Chirurgia d’eccellenza a Moncalieri: asportata un’ernia gigante con una tecnica pionieristica in Europa

  • Postato il 19 marzo 2026
  • Salute
  • Di Quotidiano Piemontese
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MONCALIERI – Un intervento straordinario, tra i più avanzati mai eseguiti in Europa, restituisce speranza e qualità della vita a un paziente che da vent’anni conviveva con una patologia altamente invalidante. All’ASL TO5, presso l’Ospedale Santa Croce di Moncalieri, un’équipe di chirurgia generale ha portato a termine con successo l’asportazione di un’ernia inguino-scrotale gigante grazie a una combinazione di tecniche innovative ancora rarissime.

A oggi, infatti, si contano appena sei procedure simili in Italia e meno di dieci in tutta Europa.

Un caso clinico eccezionale

Il paziente, un uomo di 60 anni, conviveva da oltre due decenni con un’ernia di proporzioni eccezionali, che nel tempo aveva compromesso gravemente la sua qualità di vita. Il quadro clinico era estremamente complesso: l’ernia, definita “permagna”, aveva raggiunto dimensioni tali da causare la perdita di funzionalità del rene sinistro, a causa della prolungata compressione dell’uretere.

Situazioni di questo tipo rientrano nei casi di “loss of domain”, ovvero una condizione in cui una parte significativa degli organi addominali si trova stabilmente al di fuori della cavità. In questi scenari, il semplice riposizionamento degli organi può risultare altamente rischioso: l’improvviso aumento della pressione intra-addominale può infatti provocare una sindrome compartimentale potenzialmente fatale.

Una strategia innovativa in due fasi

Per affrontare il caso in sicurezza, i chirurghi hanno adottato una strategia tra le più avanzate oggi disponibili, articolata in due fasi.

La prima ha riguardato la preparazione pre-operatoria: un mese prima dell’intervento, il paziente è stato sottoposto a infiltrazioni mirate di tossina botulinica, utilizzata per rilassare la muscolatura addominale e favorire il successivo reinserimento degli organi.

La seconda fase è stata l’intervento chirurgico, eseguito il 10 marzo 2026 in laparoscopia, con l’impiego del dispositivo innovativo “fasciotens”. Questa tecnologia consente di aumentare in modo controllato lo spazio addominale, riducendo i rischi e permettendo il corretto riposizionamento degli organi fuoriusciti.

Il valore del lavoro di squadra

Determinante per il successo dell’operazione è stata la sinergia multidisciplinare tra diverse strutture aziendali. La Farmacia ospedaliera ha garantito la disponibilità e l’uso appropriato della tossina botulinica, mentre il team di Anestesia e Rianimazione ha gestito un decorso perioperatorio particolarmente delicato. Fondamentale anche il contributo del personale di sala e di reparto, che ha assicurato un contesto operativo di massima sicurezza.

Un lavoro corale che ha consentito di mantenere elevati standard di controllo sia durante l’intervento sia nel post-operatorio.

Esito positivo e nuova prospettiva di vita

L’intervento è riuscito perfettamente. Il decorso post-operatorio è stato regolare e, a soli sei giorni dall’operazione, il paziente è stato dimesso in buone condizioni. Ora per lui si apre una nuova fase, con un percorso di recupero domiciliare e controlli programmati, finalizzato al ritorno graduale alla piena autonomia.

“Affrontare casi come questo significa unire esperienza, innovazione e lavoro di squadra – ha spiegato il direttore della Chirurgia di Moncalieri, Gabriele Pozzo –. Abbiamo costruito un percorso su misura, utilizzando tecniche che fino a pochi anni fa non erano disponibili per situazioni così complesse”.

Sulla stessa linea il direttore generale dell’ASL TO5, Bruno Osella: “Questo intervento rappresenta un esempio concreto di sanità pubblica che funziona e innova. Investire in competenze e tecnologie significa offrire cure sempre più efficaci, anche nei casi più difficili, senza costringere i cittadini a spostarsi dal proprio territorio”.

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