Constatazione amichevole digitale: cambia tutto per chi ha un incidente in auto
- Postato il 8 aprile 2026
- Di Panorama
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Le assicurazioni sapevano da tempo cosa le aspettava. Il regolamento dell’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni), ha concesso alle compagnie dodici mesi per adeguare i propri sistemi, sviluppare le piattaforme necessarie e formare i team. Dall’8 aprile, però, non ci sono più proroghe: chi non è pronto è fuori dai termini di legge.
Da questa data le compagnie assicurative saranno obbligate a mettere a disposizione dei propri clienti il modulo Cai (costatazione amichevole di incidente) in formato digitale. Lo ricorda Aiped, l’associazione italiana periti estimatori danni, che ha partecipato all’iter avviato dall’Ivass per introdurre in Italia il modulo.
In base al regolamento Ivass, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 7 aprile 2025, “le imprese di assicurazione mettono a disposizione dei contraenti e degli assicurati applicazioni informatiche, tramite un software progettato e sviluppato per essere utilizzato anche su dispositivi mobili, e accessibile via web, per la compilazione del modulo di denuncia di sinistro e la trasmissione telematica”.
La norma impone che il processo di denuncia digitale sia supportato dalla firma elettronica avanzata (FEA), uno strumento che garantisce l’identità certa del firmatario (attraverso SPID o Carta d’Identità Elettronica) e la validità legale del documento prodotto. Non si tratta di una semplice “scansione” del vecchio modulo: è un processo completamente ripensato, dalla raccolta dei dati alla chiusura della pratica.
Cosa cambia concretamente per gli automobilisti
Chiunque sia coinvolto in un incidente stradale sa bene quanto possa essere caotica la gestione del momento: stress, confusione, dati scritti male, numeri di targa illeggibili, sezioni del modulo lasciate in bianco. Errori apparentemente banali che, nella pratica, rallentano le pratiche per settimane o addirittura mesi.
L’innovazione introdotta dal Regolamento IVASS non è un semplice vezzo tecnologico, ma va ad agire in un’area di forte inefficienza operativa: basti pensare che solo il 73,2% dei sinistri in Italia viene liquidato entro l’anno dalla denuncia.
Con il CAI digitale, il conducente apre l’app della propria assicurazione direttamente sul luogo dell’incidente, compila il modulo in modo guidato e intuitivo, allega fotografie, e firma tutto con la FEA. Il sistema riduce quasi azzerando gli errori di compilazione, rende i dati immediatamente disponibili per l’istruttoria e accelera in modo drastico l’apertura del sinistro.
I numeri parlano chiaro: secondo Datlas Group, società specializzata nella trasformazione digitale dei processi assicurativi, la soluzione consente di ridurre di circa il 90% i tempi di apertura del sinistro, con una conseguente riduzione di circa il 60% dei costi di gestione interna della pratica. Dati che, se confermati su scala di sistema, rappresenterebbero una rivoluzione per un settore storicamente appesantito dalla burocrazia. «In questo scenario, la CAI digitale rappresenta un cambio di paradigma: migliora la qualità del dato fin dalla raccolta, accelera i processi e rafforza le capacità di analisi e controllo», sostiene Marco Bragadin, CEO di Datlas Group.
Il nodo delle frodi: un problema da 24,5%
C’è però un tema che va oltre la comodità dell’utente, e che riguarda la salute dell’intero sistema assicurativo italiano: le frodi. Secondo i dati di Assinews.it, circa il 24,5% dei sinistri presenta un potenziale rischio di frode. Una percentuale enorme, che pesa sui bilanci delle compagnie e, indirettamente, sui premi pagati da tutti gli assicurati onesti.
Il CAI digitiale e la conseguente digitalizzazione del processo, con identificazione certa tramite SPID e firma elettronica avanzata, chiude molte delle porte attraverso cui le frodi si insinuano: dati falsi, firme apocrife, dinamiche inventate. Quando ogni informazione è certificata, tracciata e associata a un’identità verificata, diventa molto più difficile costruire un sinistro fasullo.
Una svolta attesa da tempo
L’entrata in vigore del Regolamento IVASS n. 56/2025 arriva in un momento in cui oltre l’80% degli assicurati si dichiara già favorevole alla gestione digitale dei sinistri. La domanda c’era, la tecnologia pure. Quello che mancava era l’obbligo normativo che allineasse tutto il mercato.
E per gli automobilisti italiani, la prossima volta che si troveranno fermi sul ciglio della strada dopo un tamponamento, potrebbe volerci meno tempo a denunciare il sinistro che a aspettare il carro attrezzi. Il consiglio è comunque di verificare con calma la soluzione digitale proposta dalla propria assicurazione in modo da essere pronti, nell’eventualità, a procedere con questo sistema.
Il vecchio documento cartaceo non smetterà di esistere, a beneficio degli utenti meno avvezzi alla tecnologia, ma la soluzione digitale è chiaramente da preferire.