Cetraro, rapina del 2003: decisivo il Dna estratto dal passamontagna
- Postato il 21 febbraio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Cetraro, rapina del 2003: decisivo il Dna estratto dal passamontagna

Per la Rapina a Cetraro del 2003, decisivo è stato il Dna: identificato uno dei due autori, l’individuazione tramite un campione prelevato dal passamontagna. Emessa un’ordinanza di custodia cautelare.
CETRARO (COSENZA) – A distanza di ventitré anni dai fatti, un profilo genetico conservato negli archivi investigativi riapre una vicenda rimasta senza colpevole. Nella mattinata di ieri, i carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Paola, con il supporto del nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro e dello Scico di Roma della Guardia di Finanza, hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Destinatario del provvedimento è Alessio Ricco, già detenuto nella casa circondariale del capoluogo calabrese per altra causa e arrestato nell’ottobre 2025 dopo un lungo periodo di latitanza. L’accusa riguarda una rapina pluriaggravata, consumata il 17 gennaio 2003 a Guardia Piemontese, nell’alto Tirreno cosentino, ai danni del gestore di un distributore di carburante.
MODALITÀ VIOLENTE E L’AGGRAVANTE DEL METODO MAFIOSO
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo, insieme a un complice rimasto ignoto, avrebbe fatto irruzione nell’area di servizio minacciando la vittima con una pistola puntata alla fronte. Il gestore, scaraventato a terra, fu costretto a consegnare circa 900 euro, l’intero incasso della giornata. Un’azione violenta e repentina, che, secondo la Dda, per modalità e finalità sarebbe stata connotata dal cosiddetto “metodo mafioso” e diretta ad agevolare il gruppo facente capo a Giuseppe Scornaienchi. Un aspetto che ha attratto la competenza della Direzione distrettuale antimafia, in ragione della ritenuta sussistenza dell’aggravante prevista per le condotte funzionali al rafforzamento di sodalizi criminali organizzati.
RAPINA A CETRARO, IL PASSAMONTAGNA E IL PROFILO GENETICO DAL DNA: LA PROVA DECISIVA DEL RIS
Le indagini dell’epoca, condotte dall’Arma dei carabinieri, portarono al ritrovamento, nel vicino comune di Acquappesa, dell’autovettura utilizzata per la fuga. Il mezzo era stato rubato prima dell’assalto. All’interno, sequestrarono un passamontagna. Proprio su quell’indumento, il Ris di Messina aveva isolato un profilo di Dna, repertato e conservato. Per anni quel dato genetico è rimasto senza un nome. Di recente, tuttavia, il confronto con il Dna dell’indagato avrebbe fornito, secondo l’accusa, una sovrapponibilità totale, ritenuta elemento determinante per l’individuazione del presunto autore.
Un passaggio tecnico che dimostra come la conservazione delle tracce biologiche e l’aggiornamento delle banche dati possano incidere in modo decisivo anche su fatti risalenti nel tempo, riaprendo procedimenti che sembravano destinati all’archiviazione di fatto. Nell’attuale sviluppo investigativo sono state ritenute significative anche le risultanze raccolte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro e dal Servizio centrale investigazione criminalità organizzata della Guardia di Finanza, che hanno contribuito alla ricostruzione del contesto e agli approfondimenti ritenuti utili dalla Procura distrettuale. Il giudice per le indagini preliminari, valutati gli elementi raccolti, ha disposto la custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza.
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Cetraro, rapina del 2003: decisivo il Dna estratto dal passamontagna