Conte salva la Serie A: la dichiarazione scudetto del Napoli contro l’Inter (che continua a non vincere gli scontri diretti)
- Postato il 12 gennaio 2026
- Sport
- Di Il Fatto Quotidiano
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Diciamoci la verità: ieri sera tutta Italia ha tifato Napoli. Se l’Inter vincendo fosse andata a +5 sul Milan e addirittura a +7 sul Napoli, il campionato non è che sarebbe già finito a gennaio, ma quasi. Non è successo per merito del solito Antonio Conte, più che per colpa della solita Inter. La sfida scudetto ci consegna un risultato giusto, che lascia tutto in bilico. Una partita spettacolare, giocata finalmente su ritmi internazionali, anche grazie all’ottima direzione di Doveri (per una volta che gli arbitri non fanno danni gli va riconosciuto). E soprattutto una potente dichiarazione dei campioni d’Italia, che non hanno nessuna intenzione di abdicare. A San Siro si è visto un Napoli sorprendente, se di sorpresa si può parlare. Vista la posizione in classifica, le assenze (Neres l’ultimo in ordine di tempo), lo stato di forma fisica e mentale con cui arrivavano le due squadre allo scontro diretto, ci si poteva aspettare un Napoli guardingo, che pensasse innanzitutto a non perdere per tenere aperto il campionato, un po’ come all’andata, dove i nerazzurri avevano dominato e sprecato per un tempo contro il catenaccio di Conte, prima di essere travolti da episodi e decisioni arbitrali sfavorevoli.
Invece no. Conte è venuto a San Siro per giocarsela, dal primo all’ultimo minuto. Lo ha fatto sempre alla pari, con un pressing altissimo, l’intensità che non è mai venuta a meno, a conferma che le sue squadre nella seconda parte di stagione volano fisicamente (e questo può essere un fattore di cui tenere conto nel girone di ritorno). E le prestazioni mostruose di McTominay e Hojlund: il primo è il centrocampista più determinante della Serie A, nonostante il nuovo ruolo ne limiti un po’ l’azione offensiva quando conta è sempre decisivo, ieri addirittura con una doppietta; il secondo, sotto la guida di Conte, sta diventando un attaccante di caratura mondiale, come e forse già più forte di Lukaku (l’infortunio del belga in estate è la cosa migliore che potesse capitare al Napoli). Al di là delle solite sceneggiate un po’ patetiche (quel “vergognatevi” in faccia al quarto uomo dopo un rigore netto), Antonio Conte si conferma il top player degli allenatori in Serie A.
Dall’altra parte c’è la solita Inter, che ancora una volta non è riuscita a vincere uno scontro diretto. Stavolta il pareggio è soprattutto merito degli avversari, ma non può essere un caso se anche ieri la squadra di Chivu, proprio come capitava a quella di Inzaghi, è apparsa sempre un po’ imprecisa in tutti i fondamentali, frettolosa davanti, un po’ disattenta dietro, e si è fatta rimontare due volte. Sono questi piccoli dettagli che fanno la differenza nelle grandi partite, chissà se anche nella corsa scudetto. Il ruolino di marcia recente sembrerebbe indicare che si può vincere il campionato anche così: l’Inter rimane prima con margine, per questo, nonostante l’occasione persa, il pareggio è comunque prezioso. Battendo il Lecce nel recupero infrasettimanale girerebbe a 45 punti, con una proiezione da 90, con cui negli ultimi 20 anni si è sempre vinto lo scudetto tranne che in una occasione (quello scippato al Napoli di Sarri). Per fare il definitivo salto di qualità però bisogna superare il complesso negli scontri diretti: con questa, diventano 13 le partite consecutive senza vittoria contro Napoli, Milan e Juventus, le tre big che i nerazzurri evidentemente soffrono. Certo, per una volta però almeno non hanno perso. È già un passo avanti.
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