Concessioni, che caos: a Pietra gare al via, a Sarzana si invita a sbaraccare. Il Sib: “Illegittimi i bandi prima del modello del Governo”
- Postato il 13 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Provincia. A pochi mesi dall’inizio della stagione estiva, sul tema delle concessioni demaniali regna ancora il caos più totale.
La domanda che circola in queste settimane è inevitabile: gli storici concessionari potranno aprire a Pasqua? E attenzione, perché per comodità parliamo spesso solo di “spiagge”, ma tra i titolari di concessioni ci sono anche gestori di chioschi o tabacchini aperti tutto l’anno. In questi casi la domanda cambia, e non è più “potremo aprire a Pasqua?”, ma piuttosto “siamo davvero sicuri di essere regolari mentre restiamo aperti… adesso?”.
La questione non riguarda soltanto l’applicazione dell’ormai famigerata direttiva Bolkestein. Il quadro è molto più articolato, anche perché nel frattempo si è accumulata una mole imponente di giurisprudenza, spesso persino contrastante.
A complicare ulteriormente la situazione ci sono le recenti tre sentenze gemelle del Tar riferite ai Comuni di Pietra Ligure, Laigueglia e Sarzana (su cui torneremo tra poco), oltre alla pronuncia dello stesso Tribunale amministrativo sul Comune di Ceriale.
In tutti questi casi il messaggio lanciato dai giudici è inequivocabile e difficilmente interpretabile: gli attuali concessionari devono lasciare le aree demaniali, e anche in tempi rapidi — entro 120 giorni dalle rispettive sentenze— mentre i Comuni devono procedere con l’avvio delle gare entro termini ben precisi.
E qui arriva il bello, si fa per dire. Perché da un lato c’è, ad esempio, Pietra Ligure, che — rispetto alla tabella di marcia programmata prima della sentenza — sta accelerando i tempi per avviare le gare: i bandi dovrebbero partire entro il 18 marzo.
Dall’altro lato c’è Sarzana, Comune che ha ricevuto la stessa identica sentenza. Eppure qui la linea adottata è decisamente diversa, oltre che drastica. Con una PEC del 9 marzo, il dirigente dell’ente non solo richiama le parole del TAR — secondo cui (citiamo) “le concessioni in essere, in quanto oggetto di proroga generalizzata, sono divenute inefficaci e non legittimano l’ulteriore permanenza dei rispettivi titolari sulle aree demaniali” — ma invita esplicitamente i concessionari a non utilizzare le aree demaniali e a rimuovere recinzioni, transenne e tutto il materiale facilmente amovibilepresente sulle aree.
Tradotto: altro che apertura a Pasqua. A Sarzana, gli storici concessionari devono, di fatto, sbaraccare tutto (o quasi). L’unico aspetto che il Comune si riserva di verificare, infatti, riguarda i chioschi, ovvero quei manufatti considerati inamovibili, su cui è in corso un ulteriore procedimento di valutazione da parte delle autorità competenti.
Dire che regna il caos, a questo punto, rischia quasi di essere un eufemismo. Perché ci troviamo di fronte a sentenze sostanzialmente identiche, riferite agli stessi principi giuridici e agli stessi obblighi, ma con applicazioni amministrative completamente diverse.
E non è finita.
In questa giungla normativa — dove tra leggi, sentenze e interpretazioni sembra regnare una sorta di limbo giuridico — nelle ultime ore è intervenuto anche il Sib, il sindacato italiano dei balneari. Ed è qui che il “caos” diventa quasi un “capolavoro surreale”.
Il presidente Antonio Capacchione, con una nota diffusa l’11 marzo, ma anche attraverso un video circolato tra gli operatori del settore, ha puntato il dito proprio contro quei Comuni che, senza attendere il bando-tipo in fase di elaborazione a livello governativo, hanno già avviato le gare o starebbero per farlo.
E qui le orecchie fischieranno in parte a Giancarlo Canepa, sindaco di Borghetto Santo Spirito: l’unico comune della provincia di Savona che, quasi certamente, arriverà alla stagione 2026 con le nuove concessioni già assegnate. Va detto che nel caso di Borghetto i lavori per avviare le gare sono partiti con largo anticipo, già a fine 2025. Il richiamo del Sib, infatti, sembra riguardare soprattutto comuni come Pietra Ligure, dove i bandi sono ormai in rampa di lancio, così come Loano, dove il Comune (che, per ora, non ha ricevuto alcuna sentenza del Tar) ha recentemente pubblicato il bando per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime ad uso turistico-ricettivo.
Il sindacato, nella sua nota, usa parole tutt’altro che leggere. L’intestazione è già un programma: “Da domani in vigore la legge che prevede l’emanazione di un bando tipo per l’assegnazione delle concessioni demaniali. Inopportuno e illegittimo avviare i bandi senza attendere la sua formulazione”.
In sostanza, secondo il Sib, sulla base dell’articolo 9 del decreto n. 32 dell’11 marzo 2026 attualmente in esame a Roma, qualsiasi bando comunale emanato prima della definizione del bando-tipo nazionale rischierebbe di essere illegittimo.
Il risultato? Un quadro in cui sentenze, norme e decisioni amministrative sembrano muoversi su binari diversi, mentre gli operatori restano sospesi in una zona grigia. E intanto la stagione si avvicina.