Classifica ATP, Sinner e Musetti in top-5: record storico per l’Italia. Bublik nell’Olimpo sulle orme di Fognini

  • Postato il 12 gennaio 2026
  • Di Virgilio.it
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Giornata storica per il tennis italiano, che per la prima volta nella sua storia può vantare due giocatori in top-5 grazie all’ingresso di Lorenzo Musetti che si aggiunge così a Jannik Sinner. Settimana che non dimenticherà nemmeno Alexander Bublik, che a 28 anni è entrato per la prima volta in top-10, e che segna il tentativo di rinascita di Daniil Medvedev, che punta a tornare nell’élite dei migliori.

Nuovo primato per l’Italia, due tennisti in top-5

Se anche solo dieci anni fa qualcuno avesse pronosticato due italiani tra i primi cinque giocatori della classifica mondiale sarebbe stato certamente preso per pazzo. Oggi invece quello che sembrava impossibile è diventato realtà, con l’ingresso in top-5 di Musetti che si aggiunge dunque a Sinner. Un risultato storico e incredibile, che testimonia gli enormi passi in avanti compiuti dal nostro movimento che ancora una volta dimostra di non esaurirsi col solo Jannik, ma di essere profondo e di poter vantare più top player. Nonostante l’ennesima finale persa questa è una settimana che Lorenzo certamente non dimenticherà, essendo diventato il terzo italiano di sempre (quarto se si considera anche il periodo precedente all’era Open e quindi il terzo posto raggiunto da Nicola Pietrangeli) dopo, appunto, Sinner (n°1) e Adriano Panatta (n°4).

Bublik in top-10 sulle orme di Fognini

A regalare l’ennesimo dispiacere in finale a Musetti è stato Bublik, che grazie al nono titolo in carriera conquistato a Hong Kong è entrato per la prima volta in carriera in top-10. Un risultato anche questo sorprendente dato che meno di un anno fa si trovava fuori dalla top-80 e le sue difficoltà a esprimere tutto il proprio talento in campo. Il kazako diventa così il primo rappresentante della propria nazione a spingersi così in alto in classifica e, a 28 anni, 6 mesi e 26 giorni, anche uno degli ingressi più anziani di sempre tra i primi dieci giocatori, per la precisione l’ottavo.

Una parabola quella di Sascha che in un certo senso ricorda quella di Fabio Fognini. Entrambi giocatori estremamente talentosi ma che in carriera hanno spesso faticato a trovare il giusto equilibrio per riuscire a esprimersi al meglio in campo, con la svolta che per entrambi è arrivata con il passare degli anni, tanto che a comandare la classifica dei giocatori più anziani a entrare in top-10 (escludendo ovviamente coloro che hanno vissuto la fase di passaggio dall’era amatoriale a quella Open tipo Rod Laver) è proprio l’azzurro, che fece il suo ingresso nel 2019 dopo il trionfo al Master 1000 di Montecarlo a oltre 32 anni.

Medvedev si riavvicina ai primi dieci

Protagonista di questa prima settimana di tornei maschili è stato anche Medvedev, che all’ATP 250 di Brisbane a conquistato il suo 22° titolo in carriera in 22 città differenti. Il russo ha avuto la meglio su Brandon Nakashima per 6-2 7-6 e iniziato al meglio un 2026 che vuole essere un anno di rinascita dopo il deludente 2025. Rinascita che parte dalla classifica, dove Daniil è tornato ad avvicinarsi alla top-10 proprio grazie al titolo vinto

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