Controllo della polizia nell’hotel di Ilaria Salis, la Questura di Roma: atto dovuto per segnalazione Schengen

  • Postato il 28 marzo 2026
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  • Di Paese Italia Press
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ROMA – Un controllo di polizia in un albergo del centro di Roma ha coinvolto nella mattinata del 28 marzo Ilaria Salis, europarlamentare eletta nel 2024 mentre era al centro del procedimento giudiziario a Budapest, dove è imputata per fatti legati a manifestazioni contestate dalle autorità ungheresi.
Secondo il racconto della stessa Salis, gli agenti si sarebbero presentati all’alba nella struttura dove alloggiava, dando luogo a un controllo definito “preventivo”, durato oltre un’ora, con richieste di documenti e chiarimenti sulla sua presenza nella Capitale.
Di diverso tenore la ricostruzione fornita dalla Questura di Roma. In una nota, gli uffici di polizia hanno parlato di un “atto dovuto”, collegato a una segnalazione inserita nel sistema informativo Schengen da un altro Stato europeo. Gli agenti, viene precisato, si sarebbero limitati alla identificazione della persona, senza effettuare perquisizioni né accedere alla stanza, interrompendo l’attività una volta verificata l’identità e il ruolo istituzionale.
La vicenda richiama alcuni principi costituzionali. La camera d’albergo è considerata domicilio e, come tale, è tutelata dall’articolo 14 della Costituzione della Repubblica Italiana, che ne sancisce l’inviolabilità salvo casi previsti dalla legge, come il consenso dell’interessato, un provvedimento dell’autorità giudiziaria o situazioni di urgenza.
Allo stesso tempo, l’articolo 68 della Costituzione della Repubblica Italiana prevede che i membri del Parlamento non possano essere sottoposti, senza autorizzazione della Camera di appartenenza, a perquisizioni personali o domiciliari, né a limitazioni della libertà personale, se non in caso di flagranza di reato. Un principio che, pur riferendosi al Parlamento nazionale, richiama il tema più ampio delle garanzie riconosciute anche ai membri del Parlamento europeo.
Secondo quanto riferito dalla Questura, l’intervento non avrebbe comportato attività invasive tali da richiedere queste garanzie, configurandosi come un controllo di identificazione. Resta invece nella ricostruzione di Salis l’accento sulle modalità e sulla durata dell’operazione.
Sulla vicenda si sono registrate anche reazioni politiche. Esponenti del partito Democratico Europeo, di cui fa parte la parlamentare, hanno espresso forti perplessità, parlando di un intervento ritenuto sproporzionato e chiedendo chiarimenti sulle modalità del controllo, soprattutto in relazione allo status istituzionale di Salis e al contesto in cui è avvenuto.
Il caso si inserisce nel quadro della cooperazione tra Stati europei attraverso il sistema Schengen, che consente segnalazioni e verifiche sul territorio, ma che opera comunque nel rispetto delle normative nazionali e dei principi costituzionali.
Al momento non risultano ulteriori sviluppi ufficiali. Resta il confronto tra le due versioni e il richiamo alle norme che regolano i limiti dell’azione di polizia, in particolare quando coinvolgono spazi considerati domicilio e persone titolari di incarichi istituzionali. @Riproduzione riservata

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