Consulta carcere-città, Il Sappe: “Amareggiati per non essere stati coinvolti”

  • Postato il 27 gennaio 2026
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  • Di Genova24
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Carcere Marassi

Genova. “Prendiamo atto che ieri a Genova c’è il primo incontro ufficiale della consulta carcere-città nata da un lavoro condiviso promosso dall’assessora al Welfare Cristina Lodi, insieme all’assessora alla Sicurezza urbana Arianna Viscogliosi, all’assessore Politiche abitative Davide Patrone, all’assessora alle Pari opportunità Rita Bruzzone e all’assessore a Servizi Civici e Diritto di cittadinanza Emilio Robotti. Ne fanno parte tutti: Udepe, Ussm, Università, Asl, Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria, magistratura di sorveglianza, direzioni degli istituti penitenziari cittadini, garanti delle persone private della libertà personale e realtà del terzo settore. Lascia l’amaro in bocca constatare che gli unici a non essere stati invitati sono stati i rappresentanti delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria, ovvero il SAPPE e gli altri Sindacati di categoria, che rappresentano coloro che in carcere lavorano h24, 365 giorni all’anno, e che avrebbero potuto dare il proprio contributo all’annunciato percorso di confronto tra istituzioni, carcere e territorio”. Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri, che pure ricorda l’appartenenza della sindaca di Genova, Silvia Salis, al Corpo di Polizia Penitenziaria.

Capece sottolinea che è fondamentale che la Polizia Penitenziaria venga tenuta al centro di ogni riforma strutturale nell’interesse dello stesso sistema penitenziario, che è incentrato sullo sviluppo degli elementi del trattamento, sulla sua individualizzazione, sul rispetto della dignità e dei diritti fondamentali nell’esecuzione penale: “Sono inaccettabili anche le condizioni di lavoro del personale di Polizia penitenziaria, impegnato “H24” nelle sezioni detentive e i cui appartenenti sono sempre più vittime di aggressioni e atti violenti dalla parte minoritaria della popolazione detenuta più refrattaria a rispettare l’ordine e la sicurezza anche durante la carcerazione. Ma nei nostri istituti di pena, anche per minori, si può e si deve “potere respirare un’aria diversa da quella che li ha condotti alla illegalità e al crimine”, come ci ha anche ricordato recentemente il Capo dello Stato Sergio Mattarella. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo, per questo auspichiamo di essere coinvolti nelle prossime riunioni della Consulta carcere – città di Genova”. Il leader del SAPPE conclude evidenziando che “i peculiari compiti istituzionali del Corpo di Polizia Penitenziaria sono richiamati nel motto del nostro Stemma araldico: “Despondere spem munus nostrum” (garantire la speranza è il nostro compito), iscritto nella lista d’oro alla base dello stemma. Proprio garantire la speranza è un nostro dovere istituzionale, che le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio, nelle carceri per adulti e minori della Nazione, e di Genova in particolare, con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità in un contesto assai complicato”.

Autore
Genova24

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