Caso Mattia, bufera politica su FdI dopo il “voto clientelare”
- Postato il 17 marzo 2026
- Referendum Giustizia
- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Caso Mattia, bufera politica su FdI dopo il “voto clientelare”

Il deputato Aldo Mattia invita al “voto clientelare” per il referendum sulla giustizia, durante un incontro a Palazzo Regina Elena di Genzano di Lucania, polemiche da Pd, M5S e opposizioni. Meloni ancora silente.
Mai avrebbe sospettato il deputato meloniano Aldo Mattia che il suo invito agli elettori a usare tutti i mezzi per fare vincere «questa battaglia» (il “sì” al referendum sulla giustizia), non escluso «il solito sistema clientelare», rimbalzasse con un effetto valanga nel giro di poche ore sui tutti i principali media del Paese fino a diventare un caso nazionale che ha infiammato il dibattito politico dentro e fuori il Parlamento, suscitando una ridda polemiche e imbarazzi.
MATTIA, IL CASO DEL “VOTO CLIENTELARE” DIVENTA NAZIONALE
Le parole di Mattia sono state subito stigmatizzate dal segretario generale dell’Anm, Rocco Maruotti, e hanno scatenato aspre critiche, soprattutto dai partiti di opposizione schierati per il no, che in poche ore hanno reso il clima incandescente. «Il partito di Giorgia Meloni va a caccia, sui territori, del peggior voto clientelare pur di far passare con il referendum questa riforma della giustizia, che serve a difendere la casta dei politici al governo dalle inchieste della magistratura», ha detto Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, in un video sui social in cui l’ex premier ha ripreso anche le parole pronunciate domenica sera a Palazzo Regina Elena di Genzano di Lucania dal deputato Mattia, invitando poi la premier Meloni a dissociarsene.
LE PAROLE DI MATTIA A GENZANO DI LUCANIA
La stessa richiesta è poi arrivata anche dai leader di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni: «Ora comprendiamo perché non sopportano le inchieste della magistratura», è stato l’affondo del segretario di Sinistra Italiana.
LE RICHIESTE DI CONTE, BONELLI E SCHLEIN A MELONI
Nel salotto televisivo di “Tagadà” su La7 la segretaria Dem Elly Schlein, che nello stesso intervento a Genzano di Lucania è stata definita «antipatica, brutta e comunista», dopo aver ricordato le parole dell’onorevole eletto quattro anni fa nel collegio plurinominale lucano, ha invece detto che è «un reato la corruzione elettorale in questo paese. Non si può invitare a commettere un reato in una campagna per cambiare la Costituzione».
CASO MATTIA, CIRIELLI IN SOSTEGNO ALLA MELONI
Mentre la stessa premier Meloni, che non si è ancora pronunciata sul caso, ieri, lunedì 16 marzo 2026, ha teso una mano alle toghe annunciando un tavolo di lavoro a Palazzo Chigi con magistrati e avvocatura per la stesura dei decreti attuativi in caso di vittoria del sì, solo il viceministro agli Esteri in quota FdI, Edmondo Cirielli, ha provato a provato a prendere tempo: «Vedremo cosa fare dopo aver verificato i fatti e poi prenderemo una posizione».
LE REZIONI DEFLAGRANTI IN BASILICATA
Anche in Basilicata l’eco delle parole di Mattia è stato deflagrante. «Il deputato di Fratelli d’Italia invita a cambiare, anche con metodi clientelari, la Costituzione, frutto della Liberazione Nazi-Fascista, che ha garantito libertà e democrazia, legalità, diritti e doveri. La Costituzione che ha reso più forte e più bella l’Italia. E così – ha spiegato il capogruppo Pd in Regione, Piero Lacorazza – cade ogni alibi anche per elettrici ed elettori che votano la destra e per cittadine e cittadini che magari guardano con interesse alla riforma della giustizia, non oggetto di questo referendum; in questa sfida elettorale non c’è la possibilità di un’Italia migliore, di cambiamento in meglio».
AMENDOLA: «SOLIDARIETÀ A ELLY SCHLEIN»
Per il deputato Enzo Amendola (Pd) «fa più impressione sentire evocare pratiche clientelari da chi ama richiamarsi alla figura di Paolo Borsellino come faro della propria azione politica. Chi si richiama a Borsellino dovrebbe essere il primo a respingere, senza ambiguità, metodi e linguaggi che appartengono alla peggiore tradizione della politica. A questo clima si aggiungono anche le gravi offese rivolte in queste ore alla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein. A lei va la nostra piena solidarietà: il confronto politico può essere anche duro, ma non può mai scivolare nell’insulto e nella delegittimazione personale».
CGIL BASILICATA, FERMA CONDANNA ALLE PAROLE DEL DEPUTATO MATTIA
Anche la Cgil Basilicata e la Rete degli Studenti Medi di Basilicata condannano «fermamente» le parole del deputato Mattia: «Un’offesa alla Basilicata, ai cittadini, al diritto di voto e alle istituzioni nazionali e regionali che il deputato di Fratelli d’Italia rappresenta – ha dichiara Fernando Mega, segretario generale della Cgil Basilicata – le parole usate da Mattia, che invita al voto clientelare, esprimono bene il clima creato dai sostenitori del sì in questa campagna elettorale, nonché tutta l’inadeguatezza e mancanza di argomentazioni nel sostenere una riforma che nulla ha a che vedere con la giustizia».
ONOFRIO, RETE STUDENTI MEDI BASILICATA: «INACCETTABILE SI FACCIA CAMPAGNA ELETTORALE IN QUESTO MODO»
Per Teresa D’Onofrio invece, segretaria generale Rete studenti medi Basilicata «è inaccettabile che in una regione martoriata dallo spopolamento, si faccia campagna elettorale in questo modo. Riteniamo quanto dichiarato un insulto gravissimo alla dignità dei cittadini e, in particolare, di giovani e studentesse. Sostenere che il clientelismo possa essere lo strumento per raccogliere consensi non è solo sbagliato, ma la conferma di un sistema malato che la nostra terra subisce da troppo tempo».
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