Centro storico, via il drop-in da vico della Croce Bianca. Ma la “strategia” sicurezza non convince i residenti

  • Postato il 26 febbraio 2026
  • Altre News
  • Di Genova24
  • 4 Visualizzazioni
presidio vico croce bianca

Genova. Sembra ormai confermata la chiusura del drop-in gestito da Afet Aquilone in vico della Croce Bianca, quantomeno nel modo in cui ha operato sino a oggi. È quanto trapelato nel corso della riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza sul centro storico che si è tenuta in prefettura mercoledì pomeriggio per fare il punto sul tema della sicurezza.

Il servizio drop-in, dedicato a persone tossicodipendenti e senza dimora, da tempo è al centro di un dibattito sull’impatto che ha su quella zona del centro storico. In vico della Croce Bianca il presidio è attivo da anni, e nell’aprile del 2025 era stato rafforzato con il contribuito di Regione e Comune affinché coprisse fasce orarie notturne non presidiate. La situazione in zona sembra però essere diventata esplosiva, e a ottobre, nel corso di una riunione del comitato richiesta dalla sindaca Silvia Salis, era stata ventilata l’ipotesi di spostarlo

L’assessora comunale al Welfare, Cristina Lodi, ha chiarito che non “non si tratta di uno spostamento, ma di una riorganizzazione per lasciare spazio ad altri progetti”, e che il primo aprile il presidio sarà attivo. Dove, però, non è ancora chiaro. Di certo c’è che non tutti sono usciti soddisfatti dall’incontro, cui hanno partecipato anche civ, associazioni del territorio e residenti.

Mi sarei aspettato delle proposte di collaborazione e invece niente – dice Andrea Piccardo, titolare di Mielhaus  –  problemi di salute pubblica quando si parla di un tema complesso come la sicurezza in centro storico non attiene solo ad Asl o alla Locale. Serve un lavoro più puntuale e coordinato e se chi presenzia a questi incontri segnala che le forze dell’ordine non si stanno coordinando con noi che i problemi siamo venuti lì a evidenziarli, vuol dire che l’autorità competente non li sta coordinando. Non noi percepiamo il coordinamento perché non c’è. Cambiare si può, ma si deve parlare con chi i problemi li ha per davvero, senza escludere quelle fasce che nell’incontro non hanno minimamente avuto alcuna rappresentanza”.

Anche l’associazione Ama, di cui Piccardo è segretario, ha sottolineato l’importanza di riattivare un percorso partecipato: “Chiediamo formalmente l’attivazione di una cabina di regia interassessorile, finalizzata al coordinamento organico e strutturato delle attività necessarie alla riattivazione di una progettualità condivisa e di ampio respiro per il centro storico”.

Christian Spadarotto, dell’Associazione Via del Campo, ha espresso molta preoccupazione alla notizia della possibile chiusura del drop-in di vico della Croce Bianca: “Qui nel ghetto abbiamo da anni un presidio sociale destinato ai servizi di bassa soglia (docce, lavatrici, visite ambulatoriali, distribuzione pacchi alimentari, etc.) che negli ultimi periodi ha  intensificato anche il servizio di drop-in (assistenza per persone dipendenti da sostanze). Ci sono stati inevitabili attriti con gli abitanti  che vivono a ridosso di quei locali perché il disagio produce disagio e l’equilibrio della vivibilità è stato oggettivamente compromesso. Oggi ho appreso che si è trovata la soluzione al problema: chiudiamo tutto”.

“Spacciatori, consumatori di sostanze e persone in difficoltà sono messe sullo stesso piano: danno fastidio allo stesso modo, a prescindere. Se ne devono andare. E succede proprio qui, a due passi da piazza Don Gallo”.

Autore
Genova24

Potrebbero anche piacerti