Chi è Ukaleq Slettemark, la biatleta che ha sfidato Trump per la Groenlandia ma gareggia per la Danimarca

  • Postato il 3 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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L’irruenza della sua immagine risulta amplificata dalle dichiarazioni senza alcun filtro all’indirizzo del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, indirettamente presente a queste Olimpiadi Invernali di Milano Cortina già con il ruolo non codificato dell’ICE. Certo, la componente Nuuk non è indifferente: la biatleta Ukaleq Slettemark, figlia e sorella di sportivi e riferimenti di questo sport massacrante ma nobilissimo, è nata ed è originaria di questo luogo fatto di ghiaccio e di mare tra i più noti della Groenlandia. Oggi l’isola sotto la corona danese si trova al centro della geopolitica mondiale.

Chi è Ukaleq Slettemark, biatleta che ha sfidato Trump

A pochi giorni dall’avvio ufficiale di Milano Cortina solo una giovane groenlandese di quasi 25 anni, dall’aspetto similare alle sue coetanee ma con i segni sul corpo della sua terra, ha rotto il silenzio e pronunciato frasi di peso: “Da quando ho detto quelle cose, mia zia non dorme più. E mia mamma, che è venuta a vedermi alle qualificazioni, sugli spalti dello stadio piangeva per la paura. In effetti, è davvero dura e siamo tutti terrorizzati”.

Quelle dichiarazioni sono diventate un simbolo di resistenza anche della sua Groenlandia: “Donald Trump è un idiota totale – ha dichiarato la campionessa di biathlon – . Non capisce la nostra cultura, né che tipo di società sia la Groenlandia”.

Groenlandia, Norvegia e Danimarca

Una celebrità mai conosciuta prima, pur essendo una pro che ha già affrontato il sapore delle Olimpiadi e vive da tempo a Lillehammer, come tiene a spiegare anche nella sua bio. Nella sua isola torna quando può, compatibilmente con gli allenamenti.

“La gente è davvero orgogliosa di me e di mio fratello (anche lui è un biatleta), ci postano incoraggiamenti. Molti vogliono che andiamo avanti. Sono ben felici che la nostra bandiera sia rappresentata, in qualche modo. Lo capisco: noi siamo un piccolissimo popolo e non ci sono tante persone che possano gareggiare su un palcoscenico internazionale come questo”.

Ukaleq Slettemark è una inuk e porta sul suo corpo i segni della sua appartenenza al popolo dell’isola artica: sulle gambe ha alcuni tatuaggi, detti tunniit, portatori di significati segreti. Secondo la tradizione venivano incisi con un ago immerso nel grasso di renna o nel carbone ardente. In precedenza l’atleta si è espressa a favore dell’indipendenza della Groenlandia, pur gareggiando nelle competizioni internazionali per la Danimarca.

Ambasciatrice della sostenibilità

Per il suo impegno sulle questioni ambientali, è stata scelta dalla International Biathlon Union come ambasciatrice per la sostenibilità. Un ruolo per cui continua a spendersi, anche sui social, come in un video pochi giorni fa per criticare la sponsorizzazione dei grandi eventi degli sport invernali da parte delle multinazionali dei combustibili fossili passata in secondo piano a causa delle sue affermazioni sul presidente USA.

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In merito a un’eventuale azione militare statunitense, ha sostenuto che se mai avvenisse il CIO dovrebbe comportarsi esattamente come fece con la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina: “Non è ancora successo nulla – ha detto – ma se dovesse accadere, anch’io sarei d’accordo che sarebbe la cosa giusta da fare”.

Biathlon questione di famiglia

I fratelli Slettemark sono legati intimamente alla loro terra. Abitualmente vivono, però, in Norvegia a Lillehammer: parlano, mangiano e si allenano in norvegese pur rimanendo sotto la bandiera danese quando si tratta di gare internazionali e Olimpiadi, come Milano Cortina 2026. La scelta è dettata dalle necessità di allenamento.

Sono figure rispettose delle loro origini, eppure vivono in Europa: non in Danimarca a testimonianza del loro essere cosmopoliti. In un recete passato Slettemark ha spiegato che i problemi finora sono soltanto a livello geopolitico (“sono amica degli atleti statunitensi”), anche se i possibili effetti negativi renderebbero le sue relazioni più complicate.

Con il fratello Sondre (sono figli d’arte, il padre è stato il primo biatleta groenlandese a gareggiare alle Olimpiadi, la madre ha fondato la federazione locale) condividono cromosomi e un certo talento: durante l’anno rappresentano la Groenlandia, ma ai Giochi gareggerebbero, come già successo a Ukaleq a Pechino 2022, con la nazionale danese. “È importante che la Danimarca sia il nostro porto sicuro e che possiamo collaborare bene. Dobbiamo inviare un segnale chiaro che non abbiamo la minima intenzione di far parte degli Stati Uniti”.

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