“C’è gente che studia e gente che sui social con uno stupido video prende 10k. È ovvio che nessuno voglia più fare un cazzo”: quando Elettra Lamborghini, all’Ariston con Voilà, lanciò una stoccata agli influencer

  • Postato il 17 febbraio 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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Diretta e schietta Elettra Lamborghini lo è da sempre. La cantante è in gara al Festival di Sanremo con Voilà. Nelle interviste pre Ariston ha parlato del fatto che l’unica cosa che la preoccupa “è scendere le scale. Sento il cuore che batte e mi sembra di svenire anche perché indosso abiti stretti e da buona forchetta peggioro la situazione mangiando tortellini prima di salire sul palco. Da dietro la scala sento il cuore che fa pum pum pum, poi rallenta e quando Carlo Conti annuncia il mio riparte il pum pum pum. Devo fare allenamento zen e respiri profondi”. A proposito di tortellini, lo scorso 29 dicembre Lamborghini aveva risposto a tono ad alcuni leoni da tastiera che discettavano sulla sua forma fisica: “Ma come ti permetti a dire che il mio corpo non è armonico, chi diavolo sei tu per dire ciò, mi conosci?!”. E ancora: “Cosa diavolo ne sai che mi alleno 2 volte al giorno tutti i santi giorni. Che competenze hai per dire tutte queste cazzate, sentiamo?!”, aveva tuonato contro la fitness coach Eliska che aveva analizzato e criticato le sue forme (“A livello anatomico non è un fisico armonico”). A proposito di stoccate, Lamborghini ne ha tirata una anche agli influencer, o meglio al modo con cui oggi molti preferiscono la via breve, per così dire: “C’è gente che studia dalla mattina alla sera da anni e poi c’è gente che sui social, con un video stupidissimo, fa 10.000€. È ovvio che nessuno voglia più fare un cazzo”.

“Il cognome ingombrante”

In equilibrio, Elettra, e anche con il suo cognome ingombrante ha ‘fatto pace’: “Non me la prendo. Non parlo mai della mia famiglia ma so che è inevitabile che ci siano pregiudizi e che quindi la gente preferisca premiare chi ha fatto la gavetta rispetto a chi un cognome conosciuto. All’inizio della carriera questo mi buttava giù, ora spero solo che quando il pubblico ascolterà la canzone cambi idea. Vorrei mostrare una versione più adulta e seria di me e spero di cantare bene. Poi nella serata delle cover si balla e ci si diverte”, le sue parole pre Sanremo. Cosa ascolteremo? Elettra Lamborghini presenterà Asereje con le Las Ketchup. A proposito di cognome la sorella Ginevra, dopo aver tentato una carriera nello spettacolo, oggi lavora “alla Tonino Lamborghini“, la nota azienda del padre. Un’esperienza, ha raccontato a Il Resto del Carlino, “cominciata tanti anni fa con la normale gavetta: venivo qui e facevo le fotocopie. Ho respirato per davvero cosa significa vivere un’azienda e anche tutte le sue scalinate… Poi a un certo punto ho deciso che era il momento di mettermi alla prova per vedere che cosa era veramente il mondo e aumentare la mia consapevolezza”.

Musica e Televisione

Elettra Lamborghini è ormai non solo un volto della scena pop italiana ma anche della tv. Dai reality internazionali come Super Shore, #Riccanza e Gran Hermano VIP ai ruoli istituzionali nei talent e nell’intrattenimento generalista, è stata anche coach di The Voice of Italy, opinionista a L’isola dei famosi e giudice di Italia’s Got Talent. A Sanremo poi, torna da cantante in gara ma lo scorso anno l’avevamo vista accanto a Carlo Conti nei panni di co-conduttrice.

L’amore per Afrojack

Lamborghini è sposata con Nick van de Wall, ovvero Afrojack e sul primo incontro ha raccontato questo: “L’ho conosciuto a un Festival, suonavo prima di lui, ci hanno presentato. Ero concentrata sulla carriera, a sposarmi a 26 anni non ci pensavo proprio, magari a 36. È buonissimo, paziente, ci siamo incastonati perfettamente. Tranquillo. Non mi piace uscire la sera, sono stanca, molto zen, non festaiola, vado a letto presto. Con lui posso essere me stessa. Vedendo quanta gente si lascia ci resto male. I miei nonni sono stati insieme 50, 60 anni, vorrei arrivarci anche io”. Lamborghini immagina un futuro con dei figli? “Io sento una fortissima vocazione verso i bambini – aveva detto a DiPiù – sento che non ci sarebbe differenza se un bambino fosse mio o se lo adottassi… Mi ero affezionata moltissimo a una bambina profuga di guerra, ho contattato le associazioni che ce l’avevano in affidamento e mi hanno detto che non avrei potuto aiutarla. In cuor mio, però, volevo provare ad aiutarla, mi ha fatto talmente tanta tenerezza che avrei voluto darle tanto amore, anche se, poi, non è successo niente”.

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Il Fatto Quotidiano

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