Chiara Orlandi, voglia di normalità: è l'ora degli anti-influencer
- Postato il 9 febbraio 2026
- Italia
- Di Libero Quotidiano
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Chiara Orlandi, voglia di normalità: è l'ora degli anti-influencer
C’è voglia di normalità, di tornare alle cose semplici. Basta con le morning routine da professioniste del beauty, stop a case ed esistenze perfette. A restituire un’immagine di vita vera sono gli anti-influencer: giovani donne e uomini stanchi di vivere nell’apparenza. Come dicevamo, c’è voglia di autenticità. Si ritorna al reale perché di tutta quella finzione ostentata sui social ci si è forse (finalmente) un po’ stufati. Gli influencer tradizionali hanno mostrato canoni estetici irraggiungibili, vite da sogno scandite da viaggi cool e pasti instagrammabili.
Gli anti-influencer, invece, non mostrano tavole imbandite, ma tavoli comuni, con briciole di biscotti e tazze lasciate lì dalla sera prima. In salotto c’è lo stendino, in camera da letto la sedia con la montagna di vestiti da stirare (o da lavare). Basta anche a leggings e top dai colori sgargianti: sì a tute e felponi, magari poco alla moda, ma decisamente più comodi e funzionali. Tra le paladine della normalità c’è Chiara Orlandi, impiegata piemontese, valdostana d’azione, che si sta facendo apprezzare su Instagram come Orlauzzi_nep – Normal Easy Person. In un’intervista rilasciata ad Aostanews, la giovane racconta come le sia venuta l’idea di promuovere un nuovo modo di mostrarsi sui social.
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Tutto nasce da un video di morning routine fuori dagli schemi, «andato virale». Chiara ha iniziato così a giocare sull’opposto della parola VIP (Very Important Person): «Mi sarebbe piaciuto chiamarmi NIP, ma quando spiegavo la storia tutti capivano NEP ed è rimasto così». Ma lo sguardo è già rivolto al futuro: «Mi piacerebbe che diventasse anche un brand di prodotti normali: non mi immagino creme o make-up, ma oggetti quotidiani, come un grattino peril ghiaccio, per esempio».
Orlandi sta riscuotendo un certo successo tra i suoi 10 mila follower, e non c’è da stupirsi. “Sei troppo forte”, “Ti si ama”, “Sei bellissima nelle tue giornate normali, come tutte le persone comuni”, scrivono alcuni fan. Messaggi che dimostrano quanto il bisogno di normalità sia condiviso. Le conseguenze, soprattutto a livello psicologico, di come i social siano in grado di modificare il nostro umore sono ormai evidenti. Il bombardamento di immagini patinate non fa altro che alimentare un senso diffuso di inadeguatezza e insicurezza, soprattutto tra i più giovani (ma non solo). «I post stanno iniziando a crescere, così come i commenti e i messaggi che ricevo», racconta il volto social.
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«A volte mi è capitato di emozionarmi, soprattutto quando alcune persone ringraziano spiegando che finalmente si sentono capite: sono stufa di questi social pieni di cose finte». Ma Chiara Orlandi non è l’unica ad aver voluto farsi vedere in tutta la sua normalità...Connor Hubbard, un ragazzo di 30 anni che viene da Dallas, in Texas, ha attirato l’attenzione con un video che si intitola «Un giorno nella vita di un tizio che lavora dalle 9 alle 5». Da allora sono in tantissimi a seguirlo: su Instagram conta più di 1 milione e 400mila follower.
Il fenomeno è stato soprannominato de-influencing e, come molti trend recenti, ha iniziato a spopolare su TikTok. Nato nel 2022, forse non a caso ha preso forza durante il periodo della pandemia. Non è solo spirito anticonsumistico, ma il desiderio di sradicare quell’ideale di perfezione che, in fondo, non ci appartiene. Come scriveva Machiavelli: «Ognuno vede quel che tu pari; pochi sentono quel che tu sei, e quei pochi non ardiscono opporsi all’opinione dei molti».
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