentre si attende quindi che queste decisioni vengano prese, è utile riflettere su quello che è corso Europa, la strada di 6,5 chilometri che mette a sistema tutto il levante della città, e che fin dalla sua costruzione è divenuta struttura fondamentale per la viabilità cittadina.
La “pedemontana”, come veniva chiamata ad inizio della sua costruzione, era stata ideata già negli anni quaranta del secolo scorso, per superare quello che era il limite principale di una città in crescita come Genova: quartieri e borghi antichi collegati da tracciati medievali, creuze e strade che collegavano gli antichi centri storici di questi territori. Da qui l’esigenza di una piccola “autostrada urbana” che, costruita tra monti e mare, bypassasse e collegasse tutti i frammenti urbani della Grande Genova. I primi lavori, iniziarono nel 1959, con il tronco San Martino via Isonzo, per poi terminare con lo svincolo di via Oberdan “solo” sei anni più tardi, nel 1964.
E’ la stessa epoca del Morandi, inaugurato nel 1967, e di gran parte delle infrastrutture autostradali che da 8 anni, vale a dire dalla tragedia del 14 agosto 2018, sono sotto i ferri per la messa in sicurezza. Anzi corso Europa è più vecchio di qualche anno e come si è visto per i viadotti e le gallerie delle nostre autostrade, ha abbondantemente superato la linea rossa dei 50 anni che di fatto è il limite di vita utile per il calcestruzzo di quegli anni. Una buona parte di questa struttura è costituita da impalcati e ponti che reggono la strada, saltando vallette, fiumi e irregolarità orografiche assortite: passandoci sopra spesso non è sempre facile accorgesene, ma di fatto corso Europa è un “strada sospesa” con “qualcosa sotto”.
Le preoccupazioni del territorio
La notizia di nuove possibili limitazioni è arrivata come un fulmine a ciel sereno per i quartieri che corso Europa di fatto attraversa. “Ora serve un confronto con il territorio – ha commentato il presidente del Municipio IX Levante Federico Bogliolo – Chiediamo all’amministrazione comunale prima di prendere decisioni di confrontarsi con noi“.
Ma non solo: “Serve chiarezza per i residenti e tutte le imprese dislocate sul percorso di questa arteria fondamentale – continua Bogliolo – ci sono benzinai, negozi, supermercati che hanno come unica via di approvvigionamento la sola corso Europa. Serve un incontro pubblico con la cittadinanza per ascoltare esigenze del territorio e fornire risposte. Mettiamo a disposizione fin da subito i nostri spazi per organizzare una assemblea pubblica”.