Contributi per il benessere animale, Osa e Pai: “Regione e Ue vigilino sul reale utilizzo delle risorse”
- Postato il 10 gennaio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. Il Partito Animalista Italiano (PAI) e l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA) esprimono una “soddisfazione prudente per il contributo di 660.000 euro per due anni, stanziato dall’Unione Europea e destinato dalla Regione Liguria agli allevatori di bovini, suini e ovi-caprini per il miglioramento del benessere animale”.
“Se da un lato l’assessore regionale Piana pone l’accento sull’incremento della qualità delle carni destinate al consumo, riteniamo doveroso ricordare che la finalità primaria di questi fondi dovrebbe essere il benessere degli animali, esseri senzienti e confinati per tutta la vita in condizioni spesso critiche. La misura, infatti, nasce per intervenire su aspetti fondamentali come la qualità dell’alimentazione e dell’acqua, le condizioni di stabulazione, il comfort, lo spazio vitale e, ove possibile, l’accesso all’aperto e al pascolo”.
Le due associazioni riconoscono che “molti allevatori potranno utilizzare correttamente questi contributi, ma temono che una parte delle risorse venga impiegata unicamente per tamponare difficoltà economiche aziendali, tradendo lo spirito della misura. Per questo sollecitano la Regione Liguria e l’Unione Europea ad attivare controlli rigorosi, sistematici e trasparenti, anche attraverso il coinvolgimento della polizia regionale, che potrebbe così essere impiegata in attività di tutela reale piuttosto che in operazioni cruente e inefficaci come la cattura e l’uccisione dei cinghiali cosiddetti ‘urbanizzati'”.
PAI e OSA auspicano inoltre “un deciso miglioramento dei sistemi antincendio e delle difese attive e passive degli allevamenti, ricordando i numerosi incendi che, con inquietante regolarità, distruggono strutture di ricovero e provocano la morte di migliaia di animali in condizioni di sofferenza estrema. Un rischio troppo spesso sottovalutato, ma che dovrebbe essere considerato una priorità assoluta in qualunque politica che pretenda di parlare seriamente di benessere animale”.
“Il benessere animale non può essere ridotto a uno slogan né subordinato a interessi produttivi o di mercato. Ogni euro pubblico speso in questo ambito deve tradursi in condizioni di vita concretamente migliori per gli animali, non in un’operazione di facciata. Senza controlli severi, trasparenza e volontà politica, anche i finanziamenti più ingenti rischiano di restare solo numeri su un comunicato”.