Corigliano Rossano, agente penitenziario aggredito da un detenuto

  • Postato il 15 gennaio 2026
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Corigliano Rossano, agente penitenziario aggredito da un detenuto

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Un agente penitenziario è stato aggredito da un detenuto nel carcere di Corigliano Rossano durante una perquisizione


CORIGLIANO ROSSANO (COSENZA) – La cronaca all’interno della casa circondariale di Corigliano Rossano torna a tingersi di violenza, confermando una tendenza che sembra ormai impossibile da arrestare.

Durante un’operazione di polizia penitenziaria condotta nella mattinata di ieri, gli agenti hanno portato alla luce un pericoloso arsenale di contrabbando composto da un micro-cellulare, venti grammi di hashish e un coltello rudimentale.
Tuttavia, il bilancio dell’operazione non si è limitato ai sequestri materiali.
La tensione è sfociata in aggressione quando un detenuto, nel disperato tentativo di nascondere il telefono, ha colpito violentemente al volto uno dei poliziotti in servizio.

PROGNOSI DI CINQUE GIORNI PER L’AGENTE

L’agente, subito soccorso, è stato trasferito in ospedale dove ha ricevuto una prognosi di cinque giorni.
L’episodio non rappresenta purtroppo un evento isolato, ma si inserisce in una scia di precedenti che rendono la struttura di Rossano teatro di continui ritrovamenti.
Episodi di questo tipo non sono affatto nuovi per la casa circondariale.

La periodicità dei sequestri di sostanze stupefacenti e armi bianche improvvisate testimonia una falla costante nei sistemi di controllo e prevenzione.
La facilità con cui oggetti proibiti e pericolosi filtrano all’interno delle mura continua a mettere a repentaglio l’incolumità del personale di custodia, costretto a operare in un clima di perenne allerta.

LA DENUNCIA DEL SAPPE

Sulla gravità della situazione si sono espressi duramente Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, e Francesco Ciccone, segretario nazionale della medesima sigla sindacale.
I vertici del sindacato hanno quindi denunciato l’assenza totale di freni all’ingresso di sostanze e oggetti vietati, puntando il dito contro la carenza di iniziative istituzionali volte a fronteggiare l’emergenza.

LE PROPOSTE DEL SINDACATO

Secondo i rappresentanti dei lavoratori, la soluzione per neutralizzare l’uso dei telefoni cellulari non può che passare dalla schermatura integrale degli istituti.
Il Sappe pone l’accento sulla gestione dei detenuti tossicodipendenti, la cui presenza massiccia alimenta il mercato interno della droga e le tensioni con il personale.

Per i sindacalisti, la strada maestra resta quella dell’affidamento alle comunità terapeutiche esterne.
Un percorso di recupero che permetterebbe di alleggerire il carico di lavoro all’interno delle carceri e di ridurre gli scontri quotidiani.

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