Chi prende le decisioni all’interno del Cosenza Calcio?

  • Postato il 18 marzo 2026
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Il Quotidiano del Sud
Chi prende le decisioni all’interno del Cosenza Calcio?

Il ruolo del presidente del Cosenza Calcio Guarascio e della dottoressa Scalise: tanti gli interrogativi, i dubbi e la confusione


COSENZA – Tra i vari interrogativi che negli ultimi mesi attanagliano la tifoseria cosentina c’è quello relativo a chi detiene davvero il potere, chi prende le decisioni, nelle stanze di via Conforti 25, sede sociale del Cosenza Calcio. La domanda è lecita in quanto spesso e volentieri è davvero difficile capire chi muove i fili che animano la vita del club. Intanto, c’è una certezza, almeno per quanto riguarda ciò che si è recepito all’esterno: fino all’estate del 2024 (quella della penalizzazione), sembrava che il deus ex machina del club rossoblù fosse Eugenio Guarascio, prima presidente a tutti gli effetti e successivamente presidente onorario. Un passaggio dovuto, quest’ultimo, probabilmente a causa dei guai giuridici relativi all’inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti nel vibonese che ha coinvolto l’azienda Ecologia Oggi.

L’ascesa dell’amministratore unico Rita Scalise e il passo indietro di Eugenio Guarascio


Nell’estate del 2024, dunque, a prendere in mano le redini del “giocattolo” è stata la dottoressa Rita Scalise, nominata amministratore unico dopo la vicenda dei quatto punti di penalizzazione causati dal pignoramento sui conti correnti ufficiali del club che è costato anche il posto a chi in precedenza svolgeva i compiti che adesso porta avanti Scalise, ovvero la dottoressa Roberta Anania. Ebbene, senza necessariamente dover dedurre da tutto questo responsabilità particolari, sono i fatti a dire che da quel momento in poi la situazione è precipitata in maniera esponenziale. Se sarà stato un caso, oppure no, sarà il tempo a dirlo. Questo è ciò che si percepisce all’esterno in assenza di chiarimenti di qualsiasi tipo sulla vita della società. Da quel momento, però, è sembrato che il ruolo e l’autorità che aveva in precedenza il presidente Guarascio siano andati via via degradandosi.

Decisioni ribaltate, tra curve a 50 euro e sponsor rifiutati

Tante decisioni prese da Guarascio, infatti, sono state spesso ribaltate dalla dottoressa Scalise o cancellate con un colpo di spugna. Oppure tante le decisioni prese dalla stessa in maniera autonoma e al di fuori del ruolo di amministratore. Con la gente che ha iniziato a chiedersi anche perché le azioni di chi si riteneva essere l’uomo delle decisioni potessero essere sistematicamente ribaltate o messe in discussione da chi non è proprietario dell’azienda-Cosenza Calcio. Perché questo potere? Un esempio: il costo della curva fissato a 50 euro in occasione del derby con il Catanzaro, poi “sceso” a 30 perché 50 sembravano “eccessivi”. E infine riportato a 19 grazie all’intervento del Prefetto che ravvisò la decisione dell’aumento come potenziale causa di problemi di ordine pubblico. Come non citare, poi, i contratti con alcuni sponsor in procinto di essere siglati con l’assenso del presidente Guarascio e “ribaltati” dalla dottoressa Scalise. In certe situazioni si è stati portati a pensare come minimo che Guarascio non avesse più capacità di decidere nulla, se sistematicamente tutto veniva stravolto…

La comunicazione come optional, l’impossibilità del confronto che dura ormai da un anno e mezzo


Dall’estate del 2024, poi, anche la comunicazione è diventata un optional. A precisa richiesta, la dottoressa Scalise disse a qualcuno di considerare le conferenze stampa come “roba vecchia”, senza però fornire una motivazione a questa dichiarazione. E allora, di grazia, come si dovrebbe comunicare? Come si potrebbe riuscire a conoscere i programmi della società? A chi poter fare domande come avviene in tutte le altre piazze? In sostanza, tifosi e città intera, secondo l’andazzo vigente in via Conforti, dovrebbero limitarsi ad osservare ciò che accade senza porsi interrogativi. Questo è ciò che si percepisce dall’esterno, visto che è da circa un anno e mezzo che la società non si è più presentata in conferenza stampa, limitandosi a comunicazioni spicciole sui social oltre che a rispolverare frasi celebri per richiamare un senso di identità che continua a non saper rappresentare.

Scalise amministratore in ombra, le accuse di “chiacchiericcio” e l’offesa alla stampa sportiva cittadina


Né mai si è riusciti a porre delle domande proprio alla stessa dottoressa Scalise che, in quanto amministratore unico, sarebbe tenuta a dar conto dei movimenti della società (intendiamoci, non delle questioni privatistiche ma, come avviene altrove, solo ed esclusivamente delle situazioni che riguardano la vita della società, i programmi, vale a dire ciò che ha ricaduta sociale). Niente di niente. Assenza totale. Nella famosa conferenza stampa di Lorica, il 26 luglio scorso, si chiese di avere risposte su alcune situazioni spiacevoli verificatesi nei rapporti tra la società e i giocatori, i procuratori e altri dipendenti. Si rispose (anzi, fu suggerito di rispondere) che si trattava di “chiacchiericcio e gossip”. Grave offesa per la stampa cittadina (ma non da tutta la stampa cittadina considerata tale, bisogna dirlo) che da allora chiede lumi senza avere risposte. Una mancanza di rispetto verso la città. Questo non ci sarebbe neanche bisogno di sottolinearlo…

Il disagio di Guarascio e il sospetto sulle trattative frenate o vanificate


Tornando al quesito originario, ovvero chi decide le cose in casa Cosenza, in tanti hanno notato anche come lo stesso presidente Guarascio abbia sempre favorito la non esposizione della dottoressa Scalise: quando nella riunione con i giornalisti dell’ottobre 2024 allo stadio Marulla gli fu chiesto di far parlare l’amministratore unico, lui si limitò a rispondere “meglio di no”. Si sta ancora aspettando di sapere perché… Così come con alcuni fidati collaobratori non disdegnò, a volte, di mostrare un certo disagio per le decisioni prese dall’amministratore unico. Ci domandiamo perché… Un ultimo quesito: perché è arrivato più volte alle orecchie della stampa e dei tifosi che sia stata la dottoressa Scalise a frenare, modificare o far fallire molte trattative imbastite dal presidente Guarascio per la cessione della società? Anche qui sarà difficile avere risposte. Le domande, però, bisogna farsele. Voci incontrollate. In assenza di un confronto i dubbi restano.

L’altra possibile verità: e se fosse tutto il contrario? Se il “depotenziamento” di Guarascio sia stato una copertura?


C’è, poi, un’altra versione di tutta questa storia relativa alle responsabilità in casa Cosenza Calcio, che porta in direzione opposta. Secondo tanti bene informati, infatti, in passato anche vicini alla società o confidenti della stessa, in realtà sarebbe il presidente Guarascio a tenere le redini di tutto, mentre la dottoressa Scalise sarebbe stata destinata a fare da parafulmine, a prendersi gli strali della tifoseria e del mondo intero. Ma anche qui ci si chiede: a che pro?
Ecco, tutto questo è ciò che si dice in città, ciò che circola all’interno delle discussioni della tifoseria. E non si vogliono sottolineare allo scopo di fare “chiacchiericcio”, ma solo per far capire alla società (visto che non c’è altro modo di interloquire) che quello che è stato creato è un problema di natura sociale nella città di Cosenza, tra diritto di sapere, esigenza di veder rispettata la propria identità e i muri di gomma che invece ci si trova davanti ogni volta che si cerca di “capire” o “interpretare” la società, che inevitabilmente diventa il bersaglio dell’insoddisfazione.

La 4El Group, le decisioni sul Cosenza Calcio e il ruolo della sorella di Guarascio, Ortensia, e del figlio Alessio


In tutto questo, comunque, non va dimenticata una cosa fondamentale, ovvero che il Cosenza Calcio non è di proprietà esclusiva del presidente Eugenio Guarascio, ma della 4EL Group, ovvero la holding della famiglia Guarascio in cui compaiono anche la sorella del presidente, Ortensia, e il figlio Alessio, i quali pare che negli ultimi tempi stiano facendo pressioni sullo stesso Eugenio Guarascio affinché ceda la società al più presto. Sarebbe dunque più giusto, riferendosi al futuro del club, chiedere lumi a chi detiene fattivamente e per legge le quote del Cosenza Calcio. Non si deve, cioè, correre il rischio di arrivare ad un punto in cui si debba dire: abbiamo sbagliato tutto e ci siamo rivolti sempre ad un interlocutore che non è l’unico legittimato. Per lo più in una situazione in cui non si comprende chi, davvero, prende le decisioni nelle stanze di via Conforti 25. I tifosi hanno investito il sindaco di tutta questa situazione. Vediamo quando arriveranno le risposte.

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