Chi è Yermak, il fedelissimo di Zelensky che ha dato le dimissioni. Un uomo per tutte le stagioni: da avvocato ordinario a figura più potente dell’Ucraina
- Postato il 29 novembre 2025
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- Di Il Fatto Quotidiano
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A Kiev raccontano che durante il secondo turno delle presidenziali, alla fine di aprile 2019, il servizio di sicurezza operativo dinanzi al Centro Congressi Parkovy, scelto dal candidato Volodimr Zelensky come quartier generale, bloccò l’auto che portava Andrii Yermak. Nessuno voleva assumersi la responsabilità di farlo transitare, perchè, semplicemente, nessuno lo conosceva.
Da allora, l’Ucraina ha subito l’invasione della Russia, e Yermak, 54 anni, è diventato il braccio destro del presidente, fino a poche ore addietro, quando ha lasciato il suo ufficio travolto dall’inchiesta sulle tangenti. Il percorso è significativo: da avvocato e produttore cinematografico a personaggio tra i più influenti di un Paese al centro degli equilibri geopolitici mondiali.
Il punto di incontro con Zelensky è costituito dall’ambiente dello spettacolo e dei media e dalle attività della Kvartal Sudio 95, la casa di produzione fondata da Zelensky nel 2003. Agli inizi del percorso politico del presidente, Yernak resta comunque con incarichi di secondo piano ma mostra l’intenzione di stare molto vicino al leader ucraino anche durante le riunioni dello staff. Il primo incarico vero – e per alcuni l’inizio dell’asecsa – per Yernak arriva il 7 settembre 2019: un aereo atterrò a Borispol riportando indietro militari che erano stati presi prigionieri dalla Russia. Yermak scende la scaletta e da quel momento diventa l’uomo che può negoziare con Mosca. Perchè fosse stato scelto lui, non è ben chiaro: secondo la ricostruzione fatta da Ukrainska Pravda, i primi contatti sotto traccia tra la squadra di Zelensky e quella di Putin furono facilitati in un primo momento dall’oligarca ucraino Ihor Kolomoiskyi. Quando Zelensky al telefono anticipò che avrebbe mandato Yermak, Putin avrebbe dato l’assenso: il cognome gli ricordava quello di un principe cosacco siberiano.
Ai tempi della prima amministrazione Trump, Yermak stringe rapporti con un altro avvocato, Rudy Giuliani che all’epoca è uno dei più fidati consiglieri del tycoon: il messaggio che Yermak passa a Zelensky è quello di abbandonare la strada diplomatica fatta di lungaggini e puntare tutto sui rapporti personali. Forniti da lui. Yermak diventa nel 2020 il capo dell’ufficio presidenziale, pur non avendo grandi esperienze in questo campo. Ma la carta segreta sta nei rapporti internazionali che riesce a coltivare. Un esempio: è Yermak, assieme all’ex segretario generale della NATO Rasmussen, a elaborare il Kyiv Security Compact sulle garanzie internazionali per l’Ucraina.
Il sito Rasmussenglobal il 14 maggio 2024 mostra un articolo dal titolo: “La task force Rasmussen-Yermak pubblica raccomandazioni sul percorso dell’Ucraina verso l’adesione alla Nato”. Altro esempio: il rapporto diretto tra Yermak e Jack Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, senza passare dai canali ufficiali, ma inanellando continui scambi di email. Il 5 ottobre 2024 Ukrinform titola: “Yermak e Sullivan discutono la preparazione del meeting nel formato Ramstein”. Per mantenere la sua posizione, Yermak si circonda di fedelissimi e negli uffici presidenziali di via Bankova dall’inizio del suo incarico mette alla porta tutti i funzionari in carica. La stessa cosa l’uomo di fiducia di Zelensky riesce a fare con le nomine di alte cariche governative. A lui sono attribuite, sempre da Ukrainska Pravda quelle del procuratore generale Andrii Kostin; Vitalii Koval, presidente del Fondo di Proprietà dello Stato; Pavlo Kyrylenko, presidente del Comitato antimonopolio; Oleksandr Lytvynenko, segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale. Così come Yermak riesce a mettere bocca anche sulle scelte del primo ministro Shmyhal, con le nomine della vice prima ministra Yuliia Svyrydenko o i ministri Kamyshin e Umierov.
Resta però la diffidenza degli ucraini per un funzionario tanto potente ma mai scelto con un voto: nel 2024 un sondaggio rileva che il 61% degli intervistati guarda Yermak con sospetto. Si arriva così alle indagini del nucleo anticorruzione e allo scambio di colpi tra i vari uffici governativi. Secondo alcuni media, denigrare gli organi investigativi che puntavano l’attenzione sulle alte sfere era una strategia ben precisa per rendere vana la loro inchiesta. Daria Kaleniuk, direttrice esecutiva del Centro, a Kiyv Indipendent dichiara: “Sono un po’ delusa che Yermak non sia ancora stato incriminato. Spero che sia una situazione temporanea. Congedando Yermak, Zelensky ha scelto di schierarsi dalla parte del popolo piuttosto che dalla sua corrotta cerchia ristretta”. Quello che Reuters ha definito “l’uomo per tutte le stagioni” di Zelensky, al momento è su un binario morto. Al New York Post Yermak ha scritto che è pronto ad andare al fronte per combattere i russi: quando, non lo ha specificato.
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