“Come abbiamo restaurato monumenti, chiese e palazzi di Torino”. Intervista a Licia Mattioli 

  • Postato il 12 febbraio 2026
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La cancellata di Umberto Mastroianni di fronte all’ingresso del Teatro Regio e, a poche decine di metri di distanza, la cancellata di Piazzetta Reale, opera di Pelagio Palagi: sono solo due delle opere che, in oltre 38 anni di attività, hanno beneficiato dell’intervento della Consulta per la Valorizzazione dei beni Artistici e Culturali di Torino. All’elenco si potrebbero aggiungere il cupolino della Cappella della Sindone, la Real Chiesa di San Lorenzo, capolavori di Guarino Guarini, le facciate delle chiese di San Carlo e Santa Cristina, il cortile del Palazzo dell’Università in via Po, le fontane del Po e delle Dora in piazza CLN. Dal 1987, anno di costituzione della Consulta, sono stati investiti nella conservazione e valorizzazione dei beni culturali un totale di circa 40 milioni di euro. Abbiamo incontrato Licia Mattioli, attuale Presidente della Consulta che riunisce 40 soci. Una complessa rete che rappresenta il mondo industriale, bancario, museale, quello delle Fondazioni e quello istituzionale (l’elenco completo: consultaditorino.it). 

Licia Mattioli, Presidente della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino
Licia Mattioli, Presidente della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino

Intervista a Licia Mattioli, Presidente della Consulta di Torino 

Riguardo alla Consulta si è parlato di un Modello Torino e del fatto che rappresenti un unicum in Italia per il suo modello organizzativo. Proviamo a spiegare?
Tutto prende avvio a fine Anni Ottanta da alcuni amici attivi in primarie aziende che, con lungimiranza, pensano che l’allora Factory Town avesse bisogno di rimettere in valore il proprio patrimonio storico-artistico. Coinvolgono altri imprenditori e fondano la Consulta con 11 soci. Siamo un ente del Terzo Settore, con struttura snella e approccio sinergico tra pubblico e privato. Il nostro è un progetto di lungo periodo, sostenuto dalla responsabilità sociale delle aziende e degli enti soci: un vero patto tra generazioni. Operiamo su quanto è più prezioso per la società civile: la cultura, da proteggere e valorizzare per le generazioni a venire. Ogni anno noi soci investiamo complessivamente un milione di euro su diversi progetti ed iniziative che vengono proposte e approvate all’unanimità. 
 
Oltre agli interventi su palazzi e monumenti che tutti, turisti e cittadini, possono ammirare passeggiando fra le strade di Torino ci sono altre realizzazioni, forse un po’ meno conosciute, a cui Consulta ha contribuito e che merita ricordare.
Penso, in primis, al restauro dell’Aula del Parlamento Subalpinoprimo intervento iconico e fortemente simbolico a Palazzo Carignano. Poi la Sala Leonardo della Biblioteca Reale, dove sono conservati il notissimo Autoritratto e il Codice sul Volo degli uccelli. Una storia curiosa è il restauro della Peota Reale, l’unico esemplare al mondo di bucintoro veneziano settecentesco, giunta a Torino navigando sul Po, da Venezia e che ora si può ammirare alla Reggia di Venaria. Qui abbiamo anche contribuito al restauro della statua dell’Ercole Colosso e alla rimessa in funzione del Teatro d’acque della Fontana dell’Ercole di Amedeo di Castellamonte. E poi altri importanti interventi alla Villa della Regina e alla Palazzina di caccia di Stupinigi. 

L’interesse di Consulta è da tempo focalizzato anche sull’arte contemporanea.  
Non posso non ricordare l’installazione di Giulio Paolini presso i Giardini Reali. Durante il cantiere di restauro della Cappella della Sindone ci si chiese cosa fare dei marmi originali, scelti da Guarino Guarini, ma irrimediabilmente lesionati dal fuoco. Consulta riuscì a convincere Paolini a utilizzarli e interpretarli, per renderli alla pubblica fruizione. Così è nato “Pietre Preziose”: gli antichi marmi danneggiati hanno preso nuova vita diventando opera d’arte. Negli anni abbiamo restaurato le Luci d’artista di Marco Gastini, Mario Merz, Rebecca Horn e Joseph Kosuth; oltre a produrre la luce di Renato Leotta e quella di Erik Saglia che dal 2024 è installata su una facciata dell’Unione Industriali. Poi stiamo lavorando a un progetto con i direttori dei principali musei ed eventi torinesi – GAM, Artissima, Fondazione Merz e Sandretto, Pinacoteca Agnelli, Museo di Rivoli, MAO – per fare rete e promuovere meglio la città come polo dell’arte contemporanea.  

La pandemia ha evidenziato nuove urgenze sociali. Negli ultimi anni i vostri contributi non hanno riguardato solo la parte aulica della città ma si sono aperti alle periferie, alla rigenerazione urbana….     
Negli anni più recenti un impegno specifico viene destinato ai giardini e ai campi sportivi di scuole situate in zone fragili della città. Nel 2022 è stato realizzato un progetto didattico per la scuola d’infanzia Marc Chagall nel quartiere Aurora, che ha la più ampia concentrazione di minori stranieri dell’intera città. Poi nel 2023 l’intervento sui Giardini di Via Mascagni, con la partecipazione dei soci Lavazza e Reale Mutua, nel 2024 la riqualificazione di tre campi sportivi di Pietra Alta – Falchera e infine nel 2025 la valorizzazione del Giardino della Scuola Primaria Don Milani. 

Cosa ci dobbiamo aspettare per il 2026? I progetti che vanno a compimento e altri che prenderanno il via a Torino e dintorni. 
In primavera renderemo pienamente accessibile la Sacra di San Michele che è il monumento simbolo del Piemonte. Con l’impegno di Fondazione CRT e Consulta sarà operativo il nuovo ascensore installato dopo un complesso intervento di scavo nella roccia. Un’operazione spettacolare che rappresenta un passo decisivo verso l’accessibilità universale della Sacra. Anche un altro monumento simbolo come la Basilica di Superga ha bisogno urgente di interventi sulla cupola, i campanili, il pronao. Faremo la nostra parte a fianco delle Fondazioni, dei Ministeri per un intervento di restauro che si preannuncia molto costoso. In fase progettuale c’è anche il restauro della Fontana Luminosa, a cui i torinesi sono molto legati fin dalle celebrazioni di Italia ’61. 

Dario Bragaglia 

L’articolo "“Come abbiamo restaurato monumenti, chiese e palazzi di Torino”. Intervista a Licia Mattioli " è apparso per la prima volta su Artribune®.

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Artribune

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