Con o senza Italia Mondiali a orologeria: rischio boicottaggi e ora scoppia anche il caso Messico, gli scenari

  • Postato il 23 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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Il clima che accompagna la marcia d’avvicinamento ai Mondiali nordamericani è sempre più avvelenato. Mentre l’Italia è costretta ancora una volta a giocarsi la qualificazione via playoff, spunta una nuova minaccia sulla rassegna iridata. No, questa volta non c’entra la politica di Trump né rischi di boicottaggio. Il caso riguarda il Messico, uno dei tre Paesi ospitanti, e la guerra dei narcos.

Mondiali, scoppia il caso Messico

L’operazione delle forze di sicurezza messicane che nelle scorse ore ha portato alla morte di uno narcos più ricercati al mondo ha scatenato un’ondata di violenza inaudita nel Paese che, insieme a Canada e Stati Uniti, tra poco più di tre mesi ospiterà i Mondiali di calcio. A essere ucciso è ‘El Mencho’, al secolo Nemesio Rubén Oseguera Cervantes, capo del cartello di Jalisco Nuova Generazione, ossia l’organizzazione criminale più potente e sanguinosa del Messico.

La reazione dei membri del cartello non si è fatta attendere e ha avuto ripercussioni anche sul mondo dello sport soprattutto a Guadalajara, dove si è deciso di rinviare il Clásico Nacional tra le squadre femminili di Chivas e Club América. Ma non solo: non si è giocata neppure una partita di Liga MX maschile in programma a Querétaro, a più di 300 chilometri di distanza.

Escalation di violenza: allerta rossa a Guadalajara

Soprattutto nella città che ospiterà quattro partite della fase a gironi della Coppa del Mondo è scattata l’allerta rossa. Bar e ristoranti sono stati costretti ad abbassare le saracinesche, mentre le autorità hanno invitato i cittadini a non uscire di casa.

Una decisione dettata dalla violenza senza freni del cartello, che ha imposto blocchi stradali, dando alle fiamme negozi, autobus e taxi. La situazione è fuori controllo e inevitabilmente il pensiero corre ai Mondiali.

Mondiali sotto attacco: gli scenari

La sicurezza del Messico diventa cruciale in vista della rassegna iridata, a cui l’Italia proverà ad accedere attraverso gli spareggi al via il 26 marzo con la semifinale di Bergamo contro l’Irlanda del Nord. Il Paese guidato da Claudia Sheinbaum, che vive di alti e bassi con Trump, riuscirà a garantire il regolare svolgimento delle partite Mondiali proteggendo squadre e tifosi?

È questo l’interrogativo che agita la Fifa e spiana la strada a scenari clamorosi. L’esclusione del Messico come Paese ospitante è un’ipotesi estrema, ma da non escludere. Potrebbe, però, essere presa in considerazione anche l’idea di spostare altrove le gare attualmente in programma a Guadalajara, mentre al momento l’allarme non riguarda ancora Città del Messico e Monterrey. Nei mesi scorsi Trump aveva già aperto a una simile soluzione, sempre in nome della sicurezza.

Trump e le proposte di boicottaggio

I Mondiali 2026 continuano a essere forse i più controversi di sempre. Se alcuni Paesi come la Spagna avevano minacciato di non giocare le fasi finali del torneo in caso di qualificazione di Israele, successivamente esponenti di diverse nazioni – dalla Germania alla Danimarca e alla Svezia – hanno contestato la politica estera aggressiva di Donald Trump per le sue mire sulla Groenlandia fino ad arrivare a proporre di boicottare la Coppa del Mondo.

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