Codice della Strada, calano i morti ma la legge è da correggere. E a farlo, come spesso accade in Italia, sarà la Corte Costituzionale
- Postato il 3 aprile 2025
- Politica
- Di Blitz
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L’aumento delle patenti ritirate in questi primi mesi del 2025 sarebbe una bella notizia se non fosse che nel nuovo Codice della Strada c’è un serissimo problema che riguarda l’assunzione delle droghe leggere. La legge voluta dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini non distingue infatti in alcun modo se l’assunzione di droghe abbia conseguenze sulla guida o meno. Nella legge manca ogni riferimento all’“evidente stato di alterazione psicofisica” che nel vecchio Codice impediva di vedersi ritirata la patente se l’assunzione di droga era avvenuta ore prima e non comprometteva affatto la guida.
Come già accaduto diversi anni fa dopo un altro aggiornamento del Codice della Strada, la Corte costituzionale ora con molta probabilità si pronuncerà costringendo la reintroduzione di questa discriminante. Anche perché nella legge un limite legato a qualcosa di “proibito alla guida” c’è: si tratta di quello che ha a che fare con l’assunzione di alcol.
Stiamo parlando di persone che si vedono ritirate le patenti per ragioni palesemente diverse da quelle che provocano incidenti, e solo per aver assunto della cannabis giorni prima. L’ultimo caso è quello di un’insegnante 32enne coinvolta in un processo penale dopo che con la sua auto è finita contro un paletto a causa di un malore. Il referto ospedaliero parla chiaro: “L’incidente stradale è stato causato da una crisi epilettica improvvisa”. All’insegnante è stata però ritirata la patente per essere risultata positiva alla cannabis.
Matteo Salvini non sembra interessato ad affrontare e risolvere la questione solo per poter continuare a sbandierare cifre che dicono che i morti sono in calo. E come al solito in Italia a correggere una legge nata male non sarà la politica che decide di assumersi le sue responsabilità. Come spesso accade (vedi anche la recente sentenza sull’adozione ai single) a decidere sarà la Corte Costituzionale.
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