Chiusa l’indagine sul sindaco di Venezia Luigi Brugnaro: i pm contestano finanziamento illecito e falso
- Postato il 27 novembre 2025
- Cronaca
- Di Il Fatto Quotidiano
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Chiuse le indagini sul sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. L’inchiesta della procura di Venezia riguarda presunte irregolarità legate alle spese elettorali sostenute dal primo cittadino, per le elezioni comunali del 2020, quando venne rieletto nella Serenissima.
Nei giorni scorsi è stato notificato il deposito degli atti all’Avvocatura civica di Venezia, indicata come parte lesa, e ai quattro indagati: Brugnaro, a cui vengono contestati finanziamento illecito e falso; il direttore generale del Comune, Morris Ceron e Walter Bianchi, del Consorzio produzione e sviluppo Nordest, per il reato di finanziamento illecito, e il mandatario delle spese elettorali, Adriano Giugie, accusato di falso. L’indagine è diversa da quella per corruzione con Brugnaro imputato: in questo caso l’udienza preliminare è fissata l’11 dicembre.
L’inchiesta sul finanziamento illecito, invece, riguarda un presunto “sforamento” del tetto di spesa elettorale, previsto intorno ai 300mila euro: a Brugnaro viene contestato l’utilizzo di contributi per 513mila, mentre al Collegio regionale di garanzia presso la Corte d’appello sarebbe stata dichiarata una spesa di 251.202 euro, con entrate per 251.548 euro. Di queste, circa 20.072 euro sarebbero provenute dall’associazione “Un’impresa Comune”, costituita dalle elezioni del 2015.
Per la Guardia di Finanza il finanziamento ammonterebbe invece a 900mila euro, in un periodo che va dal dicembre 2019 al dicembre 2020. Ma il mandatario elettorale Giugie avrebbe fornito solo comunicazioni relative ai 45 giorni antecedenti le elezioni. Secondo le difese, il denaro sarebbe proveniente dallo stesso Brugnaro, attraverso due sue società che avrebbero registrato a bilancio versamenti a favore dei comitati elettorali in maniera corretta.
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