Celle Varazze, inibizione di 2 anni al ds Barletta: le motivazioni del Tribunale Federale Nazionale
- Postato il 28 febbraio 2026
- 0 Copertina
- Di Il Vostro Giornale
- 1 Visualizzazioni

Hanno fatto rumore i due anni di inibizione comminati a Umberto Barletta, direttore sportivo del Celle Varazze. Come da prassi, la comunicazione delle motivazioni è arrivata circa una settimana dopo rispetto alla pubblicazione delle decisioni.
Il Tribunale Federale Nazionale ha infatti rilevato che il dirigente non poteva svolgere il ruolo di ds per Praese e Celle Varazze in quanto, a causa di due sentenze per reati penali, il dirigente si trovava in una posizione non conforme ai requisiti di onorabilità previsti dall’art. 22 bis NOIF. Tale situazione ha portato a cascata sei mesi di inibizione al presidente cellese-varazzino Umberto Camogli e all’ex presidente della Praese Giovanni Battista Caviglia. La società Celle Varazze è stata punita con duemila euro di ammenda mentre la Praese con millecinquecento euro di ammenda.
Lo stralcio della decisione del Tribunale (qui il comunicato integrale)
Dalle evidenze istruttorie emerge che il Sig. Barletta, a far data dal suo primo tesseramento per la società ASD Praese 1945, nella stagione sportiva 2020/2021, così come in tutte le successive stagioni sportive contestate nell’atto di deferimento, fosse privo dei requisiti di onorabilità previsti dall’art. 22 bis NOIF, avendo riportato in data 18.6.19, una sentenza ex art. 444 cp.p. – divenuta irrevocabile in data 24.7.19, per un reato espressamente indicato come ostativo ai sensi della normativa federale. Successivamente, in data 15.6.22, riportava altra sentenza ex art. 444 c.p.p., per diverso reato, art. 644 c.p., parimenti ritenuto ostativo ai sensi dell’art. 22 bis NOIF.
L’articolo delle Noif
“1. Non possono assumere la carica di dirigente di società o di associazione (art. 21, 1° comma, N.O.I.F.), e l’incarico di collaboratore nella gestione sportiva delle stesse (art. 22, 1° comma,
N.O.I.F.), e se già in carica decadono, coloro che si trovano nelle condizioni di cui all’art. 2382 c.c. (interdetti, inabilitati, falliti e condannati a pena che comporta l’interdizione dai pubblici uffici, anche temporanea, o l’incapacità ad esercitare uffici direttivi) nonché coloro che siano stati o vengano condannati con sentenza passata in giudicato a pene detentive superiori ad un anno”.
Le reazioni del Celle Varazze
Prima dell’emanazione delle motivazioni, il Celle Varazze aveva espresso pubblicamente solidarietà al proprio direttore sportivo e ha fatto sapere che proverà in qualche modo a proseguire la battaglia legale. Il direttore Umberto Barletta aveva invece nella giornata di mercoledì scorso scritto un lungo post Facebook che di seguito riportiamo:
“Trovo questa decisione ingiusta non avendo commesso alcun tipo di illecito imputatomi ed essendo fermamente convinto della mia innocenza sono determinato a dimostrarlo in tutti i vari gradi di giudizio. Resto fiducioso degli organi competenti nell’auspicio di poter dimostrare e argomentare la mia totale innocenza agli illeciti sportivi a me contestati come già ampiamente documentato dai miei legali nella speranza di poter essere un esempio per tutti quelli che come me non vogliono arrendersi ad una ingiustizia”.
“Ringrazio per la vicinanza in questo momento particolare il mondo del calcio che avverto molto solidale e tutte le persone che con il loro affetto mi sono vicine, chi con un semplice messaggio di supporto e chi con idee o parole mi spinge a non perdere la fiducia nelle istituzioni competenti. Onde evitare spiacevoli equivoci e di spendere energie preziose ho deciso di non rilasciare altre dichiarazioni in merito a questa vicenda chiedendo a tutti di rispettare questa mia volontà. Sono un combattente per natura e non mi arrenderò mai di fronte a ciò che ritengo essere un’ingiustizia, convinto come sono che un cavillo burocratico non abbia la meglio sulla buona fede ampiamente dimostrata rischiando di fermare la passione e l’amore per questo sport, grazie a tutti per la vostra attenzione e amicizia”.