Convegno di Furgiuele con Casapound alla Camera, scoppia la bagarre
- Postato il 30 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Convegno di Furgiuele con Casapound alla Camera, scoppia la bagarre

I deputati di centrosinistra occupano la sala che doveva ospitare la conferenza stampa di Furgiuele e Casapound sulla remigrazione. Sventolano la Costituzione, cantano ‘Bella Ciao’, ricordano che Montecitorio «è la casa di Matteotti». L’incontro salta e il presidente Fontana annulla tutte le conferenze stampa della giornata e sospende l’accesso alla Camera degli ospiti dei deputati. Fratoianni (Avs): «Neonazisti e neofascisti non sono benvenuti nelle aule del Parlamento. Abbiamo fatto rispettare la Costituzione». Furgiuele non fa passi indietro: «Riproverò»
Chissà che anche una parte di centrodestra non abbia tirato un sospiro di sollievo oggi (30 gennaio 2026) quando la conferenza stampa organizzata dal leghista e vannacciano Furgiuele con Casapound alla Camera è saltata. C’aveva provato il presidente della Camera Lorenzo Fontana a convincere il lametino Furgiuele – suo collega di partito – ad annullare l’incontro. «Ritengo inopportuna la conferenza stampa – aveva scritto ventiquattro ore prima Fontana – Spero che il deputato ci ripensi. Ho fatto quanto era nelle mie possibilità in questi giorni». Oltre la moral suasion, ha chiarito, non poteva andare oltre, perché «la responsabilità di contenuti e ospiti delle conferenze stampa è unicamente in capo ai parlamentari proponenti».
Furgiuele però ha replicato che la conferenza stampa, dedicata al progetto di legge sulla Remigrazione presentato da Casapound, Fronte Skinheads, rete dei Patrioti e Brescia ai bresciani, si sarebbe tenuta. «Il partito non mi ha richiamato» la sua risposta. E allora, a far saltare l’incontro ci ha pensato la resistenza dei gruppi di opposizione. Annunciata nei giorni scorsi e messa in atto, con un presidio di Montecitorio e della saletta che doveva ospitare Casapound e soci, iniziato di buon mattino.
Le opposizioni: «Blocchiamo le porte della Camera a naziskin, Casapound e fascisti»
Ci sono i parlamentari di Pd, M5s, Avs e Azione. «Abbiamo deciso di presidiare la sala conferenze per impedire che si aprano le porte a naziskin, Casapound e fascisti – annuncia il capogruppo del M5s Riccardo Ricciardi – Il nazismo e il fascismo non sono un’opinione o un’idea, ma un crimine». Le opposizioni riempiono la sala, sventolano copie della Costituzione alle spalle di Furgiuele, arrivato nel frattempo. Cantano ‘Bella ciao’ e ‘Fischia il vento’. Il dem Gianni Cuperlo legge la 12esima disposizione della Costituzione della Repubblica italiana che vieta la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista.
A Furgiuele che rivendica – come riporta un dettagliato resoconto di askanews – la «prerogativa» di invitare «cittadini che non sono fuorilegge», Bonelli risponde: «Questa è la casa di Matteotti, Angela Gotelli, Teresa Mattei e tu non sai nemmeno» chi sono. «Stai portando Luca Marsella, un fascista dichiarato, Ivan Sogari, nazista dichiarato». «Lui è quello che ha fatto la decima in aula», grida Ricciardi, ricordando quando Furgiuele venne espulso per aver fatto una X con le mani, simbolo della Decima Mas, corpo militare che dopo l’armistizio dell’8 settembre si schierò con nazisti e repubblichini e che oggi continua a essere idolatrato dalla galassia neofascista. «Infatti il presidente della Camera mi ha cacciato», rimadisce lo stesso Furgiuele. E a chi chiedeva se davvero lo avesse fatto, ammette: «E certo che l’ho fatta».
LO SCONTRO TRA RICCIARDI E FURGIUELE
«Vieni a casa mia a Forno a farla dove hanno ammazzato 56 persone», è la risposta Ricciardi, che ha ricordato l’eccidio nazifascista avvenuto nell’omonima frazione del comune di Massa. «Devo venire da te, che mi minacci?», gli chiede il leghista. «Vieni in una comunità dove la Decima Mas ha trucidato 56 persone innocenti, vieni su quelle montagne a fare il simbolo della decima e vergognati», replica il deputato M5S.
Riccardo Magi di +Europa, con una foto di Giacomo Matteotti e la scritta “No alla Camera dei fasci”, resta fuori dal palazzo, dove sono stati bloccati, da un cordone delle forze dell’ordine, i membri del comitato “Remigrazione e riconquista”, tra cui Luca Marsella di Casapound, Salvatore Ferrara della rete dei Patrioti, Ivan Sogari di Veneto Fronte Skinheads, Jacopo Massetti di Brescia ai bresciani. Urlano a favor di telecamere: «Antifascisti mafiosi» e anche «Matteotti sta bene dove sta».
La conferenza stampa salta. Furgiuele tenta di far entrare i membri del comitato “Remigrazione e riconquista” come ospiti, ma viene stoppata: il presidente Fontana per ragioni di ordine pubblico ha annullato le conferenze stampa della giornata e sospesa la possibilità per i deputati di far entrare propri ospiti a Montecitorio. È la prima volta che succede. «Neonazisti e neofascisti non sono benvenuti nelle aule del Parlamento. Abbiamo fatto rispettare la Costituzione» chiosano Nicola Fratoianni e l’opposizione.
«Lo dovevamo alla nostra Costituzione, a chi è morto per la Liberazione, a chi, in questo stesso Parlamento ha dato tutto sé stesso fino ad incontrare la fine per mano delle squadracce nere come il martire Giacomo Matteotti. Viva la Repubblica antifascista» scrive su Facebook la deputata del M5s Anna Laura Orrico.
FURGIUELE NON FA PASSI INDIETRO. E LA LEGA E VANNACCI LO DIFENDONO
«Gli antidemocratici del centro-sinistra, con il loro atteggiamento, per motivi di sicurezza, hanno indotto il presidente della Camera alla sospensione di tutte le conferenze stampa e l’accesso di qualsiasi ospite alla Camera dei deputati. Un atto grave, una vera e propria forzatura antidemocratica» il commento di Domenico Furgiuele. Che non molla. «Senza ombra di dubbio» offrirà di nuovo, garantisce, l’uso della sala ai membri del Comitato. La Lega lo difende. «I tentativi di bavaglio della sinistra non ci fermeranno» si legge in una nota del partito. E lo difende anche il generale Vannacci, che ha ‘remigrazione’ tra le sue parole d’ordine. «Oggi è la morta la democrazia, mi auguro un deciso intervento del Capo dello Stato» tuona.
IL RESTO DEL CENTRODESTRA È DIVISO
E il resto del centrodestra? Pochi commenti e non unanimi. Prende le distanze dall’iniziativa del collega di coalizione ‘Noi Moderati’. «La presenza dei gruppuscoli di estrema destra alla Camera dei Deputati sulla remigrazione era chiaramente inopportuna, condividiamo pienamente le parole del presidente Fontana e la sua decisione di annullare tutte le conferenze stampa – dice – Il Parlamento non può essere usato come palcoscenico per provocazioni ideologiche. Nel centrodestra non c’è e non ci sarà spazio per filofascisti, nostalgici o per chi alimenta estremismi pericolosi. Questo modo di fare politica non ci appartiene».
In Forza Italia a parlare è il portavoce Raffaele Nevi, ospite di “Un giorno da pecora” su RaiRadio2, che rivendica la sua formazione «liberale» e se la cava pilatescamente con una citazione (erronea, in verità) da Voltaire. «La sinistra, come al solito e con un alto grado di supponenza, ha impedito a Furgiuele e ai suoi ospiti, di cui non condivido nulla delle loro idee – dice Nevi – di esprimersi nella loro conferenza in libertà. Da liberale sono un estimatore di Voltaire quando disse “Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo” (la frase è della scrittrice britannica Evelyn Beatrice Hall, che riassumeva così il pensiero di Voltaire in una controversia, ndr). Noi siamo il partito della libertà».
Il Quotidiano del Sud.
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