Conviene a tutti l'abbonamento in palestra?

  • Postato il 2 febbraio 2026
  • Di Focus.it
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Conviene davvero abbonarsi in palestra? Per la stragrande maggioranza degli utenti, la risposta è un secco no. Sebbene inizialmente la formula "all inclusive" possa sembrare economicamente vantaggiosa, dato che la quota mensile è spesso decisamente più bassa rispetto alla somma dei singoli ingressi, la realtà dei fatti smentisce quasi sempre questa convenienza. Il fenomeno è stato analizzato nel dettaglio in un celebre studio accademico intitolato "Paying Not to Go to the Gym", condotto dagli economisti Stefano DellaVigna e Ulrike Malmendier della University of California e della Stanford University. La ricerca mostra che molti nuovi iscritti sono vittime di una proiezione ottimistica riguardo alle proprie intenzioni future: sopravvalutano drasticamente quanto frequenteranno la palestra, agendo sulla base di ciò che vorrebbero essere piuttosto che su ciò che sono realmente. La trappola dei costi: quanto ci costa ogni singolo ingresso Un'analisi approfondita su migliaia di membri di centri fitness, i cui dati sono stati incrociati con le evidenze pubblicate su Psychology of Sport and Exercise, ha confermato un trend impietoso. La media di presenze mensili crolla da circa 7,5 durante il primo mese a meno di una singola presenza al dodicesimo. Questo significa che, a conti fatti, il costo medio per ogni sessione di allenamento effettiva lievita fino a superare i 17 o 20 euro, rendendo paradossalmente molto più conveniente l'acquisto di ingressi singoli o carnet prepagati. Gli studiosi definiscono questo comportamento come "distorsione del presente": siamo disposti a pagare un sovrapprezzo oggi per l'illusione di impegnarci domani, finendo però per soccombere alla pigrizia non appena l'entusiasmo iniziale svanisce.. Perché continuiamo a pagare anche se non frequentiamo? Un altro fattore determinante identificato dagli esperti è la cosiddetta inerzia contrattuale. Molti utenti continuano a pagare l'abbonamento per mesi pur non mettendo mai piede in sala pesi, semplicemente perché il processo di disdetta richiede uno sforzo burocratico o emotivo che viene costantemente rimandato. In sostanza, le palestre traggono profitto proprio da questa discrepanza tra le nostre aspirazioni e il nostro comportamento effettivo. Paghiamo, in un certo senso, una "tassa sulla speranza" di diventare più atletici in futuro. Come trasformare l'attività fisica in un risparmio reale La chiave per evitare questo spreco di denaro, secondo i ricercatori, non risiede nella forza di volontà bruta, ma nella formazione di abitudini solide e meccaniche. A sfruttare davvero l'abbonamento sono esclusivamente coloro che riescono a costruire una routine ferrea, stabilendo giorni e orari precisi che non lasciano spazio alla negoziazione quotidiana. Senza questa pianificazione quasi militare, che trasforma l'esercizio in un atto automatico, il presunto risparmio dell'abbonamento si annulla completamente. Per chi non ha ancora consolidato tale disciplina, pagare il singolo ingresso rimane la scelta finanziaria più razionale, poiché elimina il costo occulto della colpa e garantisce che ogni euro speso corrisponda a un reale beneficio per la salute..
Autore
Focus.it

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