Condannata Lulù Selassié per stalking e minacce di morte a Bortuzzo: la reazione su Instagram, silenzio dei legali
- Postato il 4 aprile 2025
- Di Virgilio.it
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Quel che non trapela, almeno esplicitamente, se e quando gli effetti di questa sentenza saranno evidenti. L’attesa reazione degli avvocati che affiancano Lulù Selassié potrebbe maturare – in accordo con la propria assistita – un’azione rispetto alla sentenza di condanna pronunciata ieri, giovedì 3 aprile, a suo carico. Una risposta congelata, prima della lettura delle motivazioni, da incastrare nel quadro di quanto asserito con vigore dall’influencer nelle sue storie su Instagram.
Un epilogo giudiziario che ha chiuso una vicenda processuale dolorosa, ed è innegabile, e che ha investito sia il campione paralimpico vincitore di un bronzo a Parigi, Manuel Bortuzzo, sia la sua ex fidanzata Lulù ritenuta responsabile di minacce e stalking nei suoi riguardi e già sottoposta a un provvedimento di divieto di avvicinamento che la obbligava a indossare un braccialetto elettronico.
- Lulù Selassié condannata, sfogo su Instagram
- La replica di Lulù dopo la sentenza
- Le dichiarazioni degli avvocati
- Che cosa accade adesso
Lulù Selassié condannata, sfogo su Instagram
Come è stato riportato, a seguito della pronuncia del gup di Roma, Lulù è stata condannata ad 1 anno e 8 mesi (pena sospesa) a seguito della denuncia da parte di Bortuzzo per stalking e minacce, come riporta in un take l’agenzia ANSA. Manuel è molto provato, quasi stremato stando alle dichiarazioni del suo avvocato su cui torneremo.
Lulù Selassié, influencer e imprenditrice, aveva intrattenuto una relazione con Manuel conosciuto durante la loro partecipazione al Grande Fratello, ma dopo la conclusione della loro storia aveva perseguitato per mesi, stando a quanto emerso in aula, arrivando a minacciare di morte Bortuzzo se non fosse tornato a frequentarla e a vivere la relazione ormai tossica che avevano instaurato.
Lulù era già stata destinataria di un provvedimento che la obbligava a indossare un braccialetto elettronico, rammentiamo, per segnalare l’eventuale violazione dei limiti di avvicinamento a Bortuzzo.
Il pm aveva chiesto per la Selassié una condanna ad 1 anno e 4 mesi nell’ambito di un processo svolto con il rito abbreviato, come richiesto dai legali di Lulù la quale si è sfogata con una serie di storie su Instagram.
Nel capo di imputazione i pm di piazzale Clodio scrivono che la ragazza ha procurato al suo ex “uno stato d’ansia e di paura e un fondato timore per la sua incolumità, costringendolo a modificare le proprie abitudini di vita, al punto di bloccarla e di non sentirsi libero di spostarsi serenamente e di iniziare una nuova relazione”.
Manuel Bortuzzo
La replica di Lulù dopo la sentenza
Dopo la sentenza in serata, Lulù ha pubblicato quattro storie che hanno ricostruito la sua versione dei fatti e la sua opposizione rispetto a quel che è emerso nel corso dei mesi che hanno preceduto la sentenza e che, a suo avviso, non corrisponde alle dinamiche della relazione intrattenuta con Bortuzzo, tra alti e bassi.
“Per troppo tempo ho scelto il silenzio. Ho protetto con discrezione il dolore di essere stata nascosta in una relazione durata tre anni e poi tradita dalla persona che più amavo. Tradita nella fiducia, nella privacy, nella comunicazione e nelle promesse che ci eravamo fatti”, ha esordito nelle storie.
L’ex concorrente del Grande Fratello Vip ha affermato di aver sopportato, per amore, “il peso di calunnie non solo dal mio partner, ma anche da chi ha saputo manipolare la realtà, costruendo menzogne ai miei danni”.
“Molti degli articoli diffusi in questi mesi sono costruiti con il solo scopo di generare scalpore, senza alcun rispetto per la realtà dei fatti. Questo tipo di disinformazione non solo mina la mia immagine, ma alimenta un meccanismo pericoloso in cui la verità viene sacrificata per il sensazionalismo”. Poi, ha parlato di quello che definisce il periodo “più buio della sua vita”.
“Il dolore mi ha piegata, mi ha messa in ginocchio, mi ha fatto sentire fragile, piccola, persa. Ogni mattina era una battaglia contro la voglia di sparire, ogni notte era un vortice di pensieri che mi divoravano dall’interno. Eppure, nel buio più totale, qualcosa dentro di me ha continuato a brillare. Un frammento di forza, una scintilla di speranza”. Infine ha desiderato ribadire il rispetto della sentenza da parte degli organi deputati: “Voglio ricordare, nel massimo rispetto degli organi giudicanti, che quella che emerge da un’aula di giustizia è la verità processuale. Nel momento in cui accadono episodi simili, la verità assoluta è in mano solo ai protagonisti degli episodi stessi. Da questo punto di visto io sono più che a posto con la mia coscienza e questa notte andrò a dormire tranquilla”.
Le dichiarazioni degli avvocati
A Storie Italiane, programma di approfondimento in onda su Rai1 Edoardo Albertario, avvocato di Lulù Selassié, non ha voluto rilasciare dichiarazioni dopo la sentenza: “Devo richiamarvi alla calma, le motivazioni non sono ancora uscite, il processo non è ancora definito, ho sentito parole pesanti, si parla di minacce. Questa sentenza ci delude molto, ma è tutto ancora in uno stato ipotetico, le sentenze si possono commentare”. Qualche ora dopo, sui social l’ex gieffina è intervenuta personalmente, raccontando la sua versione dei fatti.
E’ intervenuto anche Francesco Laurito, avvocato dello sportivo, che ha descritto lo stato d’animo di Manuel dopo il processo con ulteriori dettagli: “Conosciamo tutti il suo trascorso, questa storia non gli ha fatto bene, era nata con presupposti diversi. È molto giù, provato emotivamente”. Intervenuto in diretta il 3 aprile ai microfoni del programma condotto da Eleonora Daniele, il legale ha chiarito che la condanna a Selassié costituisce un punto fermo che, però, non cancella il costo emotivo patito dal suo assistito: “È molto giù, molto provato emotivamente, vogliamo fargli riprendere la sua vita ma oggi forse si mette fine a questa storia, speriamo che non dilaghi in altri procedimenti. Vogliamo chiudere tutto il prima possibile e ricominciare da dove lo avevamo lasciato”.
“Siamo fuori un tribunale penale, ora voglio solo tener protetto Manuel, che è la persona che in questo momento deve essere protetto da tutto, già sappiamo come sta, spero che tutto vada nel dimenticatoio, che si ricominci a vivere”.
Lulù con le sue sorelle a un evento
Che cosa accade adesso
La pronuncia di condanna, a carico di Selassié, ad ora è segnata dalla sequenza di storie pubblicate sul suo account ufficiale nell’intento, ordinando in un testo, dopo mesi di silenzio e alcuni scarni comunicati, la sua risposta ma non si fa riferimento alcuno ad altro che alle sue sensazioni e alla sua percezione.
Una serie di emozioni e avvenimenti, in attesa di eventuali dichiarazioni da parte dei suoi avvocati, che non ha trovato riscontro in quanto deciso e scritto nella decisione presa dei giudici.