Cittadinanza genovese onoraria a Franca Viola, fu la prima donna a rifiutare un “matrimonio riparatore”
- Postato il 17 febbraio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Il Comune di Genova conferirà la cittadinanza onoraria a Franca Viola. Negli anni Sessanta, appena maggiorenne, fu la prima donna a rifiutare il “matrimonio riparatore”. Segregata e violentata disse di no a una cultura che trasformava la violenza in una colpa da sanare con le nozze.
La mozione per il conferimento della cittadinanza onoraria, a cui è stata associata anche la proposta di istituzione di un premio dedicato a chi si batte per contrastare la violenza di genere, è stata presentata dal Pd nella seduta del consiglio comunale di oggi e approvata all’unanimità, con il parere positivo della giunta.
L’unanimità è stata raggiunta nonostante qualche scintilla in aula sul cosiddetto Ddl Stupri e sulla cancellazione dalle legge della parola consenso, tema sollevato dalla proponente della mozione, la dem Vittoria Canessa Cerchi, e giudicato strumentale dalla minoranza di centrodestra.
Il Pd ha voluto riconoscere l’importanza di “Franca Viola, simbolo della battaglia per i diritti e l’autodeterminazione delle donne in Italia” e richiamare “non solo una vicenda personale che ha segnato la storia del Paese, ma un principio universale di civiltà giuridica”.
La mozione è stata arricchita da un emendamento di Laura Sicignano, Lista Salis, che ha proposto l’istituzione di un premio dedicato a una donna che si distingua per il contrasto alla discriminazione e alle violenze di genere, premio che potrebbe essere assegnato dal Comune di Genova ogni anno in prossimità del 25 aprile.
Dal centrodestra totale condivisione del testo della mozione, quindi della proposta sulla cittadinanza onoraria a Franca Viola e all’istituzione del premio, ma critiche, appunto per i riferimenti alla disegno di legge Bongiorno. “Esulano dal tema della mozione”, ha detto la capogruppo di Fdi Alessandra Bianchi. Da Fratelli d’Italia anche il rammarico per il fatto che dall’amministrazione “parlando di violenze sulle donne, non sia ancora arrivata un’azione a sostegno del ripristino della targa per Norma Cossetto”. Mario Mascia, Fratelli d’Italia, ha dichiarato: “Non cadrò nella tentazione di rispondere agli argomenti divisivi portati in aula dalla maggioranza, questo tema è troppo importante per votare contro”.
Qualche lamentela dell’opposizione anche nei confronti dell’assessore ai Servizi civici Emilio Robotti che, nell’intervento con cui ha espresso parere favorevole della giunta, ha sottolineato come “il rispetto delle donne passi anche attraverso il linguaggio, e quindi sia importante dire sindaca anziché sindaco, assessora e consigliera anziché assessore e consigliere”.