Caso Vona, confermate le condanne per tre chirurghi dell’ospedale di Crotone
- Postato il 16 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Caso Vona, confermate le condanne per tre chirurghi dell’ospedale di Crotone

Confermate le condanne per tre chirurghi dell’ospedale di Crotone, Vito Vona vince anche il processo d’appello.
CROTONE – La Corte d’Appello di Catanzaro ha confermato le condanne per tre medici accusati di lesioni colpose ai danni di Vito Vona, il paziente che denunciò di avere subito l’asportazione indebita dello stomaco dopo essere stato operato due volte. Un anno e 6 mesi di reclusione ciascuno per l’ex primario del reparto di Chirurgia dell’ospedale San Giovanni di Dio Giuseppe Brisinda e Maria Michela Chiarello. Otto mesi per Giuseppina Peta. Pena sospesa per tutti e tre. Confermata anche la condanna al risarcimento del danno da quantificare in sede civile con il riconoscimento di una provvisionale di 50mila euro.
Accolte le richieste dell’avvocato di parte civile Francesco Manica, che assiste Vona. La Procura e i difensori, gli avvocati Francesco Santelli, Gaetano Scalise e Nunzio Raimondi, avevano rilevato la prescrizione dei reati.
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LA VICENDA
Secondo l’accusa, in cooperazione tra loro, i chirurghi dell’équipe guidata da Brisinda avrebbero, sulla base di una diagnosi errata di sospetto volvolo gastrico, sottoposto il paziente a antropilorectomia e successivo ripristino della continuità alimentare. Sarebbe stata errata, sempre secondo l’accusa, la terapia chirurgica consistente nel contestuale ripristino della continuità gastrointestinale. Ma anche quella della gastroresezione, non essendo stato individuato il volvolo gastrico. Tutto ciò avrebbe determinato la perdita irreversibile della funzionalità dello stomaco con progressivo rallentamento del transito gastrointestinale.
LA SENTENZA
«Dall’istruttoria – era detto nelle motivazioni della sentenza di primo grado – è emersa la mancanza di qualsivoglia approfondimento diagnostico da parte dei sanitari, determinatisi ad operare sulla base di un non meglio identificato sospetto volvolo gastrico (patologia rara)». Il volvolo gastrico era «emerso soltanto in termini dubitativi». Ed era stato «sconfessato da plurimi accertamenti medici e non corroborato dall’equivoca sintomatologia».
ODISSEA SANITARIA
Vona denuncia da tempo sui media e sui social la sua odissea sanitaria. Secondo la perizia che ha innescato l’inchiesta, nel primo intervento Brisinda avrebbe operato in maniera demolitiva. Ciò avrebbe portato alla perdita dello stomaco, per una patologia presunta e mai accertata e trattabile efficacemente con interventi conservativi.
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