Chi è Jordan Smith, il vincitore del Million Dollar One Point Slam che ha spiazzato Jannik Sinner alla vigilia degli Australian Open
- Postato il 14 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
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Il personaggio non poteva che suscitare curiosità per via dell’anonimato cancellato da un solo punto. Pesante ma pur sempre questione di una sola occasione. L’epilogo alquanto imprevedibile per Jannik Sinner del Million Dollar One Point Slam, ha consacrato alla fama improvvisa Jordan Smith, passato da NIP a fenomeno del tennis grazie a un dritto.
- Smith, eroe di giornata: come ha battuto Sinner
- I genitori e la nascita del club
- La carriera del padre Neil
- Gli Stati Uniti e il ritorno in Australia
- Il montepremi da urlo più di quanto vinto in carriera
Smith, eroe di giornata: come ha battuto Sinner
Chi è il vincitore di questa divertente invenzione che introduce agli Australian Open, primo appuntamento con il Grande Slam di stagione? Jordan Smith è il quasi dilettante (a tennis gioca molto e con una frequenza elevata) non è un pro, ma qualcosa che si approssima. Un appassionato capace di andare più avanti degli altri nel tabellone. Battendo in finale la taiwanese Joanna Garland, e dopo aver eliminato nel suo percorso anche il nostro Sinner, Smith si è portato a casa un milione di dollari australiani, pari a 570mila euro più una valangata di titoli e la fama non prevista.
I genitori e la nascita del club
Con la racchetta è quasi nato, considerato che i suoi genitori, Neil e Michelle, gestiscono la Castle Hill Academy, club di tennis nel nord-ovest di Sydney da oltre 30 anni e con un passato eloquente. “Situata all’interno della Fred Caterson Reserve, a Castle Hill, la Castle Hill Tennis Academy (CHTA) opera in uno dei centri tennistici più grandi, moderni e ben tenuti di Sydney.
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La carriera del padre Neil
Suo padre Neil è un ex tennista con ottimi risultati a livello universitario che ha fondato questo club con la moglie Michelle, vi lavora affiancato dalla stessa consorte e dai tre figli, impegnati in qualità di coach, compreso Jordan. Nel dicembre 2013, Neil ha vinto anche il premio “Coaching Excellence – Club” ai prestigiosi Newcombe Medal Australian Tennis Awards di Melbourne. I suoi fratelli, Cameron e Blake, hanno conseguito un discreto percorso nel tennis rimanendo nell’ambito del circuito del club. Forse il più talentuoso, a leggere le bio, è proprio Jordan che è arrivato a affrontare anche Sascha Zverev. Tra i suoi amici diventati poi professionisti, il connazionale Jordan Thompson, con cui ha studiato all’Oak Hill College.
Gli Stati Uniti e il ritorno in Australia
Jordan ha frequentato l’Oakhill College, dove ha capitanato la squadra di tennis First V dell’Oakhill College, vincendo il titolo statale nel 2014. Nel 2015/2016 ha studiato e giocato a tennis per la Gonzaga University nello Stato di Washington, Stati Uniti, un college della Divisione 1 della NCAA, grazie a una borsa di studio sportiva. Quando il Covid ha bloccato le sue partite all’estero per due anni, si è concentrato sull’allenamento.
Jordan è anche membro delle squadre di successo Hills District Badge e Premier League, insieme ai suoi fratelli e al padre.
Il montepremi da urlo più di quanto vinto in carriera
Allenatore professionista del Tennis Australia Club, si fatto si dedica a questa attività nella vita quotidiana. Scrutando il suo profilo sul sito ufficiale ATP, ha guadagnato il numero 1141 in singolare nella classifica e il numero 748 in doppio, giocando anche tornei in altri continenti. “È stato difficile dover trovare i fondi per finanziarsi – ha raccontato – È un susseguirsi di alti e bassi, vittorie e sconfitte. Sentivo di non poter mantenere quella forma anno dopo anno. In più, con gli infortuni, è estremamente dura. Eppure sono felice di averci provato, senza rimpianti”.
Ciò che colpisce, forse per ragioni decisamente venali, è quanto ha guadagnato in carriera: 6,388 dollari. Una cifra inferiore a quella incassata con il Million Dollar One Point Slam a cui ha partecipato quasi per caso, tramite Tim White del Tennis World Sydney Olympic Park. A volte, a decidere, è proprio il caso.