Caso spiagge a Spotorno: i balneari avviano la richiesta di referendum sul PUD
- Postato il 23 febbraio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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A Spotorno si apre ufficialmente una nuova fase nel confronto tra amministrazione comunale e operatori balneari. Dopo l’incontro pubblico dedicato alla presentazione della variante al Piano di Utilizzo Demaniale (PUD), i titolari delle concessioni hanno deciso di avviare la richiesta di un referendum consultivo comunale per chiedere la sospensione dell’attuazione del piano fino al 30 dicembre 2027.
Nel corso dell’assemblea pubblica sono state evidenziate diverse criticità. Secondo i rappresentanti del comparto, la variante al PUD, così come illustrata, potrebbe comportare la chiusura o la trasformazione di alcune attività esistenti, con conseguenze dirette su: imprese familiari attive da anni sul territorio, livelli occupazionali stagionali e annuali, oltre all’indotto turistico e commerciale locale.
Durante l’incontro è stata inoltre depositata una raccolta firme popolare a sostegno delle istanze degli operatori, segnale di una partecipazione civica già attiva sul tema.
Su richiesta della promotrice della raccolta firme e di alcuni rappresentanti del settore, è intervenuto Fabio Montorro, che ha deciso di affiancare tecnicamente e politicamente le aziende coinvolte. Il suo contributo riguarda in particolare la costruzione del percorso referendario sotto il profilo giuridico-amministrativo.
Montorro ha già operato in passato a difesa delle imprese balneari e delle concessioni italiane, collaborando a livello nazionale con il senatore Gianluigi Paragone ed essendo stato ex dirigente nazionale di Italexit per l’Italia. In quel contesto ha partecipato ad attività di studio e iniziativa politica legate agli effetti delle normative europee sulle concessioni demaniali, contribuendo anche alla predisposizione di atti e interrogazioni parlamentari.
“L’iniziativa referendaria si fonda su un presupposto preciso: non mira a contrastare una legge statale o regionale, ma riguarda una scelta discrezionale dell’amministrazione comunale, ossia la tempistica di attuazione della variante PUD” afferma lo stesso Montorro.
Secondo i promotori, non trattandosi di un obbligo inderogabile imposto da normative superiori, lo strumento del referendum consultivo comunale sarebbe giuridicamente praticabile.
Domenica 22 febbraio è stata formalmente depositata l’istanza di verifica di ammissibilità del referendum, aprendo così il procedimento amministrativo previsto dallo Statuto comunale.
“Nei prossimi giorni verrà avviata la raccolta firme secondo le modalità regolamentari. L’obiettivo dichiarato è quello di consentire ai cittadini di Spotorno di esprimersi direttamente su una decisione che incide sull’economia locale, sulla stabilità delle imprese balneari e, più in generale, sulla qualità della vita della comunità”.
“Il percorso referendario rappresenta ora un passaggio cruciale: sarà la partecipazione dei cittadini a determinare se la questione approderà ufficialmente al voto consultivo” conclude.