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Centrale unica del 118? Tutti i pericoli per gli interventi delle ambulanze e un’importante storia nata proprio a Savona

  • Postato il 24 maggio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Centrale unica del 118? Tutti i pericoli per gli interventi delle ambulanze e un’importante storia nata proprio a Savona

Savona. L’avvicinarsi dell’unificazione della centrale operativa del 118, che pare a molti ormai inevitabile salvo grande mobilitazione generale, porta alla ribalta i gravi disservizi che questa scelta potrebbe provocare. Li mettono in rilievo persone competenti e al di sopra di ogni sospetto, anche se la politica vuol fare la sua parte, com’è giusto fino a quando non si finisca per ledere il diritto alla salute dei cittadini. Ne parleremo più avanti.

Questa rubrica aveva già trattato l’argomento in tempi non sospetti. Il 3 agosto 2025 il dottor Salvatore Esposito, ex responsabile provinciale del 118, pur riconoscendo che la chiamata alla centrale unica viene correttamente localizzata, metteva in risalto le difficoltà di coordinamento tra prefettura, pubbliche assistenze, Cri e automediche, soprattutto in caso di gravi calamità, nel gestire la catena di comando che deve prendere importanti decisioni.

Il 21 settembre 2025 Giampiero Storti, ex presidente della benemerita Associazione Amici del San Paolo, aumentava il carico ipotizzando l’unificazione di Asl 1 e Asl 2, fino ad arrivare all’ipotesi di un’unica provincia, gravemente sbilanciata verso Imperia e Sanremo per il maggior peso politico.

Arriviamo all’oggi, ad esempio con la presa di posizione contraria alla centrale unica non di una figura qualsiasi, ma di Luca Corti, presidente dell’Ordine dei medici.

Certo non di secondaria importanza il fatto che le prime esperienze di quello che allora si chiamava “centralino unico” arrivarono proprio da Savona, con un coordinamento tra le varie “croci” che superava antiche rivalità ormai senza senso.

Ce ne parlano, con gli aggiornamenti del caso, Marcello Zinola, ex giornalista del Secolo e volontario della Cri, protagonista di quel nucleo storico che portò a una rivoluzione, e Michele Costantini, ex vicecomandante dei Vigili del fuoco di Savona ed esperto riconosciuto di protezione civile.

Marcello Zinola: “Bisogna rifarsi a quell’esperienza, portata avanti da persone come Ezio De Luca della Cri, Paolo Privati della Croce Bianca, Vilderio Vanz della Croce Verde, i vertici della Croce Bianca di Spotorno, soprattutto la dottoressa Paola Pistone e Iovino dell’Asl. Ci furono diversi step, fino all’arrivo dell’automedica. Il tutto per rimarcare che tagliare fuori Savona è una decisione priva di intelligenza, controproducente e che può portare a gravi rischi per l’urgenza-emergenza e quindi per la salute dei cittadini. Forse non resta che appellarsi a una grande mobilitazione generale, cominciando con l’aderire alla petizione lanciata dal consigliere regionale Roberto Arboscello”.

Ecco invece il pensiero di Michele Costantini: “Di fronte a un fatto così pericoloso come l’istituzione della centrale unica non vedo la necessaria mobilitazione. Forse tutti aspettano che agisca qualcun altro. Il 118 nacque a Savona, in coordinamento con i Vigili del fuoco, venne studiato ed esportato in tutta Italia, preceduto solo dall’Emilia Romagna. E’ un sopruso che non dobbiamo accettare senza reagire. Arrivo a dire che, se ci dovesse essere un’unica centrale per tutta la Liguria, questa dovrebbe essere a Savona”.

Abbiamo chiesto un parere anche al sindaco di Savona Marco Russo, che ha dichiarato: “Bisogna ascoltare le istanze del territorio, che sono ragionevoli, di buon senso e in più consentono di superare una oggettiva difficoltà operativa che deriva dall’accentramento. Anche in questo si misura la capacità di tenere conto dei territori. Ci hanno sempre detto che l’unificazione non umilia i territori, questa è l’occasione per dimostrarlo”.

Scendendo sul campo, di particolare interesse può essere il parere di Nanni Carlevarino, presidente della Croce Bianca di Savona, che usa come suo costume parole equilibrate: “Ci dicono che con una sola sala operativa si può gestire tutta la Liguria, ma questo contrasta con la necessaria conoscenza del territorio e la rapidità dell’intervento. Non basta solo localizzare il punto della richiesta di un’ambulanza, ma comprendere come arrivarci nel minor tempo possibile. Una sola centrale non può conoscere tutti i posti della Liguria come, non so, Marmorassi. Credo che sarebbe giusto parlarne”.

Parlavamo di politica. Un po’ di malavoglia dobbiamo sottolineare la presa di posizione del consigliere regionale Angelo Vaccarezza, che non ha resistito alla tentazione – legittima – di polemizzare con Arboscello, difendendo a spada tratta la centrale unica sostenendo (sintetizziamo) che “non cambia nulla”. Non sappiamo che cosa ne pensi Pietro Santi, da poco lanciato proprio da Vaccarezza come candidato sindaco di Savona, ma Santi, savonese purosangue, la storia del 118 la conosce senza dubbio molto bene e prima o poi potrebbe essere “costretto” a dirci se la pensa come Vaccarezza.

Autore
Il Vostro Giornale

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