“Chiesi a Verdone la pillola che mi aveva consigliato contro l’ansia prima di un volo aereo, non mi fece finire la frase… La bellezza? Mi ha dato ma anche tolto tanto”: parla Isabella Ferrari
- Postato il 11 aprile 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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“Ben vengano i film che incassano, ma credo che il denaro pubblico debba andare prima di tutto a chi sperimenta, a quelli che faticano a trovare pubblico. Un paese che non investe nella propria identità cinematografica è un paese che rinuncia a raccontarsi la mondo”: così Isabella Ferrari al Corriere della Sera, a proposito dei mancati finanziamenti pubblici per il documentario su Giulio Regeni.
E ancora: “Merita rispetto la famiglia Regeni. Quanto è stata dignitosa quella famiglia nel suo dolore. Penso a quanto sia ingiusto non poter approfondire la sua storia. La storia di un giovane ricercatore italiano morto ingiustamente”. Ferrari sarà al festival di Cannes con “Roma Elastica“, una coproduzione italo-francese diretta dal regista Bertrand Mandico. E lei a Cannes è stata due volte per sorrentino: “Parthenope e prima per La grande bellezza. Eravamo un bel gruppone simpatico. Ricordo Carlo Verdone, con cui parlavo sempre e solo di medicinali. Avevo il copione in mano, gli chiesi della pillola che mi aveva consigliato tempo prima per domare l’ansia di un lungo volo aereo. Carlo non mi fece quasi finire la frase, disse: Serpax da 15 milligrammi. Fu l’unica parola che mi appuntai sul copione della Grande bellezza. Di Cannes ricordo alcune recensioni non positive uscite prima del tappeto rosso. Se penso al cammino che ha fatto quel film».
“La bellezza? Mi ha dato tanto ma mi ha tolto tanto”
Ma nell’intevista c’è spazio anche per la vita privata: “Sono onorata che una donna della mia età sia legata a un brand sulla bellezza, e ho sfilato con cinquanta star internazionali, da Jane Fonda a Andie MacDowell e Gillian Anderson. Dentro di me cerco sempre la pepita d’oro, un regista con uno sguardo originale. La curiosità non mi abbandona…”. E a proposito della sua bellezza, Ferrari è consapevole: “Mi ha dato tanto e in parte m’ha tolto tanto, è stata un elemento di forza per la mia carriera, ma ho dovuto convivere con i pregiudizi, di uomini e donne, perché di una bella ci si fida poco. Non mi sono mai abbandonata a una caduta o a un’euforia. Sono piuttosto neutra sulle questioni professionali. La vita è più grande e complessa. Di questo ho parlato con Pupi Avati prima di girare Nel tepore del ballo“.
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