Comune di Genova rinnova le licenze Microsoft, la rete del software libero: “Si potevano risparmiare 1,8 milioni”

  • Postato il 7 gennaio 2026
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Genova. Il Comune di Genova ha stanziato 5,5 milioni di euro per il rinnovo dei servizi Microsoft nel triennio 2026-2028. Una scelta che, secondo la rete Software Libero Liguria, nasconde un potenziale risparmio mancato di quasi due milioni di euro, qualora l’amministrazione avesse optato per soluzioni aperte e indipendenti.

Al centro della critica, secondo l’associazione, c’è la delibera approvata il 30 dicembre scorso. Dei fondi stanziati, circa 1,8 milioni di euro riguardano esclusivamente il pacchetto Office per 4.800 utenti. Una spesa che, secondo gli esperti, si sarebbe potuta azzerare adottando LibreOffice, suite gratuita e “open source” che offre funzionalità analoghe ai software proprietari della multinazionale statunitense.

“La strada non è nuova ed è già stata percorsa dallo Schleswig-Holstein uno dei 16 land della Germania – scrive la rete Software Libero Liguria – Il land tedesco, con tre milioni di abitanti, ha deciso di sostituire i software proprietari con analoghi software liberi in tutti i PC dei suoi dipendenti pubblici. La suite da ufficio Microsoft Office è stata sostituita da LibreOffice, il sistema operativo Windows da una distribuzione Linux. Il programma di collaborazione Microsoft Sharepoint da Nextcloud. I programmi di posta elettronica Exchange Outlook da Open-Xchange e Thunderbird. La migrazione al software libero è stata programmata per tempo facilitando e aiutando i dipendenti pubblici all’utilizzo dei nuovi programmi con corsi e manuali d’uso. L’amministrazione statale dello Schleswig-Holstein ha dichiarato di aver migrato l’80% delle postazioni di lavoro. Nel 2026 otterrà un risparmio di 15 milioni di euro in costi di licenze per Windows Office, a fronte di una spesa una tantum di 9 milioni di euro per la conversione dei posti di lavoro e per ulteriori sviluppi di soluzioni con il software libero”.

“A ottobre 2026 scadrà il supporto di Windows 10 da parte di Microsoft. Siccome il passaggio a Windows 11 renderà obsolete alcune macchine che non hanno una dotazione hardware sufficiente, il Comune potrebbe allungare la vita di questi PC programmando la sostituzione di Windows con una distribuzione Linux, evitando in tal modo la produzione di rifiuti elettronici – continua la nota – La migrazione deve essere organizzata per tempo, come è stato fatto in Germania, valutando tutte le azioni possibili per evitare il rigetto da parte degli utenti finali. Dai corsi per insegnare i nuovi strumenti alla spiegazione delle motivazioni per il passaggio al software libero: l’autonomia dalle Big Tech, la sovranità sui dati e il pieno controllo delle infrastrutture digitali. Il rapporto Asterès  stima che l’80% della spesa totale per software e servizi cloud ad uso professionale in Europa è stata effettuata presso aziende statunitensi, per un volume pari a 265 miliardi di euro. Questa sorta di tassa digitale finanzia 1,95 milioni di posti di lavoro diretti, indiretti e indotti negli Usa. Secondo lo studio della Cigref (associazione francese che riunisce le grandi aziende e la pubblica amministrazione), se, da qui al 2035, il 15% di queste spese fosse trattenuto all’interno dell’economia europea, ciò comporterebbe la creazione di circa 500.000 posti di lavoro diretti, indiretti e indotti nell’Ue.

“Per tutti questi motivi, la rete Software Libero Liguria a fine ottobre ha lanciato la Campagna per la libertà e la sovranità digitale europea e ha inviato una lettera al Comune di Genova, alla Regione Liguria e all’Ufficio Scolastico Regionale, invitandoli a prendere in seria considerazione il passaggio al software libero”.

 

 

Autore
Genova24

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